Non solo politica 11 Maggio Mag 2015 1449 11 maggio 2015

Anche le First Ladies piangono

Da Jackie Kennedy a Laura Bush, i segreti e le ossesioni delle padrone della Casa Bianca in un libro.

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Manie, passioni, sfuriate senza senso. Ma anche innocenti ossessioni. Come pure litigate 'epiche'. Insomma, tutti gli aspetti della vita quotidiana di una possibile qualsiasi famiglia. In questo caso però, si tratta della vita quotidiana delle first families alla Casa Bianca. 50 anni e oltre di piccoli e grandi segreti ora rivelati al mondo. Il tutto grazie alla penna di Kate Andersen Brower, autrice di The Residence, libro scritto con la complicità di camerieri, uscieri, cuochi e tuttofare che nell’ultimo mezzo secolo si sono avvicendati alla residenza presidenziale.

Il volume, uscito negli Stati Uniti, è già un vero fenomeno in patria con tanto di trattative per diventare un serial made in Hollywood. E le vere protagoniste del libro sono loro: le First Ladies, padrone incontrastate della Casa Bianca. In tutto, contando anche le parti più istituzionali, ben 132 stanze, 147 finestre, 28 caminetti, otto scale, tre ascensori, sei diversi piani e due mezzanini seminascosti. Senza dimenticare il giardino, l’orto, i campetti sportivi e la piscina (costruita all’epoca del presidente Roosevelt, per il trattamento degli strascichi della sua polio).
Nel libro non mancano le stranezze dei presidenti, come i bagni nudi in piscina di Kennedy, magari con le segretarie, mentre la moglie era assente. O le richieste continue di Lindon B. Johnson per sistemare la pressione della doccia, che doveva essere potente e calda al punto giusto. Ma la maggior parte delle pagine di questo libro davvero unico è dedicato alle First Ladies. Con decine di piccole e grandi rivelazioni.

John F. Kennedy e Jackie Kennedy.

Getty Images

L'INSOFFERENZA DI JACKIE KENNEDY
Jackie Kennedy, come si sa, non amò mai vivere alla Casa Bianca, trascorrendo molto più tempo nella casa in Virginia che il marito aveva comprato per lei, lontano dalla vita frenetica della capitale. Eppure, proprio dal personale della residenza presidenziale, ricevette il maggior conforto e aiuto nelle ore successive all’assassinio del marito, tanto da ottenere anche che i figli continuassero a frequentare il kindergarten della Withe House anche nei mesi successivi.

Lady Bird Johnson.

L'OSSESSIONE PER I COSTI DI LADY BIRD JOHNSON
Lady Bird Johnson
, all’improvviso catapultata all’interno della Casa Bianca col marito dopo l’omicidio di Kennedy, era invece talmente ossessionata dai costi di gestione della vita familiare della residenza (a carico della First Family, da sempre) che dopo una visita a Camp David della figlia Luci Baines, col marito, spedì loro il conto del weekend.

Barbara e Laura Bush.

AFP/Getty Images

LE SPESE DELLE DONNE DI CASA BUSH
Un atteggiamento che deve aver lasciato di stucco anche Barbara Bush, moglie di Bush senior, la quale ha sempre apprezzato che quelle per elettricità, giardinieri e fioristi fossero invece spese a carico dell’amministrazione. «Ho sempre pensato fosse economico abitare alla Casa Bianca, in fondo devi solo pagare per cibo e lavanderia». Ma gli insegnamenti e le avvertenze della suocera non devono invece essere servite poi molto a Laura Bush, moglie di Bush junior, che alla prima festa di compleanno del marito alla Casa Bianca rimase pietrificata di fronte al conto finale, chiedendo ripetutamente al personale quali e quante spese potevano essere tagliate.

Nancy Reagan.

WireImage - 1984 Ron Ron Galella, Ltd.

L'INSOPPORTABILE NANCY
Tra i dipendenti della Casa Bianca c’è però un’altra First Lady ricordata per le sue richieste molto più pressanti, al limite dell’impossibile. Ai suoi tempi, infatti, Nancy Reagan fu capace di portare sull’orlo di una crisi di nervi il personale della cucina.

Hillary Clinton.

Joe Raedle - 2014 Getty Images

HILLARY SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
E anche Hillary Clinton non viene ricordata come una donna dai rapporti facili.  Anzi.  I Clinton non facevano misteri di fidarsi solo di pochissimi addetti. Eppure negli anni le cose cambiarono. Anche se qualche sfuriata ai dipendenti continuò anche e soprattutto nel secondo mandato. Dal 1997 al 2001 l’attuale candidata democratica non passò certo alla Casa Bianca i suoi anni più sereni. E così in molti, soprattutto tra il personale di sesso femminile, segretamente approvarono il suo gesto di confinare il marito su un divano letto, in un'altra stanza, durante i mesi bui dello scandalo Lewinsky. Come pure in tanti, in quei mesi, capirono di più di quanto non venne ufficialmente detto. Secondo molti, infatti, quella ferita alla testa rimediata da Bill Clinton non fu certo causata dall’essere inciampato nottetempo, ma da un libro stampatogli in testa dalla moglie. Con accompagnamento di insulti a volume altissimo.

Susan Ford.

Denver Post via Getty Images


SUSAN E LA FUGA IN MACCHINA
Parolacce e urla
, in ogni caso, non sono mai stati tabù alla Casa Bianca. Complice anche la presenza di molti adolescenti, le pareti della residenza più famosa del mondo ne hanno viste e sentite davvero di tutti i colori. Dal fumo di sostanze sospette nelle stanze di certi first teenagers, fino agli insulti indiretti e alle fughe dalle guardie del corpo di altri giovani abitanti del 1600 di Pennsylvania Avenue. Come l’'avventura' della giovane Susan Ford, figlia dell’allora presidente Gerald, che volendo solo provare a guidare un’auto è stata inseguita per mezza Washington dagli agenti della Cia.

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