In ufficio 8 Aprile Apr 2014 1141 08 aprile 2014

La schiscetta fa tendenza

Si risparmia, si mangia più sano e si fanno felici i capi. Il pranzo si porta da casa, in 100 varianti.

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Alessandro Vannicelli, Schiscetta Perfetta, De Agostini (176 pg, 1290 euro).

La «schiscetta» fa tendenza. Il termine, tipicamente milanese, indica l'abitudine a portarsi il cibo da casa, da consumare nella pausa pranzo in ufficio. Un tempo considerato assolutamente superato come gesto, riservato a chi non poteva permettersi di andare al bar o al ristorante, oggi è tornato prepotentemente di moda: cucinare un po' di più a casa, per avere qualcosa di pronto l'indomani, fa risparmiare, innanzitutto. Specie a chi vive nelle grandi città. E soprattutto, permette di mangiare più sano e di variare di continuo il menu, liberandoci dall'incubo «ho già esaurito la lista dei panini». E secondo una teoria sempre più diffusa, anche i capi sono più contenti: mangiare alla scrivania dà l'impressione di essere molto più produttivi di chi perde tempo al bar.
A sancire il definitivo sdoganamento della schiscia, arriva il libro Schiscetta Perfetta, scritto da Alessandro Vannicelli: blogger di Schisciando - La Schiscetta come stile di vita, ha raccontato in centinaia di ricette come si può inventare un break creativo, senza finire per forza su un'anonima insalata.

PERFETTA IN TEMPI DI CRISI
L'idea è nata, come spesso succede, guardando oltre oceano. Spiega Vannicelli: «Negli Stati Uniti è un’abitudine normale e i film ci hanno trasmesso da sempre le immagini di yuppie seduti al sole di Central Park che pranzano con un panino. Ma da noi non si usava e un tempo erano gli operai che si portavano in fabbrica la schiscetta, con dentro il pranzo. La crisi è anche questo, una rivoluzione antropologica di usi e costumi alimentari: e oggi sono sempre di più quelli che scelgono di portare il pranzo da casa. I buoni pasto, se avanzano, servono per fare la spesa».
VOCE DEL VERBO SCHIACCIARE
Il termine schiscetta deriva dal verbo «schiscià», che significa appunto «schiacciare», premere: nel libro, ci sono oltre 100 ricette dedicate a un pranzo da schiacciare dentro il classico contenitore Tupperware, in vetro o in plastica, da scaldare o mangiare freddo. Si vai dai classici, come  il gratin di zucchine e riso o la pizza margherita home made, alle contaminazioni etniche: zuppa di thai noodles, cous cous di pesce alla siciliana. E c'è anche tempo per una puntatina tra le ricette regionali: Erbazzone con fagioli all'uccelletto, Strudel salato con bietola e molto altro.
Nella gallery di LetteraDonna.it, una selezione delle ricette più interessanti contenute nel libro.

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