MOOD POSITIVO 22 Gennaio Gen 2013 1458 22 gennaio 2013

Il perdono fa bene al cuore

Le emozioni negative danneggiano la salute. Superare la rabbia è possibile. A patto di buttarla fuori.

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La salute trae benefici dal perdono.

La salute trae benefici dal perdono.

Le emozioni negative danneggiano la salute. E mettono a rischio la pressione. Superare la rabbia è possibile. A patto di buttarla fuori. La vendetta è un piatto che va servito freddo, ma può anche avvelenare. Il perdono, invece, alla lunga ripaga. Lo dice la scienza, che negli ultimi anni ha dedicato molta attenzione all’argomento, evidenziando i benefici che si ottengono quando sentimenti deleteri come rabbia, rancore e odio vengono sostituiti con emozioni positive. Anche verso chi ci ha fatto soffrire. L’ultima conferma arriva da uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Psicologia e Filosofia dell’Università di San Diego e pubblicato sulla rivista Psychosomatic Medicine.
GLI EFFETTI DEI SENTIMENTI NEGATIVI
La ricerca ha coinvolto 200 studenti, ai quali è stato chiesto di pensare a un torto subito. Nella prima fase dell’esperimento dovevano cercare di non reprimere la rabbia connessa all’evento e lasciare spazio ai sentimenti negativi che il ricordo dell’offesa innescava in loro. Successivamente, invece, sono stati incitati a predisporre il proprio animo verso il perdono della persona responsabile del torto. In entrambe le fasi dell’esperimento, i ricercatori hanno monitorato i parametri cardiovascolari del gruppo di studenti, con particolare attenzione per la pressione e la frequenza cardiaca. Nei partecipanti che avevano ripensato ai fatti con risentimento, provando di nuovo rabbia, c’era stato un maggiore aumento della pressione rispetto a quelli che avevano guardato all’accaduto con più tolleranza. Fra questi, elevato il numero delle donne che sembrerebbero quindi più propense ad atteggiamenti comprensivi.
BENEFICI A LUNGO TERMINE
Lo studio americano ha messo in luce anche un altro aspetto non trascurabile legato agli effetti positivi del perdono. «Il focalizzarsi sul perdono non protegge solo in quel preciso momento», ha spiegato la dottoressa Britta Larsen, coordinatrice della ricerca, «ma anche successivamente, perché cambia il modo in cui gli individui si pongono di fronte alla ruminazione psicologica». La ruminazione è pericolosa perché nei casi più gravi può portare all’isolamento della persona e a stati ansiosi. Convinti di essere nel giusto, si continua a pensare all’evento che ha scatenato i malesseri. La rabbia che scaturisce dal ricordo ha la stessa intensità di quella sperimentata all’epoca dei fatti, anche a distanza di molto tempo.
CAMBIARE IN MEGLIO
Gli esperti italiani confermano i benefici psicologici e fisici del perdono, però, alla base deve esserci un desiderio autentico di compiere questo passo, altrimenti non avrebbe alcun senso. Ciò non significa però accettare con rassegnazione torti e offese, un atteggiamento debole, che autorizza tacitamente l’altro a comportarsi sempre allo stesso modo. Le emozioni negative devono invece trovare una via di sfogo, perché solo eliminando la rabbia si può arrivare a perdonare davvero. «Escludere la possibilità di perdonare e rimanere fermi sulle proprie posizioni è ammissibile, purché a questa decisione segua un cambiamento», ha spiegato a Letteradonna.it il dottor Luigi Mastronardi, psicologo, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione italiana di Psicologia per il Benessere. «Se invece si rifiuta il perdono e, allo stesso tempo, si continua a ruminare su quanto è accaduto, ci si lacera inutilmente, rischiando depressioni anche gravi», precisa l’esperto.
UN AIUTO DALLO SPORT
Il perdono si può (anche) imparare. Esistono varie pubblicazioni dedicate all’argomento, così come sono molto diffusi i corsi che insegnano tecniche psicologiche per avvicinarsi a questo atteggiamento positivo. «Per sfogare la rabbia legata a situazioni che creano disagio è invece molto indicata l’attività sportiva», spiega ancora il dottor Mastronardi. «La fatica aiuta a scaricare le tensioni che, se tenute dentro, possono causare squilibri», conclude lo specialista.

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