27 Maggio Mag 2015 1120 27 maggio 2015

«Ho curato le ferite con la musica»

Il bullismo a scuola, il dolore, la rinascita anche grazie al sostegno della famiglia. La drag queen più famosa al mondo si racconta in Io Conchita - La mia storia.

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Libro del giorno: Conchita, la mia storia

«Hai il corpo di un uomo e lo spirito di una Wonder Woman». Jean Paul Gaultier definisce così la drag queen più famosa al mondo, Conchita Wurst, che a un anno dalla sua clamorosa vittoria all'Eurovision Song Contest, ha deciso di raccontarsi con un'autobiografia. Che il nostro Paese non sia all'avanguardia sulla questione dei diritti civili è sotto gli occhi di tutti. E forse proprio per combattere il sistema dall'interno che la Wust, all'anagrafe Tom Neuwirth, ha scelto l'Italia per pubblicare sia il primo album, Conchita (Sony Music) nei negozi dal 19 maggio, che il libro.

DALLA VITTORIA ALL'EUROVISION A RITROSO FINO ALL'INFANZIA
Io Conchita - La mia storia (Mondadori, 202 pp, 14,36 euro) in edicola dal 15 maggio, contiene un'introduzione firmata nientemeno che dal celebre stilista francese e una ricca sezione fotografica di colei che, nonostante tutto, si definisce sopratutto una cantante. Ed è proprio intorno a questo che ruota l'autobiografia. Si parte dalla vittoria all'Eurovision Song Contest che nel 2015 è stata chiamata a presentare, per poi ricostruire l'infanzia, l'adolescenza e il percorso che Tom, un ragazzo della provincia viennese, ha fatto per diventare la star internazionale Conchita. A partire dal talent show austriaco Starmania, dove nel 2007, a 17 anni, ha debuttato per la prima volta. «La mia avventura è iniziata da lì», scrive.

LE FERITE ADOLESCENZIALI E IL RUOLO DELLA FAMIGLIA
Nessuna grande illuminazione tardiva: nel libro si legge che la cantante ha sempre amato truccarsi, vestirsi, stare al centro della scena, fin dall'asilo. «Nessuno mi ha mai bullizzata o esclusa per questo, anzi», spiega in un'intervista a Io Donna.
Problemi che invece sono iniziati nell'adolescenza. «È facile diventare la preda di un bullo, bastano un paio di occhiali, oppure l’apparecchio ai denti, qualche chilo in più, o dichiararsi gay o lesbica. Dico sempre che nasciamo liberi e senza pregiudizi fino all’età della pubertà. Poi, per il resto della nostra vita, cerchiamo di curare le ferite che ci siamo procurati in quel periodo».

ANCHE MINACCE DI MORTE
Grazie anche alla famiglia, che le è stata sempre accanto e ha contribuito a impermiabilizzarla alle minacce di morte arrivate in seguito ai suoi interventi al Parlamento Europeo nell'ottobre del 2014 e alle critiche feroci di chi si sente destabilizzato dal suo essere allo stesso tempo a suo agio sia nei panni di Tom che di Conchita. Uno su tutti il politico russo Vladimir Žirinovskij, che ha affermato: «È la fine dell’Europa. Loro non hanno più uomini e donne, hanno “questo”».

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