GALATEO 18 Febbraio Feb 2013 1319 18 febbraio 2013

Bon ton, le (nuove) regole a tavola

Dal menu alle attenzioni per gli invitati, la gourmet Schira ci svela i trucchi per cene. A regola d’arte.

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bon ton a tavola.

A tavola è importante avere cura dei dettagli, con segnaposto ad hoc e menu presentati con soluzioni chic ed eleganti.

A tavola il bon ton è merce preziosa. E che non passa mai di moda. Invitare ospiti a casa, infatti, comporta delle regole da rispettare perché una cena coi fiocchi non è di certo una situazione da improvvisare. Possiamo servire spaghetti in una cena formale? E ancora: controllare il cellulare durante un tet-a-tet è da maleducati? A queste e altre domande ha dato risposta la scrittrice e gourmet Roberta Schira, autrice de Il nuovo bon ton a tavola edito da Salani, che intervistata da LetteraDonna.it ha svelato le giuste dritte da seguire e gli errori da evitare per essere delle padrone di casa perfette.
CONOSCERE I COMMENSALI
Se le regole della buona educazione a tavola sono ancora le stesse proposte nel Galateo da Monsignor Giovanni Della Casa sul finire del 1500, è anche vero che oggi gli spazi ristretti delle case contemporanee e le nuove tecnologie pongono dubbi inediti su come sia meglio comportarsi a una cena, per un’occasione galante ma anche a una semplice festa tra amici. «Evitare stuzzicadenti, scarpetta e di mangiare con la bocca aperta sono regole sempre valide, che partono più che altro dal rispetto verso gli ospiti. Tuttavia», racconta Roberta Schira, «il bon ton oggi è più un insieme di accortezze che una lista di rigide regole di presentazione del cibo o sull’apparecchiatura, che può essere più snella di un tempo. La prima regola, quando si organizza una cena, è conoscere i propri commensali: allergie e intolleranze alimentari e argomenti taboo vanno vagliati, per essere accuratamente evitati».
OSPITI MAI A DISAGIO
Secondo Schira, infatti, è fondamentale «non mettere mai a disagio i propri ospiti. Dopo aver scelto il tono dell’evento, va pensato un menu adeguato. Se si tratta di una cena formale, no a cibi difficili da mangiare, come lumache e crostacei ma anche spaghetti, così come tutte le pietanze che possano in qualche modo urtare le convinzioni o la sensibilità degli invitati. Insomma attenzione a non servire del maiale a un musulmano o a portare in tavola un arrosto di coniglio se abbiamo ospiti inglesi. Da loro sono animali domestici!». E se invece un ospite dovesse dirci «buon appetito», che fare? «Sicuramente ricambiare sorridendo», afferma la scrittrice. «Non rispondere significherebbe umiliare il nostro commensale».
SEGNAPOSTI E MENU, UN MUST
Dopo esserci assicurati di aver evitato elementi che possano mettere in imbarazzo gli ospiti, è giusto adoperarsi perché possano interagire fra loro al meglio. «Per una cena seduti sono d’obbligo i segnaposti, per favorire la conversazione ed evitare, ad esempio, che la ragazza timidina sieda accanto a un ragazzo altrettanto chiuso, finendo per stare in silenzio». È poi utile, oltre ai segnaposti, un cartoncino che illustri il menu della serata, anche per le occasioni meno formali. «In questo modo», afferma Schira, «diamo agli ospiti la possibilità di regolarsi nelle portate».

Telefono a tavola: meglio non tenerlo in vista e non controllarlo spesso. E se riceviamo una chiamata urgente, scusiamoci e andiamo a telefonare in bagno.

BUFFET, MAI SGOMITARE
E se si organizza una cena o una festa con buffet? «In quel caso», puntualizza Schira, «l’importante è studiare bene lo spazio a disposizione e assicurarsi che tutti abbiano posto per appoggiare le cose da mangiare e godersi la serata. Piuttosto, invitiamo un paio di persone in meno. Per gli invitati, invece, vale la regola che non si sgomita, mai! Le donne, inoltre, possono delegare al proprio compagno, che preparerà un piattino prima per lei e, solo dopo, per sé stesso».
NO AGLI ESPERIMENTI CULINARI
Qualche altra buona regola da non dimenticare? «Le padrone di casa non dovrebbero sperimentare una ricetta per la prima volta con gli ospiti. Neppure i grandi chef osano proporre un piatto senza averlo cucinato prima un paio di volte. Per gli invitati invece, occhio ai fiori. Molti pensano che sia un gesto estremamente elegante presentarsi con un mazzo di fiori per la padrona di casa: grande errore! Al nostro arrivo la nostra ospite è indaffarata tra cibo, tavola e invitati e l’ultima cosa di cui ha bisogno è mollare tutto alla ricerca di un vaso in cui sistemare i nostri fiori. Meglio farle recapitare il bouquet qualche ora prima, nella giornata stessa, o il giorno dopo, come ringraziamento».
I TRABOCCHETTI DELLA TECNOLOGIA
Oggi come oggi la tecnologia ci accompagna ovunque, ristorante incluso. Ma, soprattutto se andiamo a un appuntamento galante, è bene dimenticarsi di tablet e telefoni. «Lo smartphone non va posizionato sulla tavola, né tantomeno controllato ogni 5 minuti», istruisce Schira. «Se un accompagnatore si comporta così al primo appuntamento, mostra di non essere molto interessato a conoscerci, un po’ come uno che parla solo di sé stesso. Meglio scappare a gambe levate». E se siamo noi a ricevere una telefonata? «Ci alziamo e andiamo a chiamare in bagno. Ma solo se si tratta di una questione davvero urgente».

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