RELAX 10 Dicembre Dic 2012 1400 10 dicembre 2012

Meditate, bastano cinque minuti

Gambe incrociate e un posto tranquillo. Per ricaricarsi, non serve tempo, ma costanza.

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Si può meditare anche da soli, in casa e senza l'aiuto di nessuno. Bastano cinque minuti e un esercizio costante.

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Migliora la salute, aiuta a raggiungere un maggiore equilibrio mentale, tiene a bada lo stress ed è un’ottima arma contro l’insonnia. Addirittura può allungare le aspettative di vita, combattere le malattie e rendere l’intelligenza più vivace. Stiamo parlando della meditazione, una pratica antichissima che a lungo è appartenuta principalmente alle culture orientali, poi ha coinvolto e appassionato anche l’Occidente. La meditazione rappresenta l’elemento fondamentale di religioni, filosofie di vita, arti marziali. Perfino la scienza ha superato la diffidenza iniziale, verificando i suddetti benefici in chi pratica la meditazione. Benefici a cui si aggiungono, è ormai dimostrato, il miglioramento del metabolismo, della frequenza cardiaca, della respirazione, della pressione sanguigna.
POCHI MINUTI MA CON COSTANZA
A dispetto della velocità e della frenesia che caratterizzano la vita quotidiana della nostra società, cresce il numero di persone che decidono di avventurarsi lungo questo cammino. Anche perché, da qualche tempo, appare più semplice e accessibile a tutti. Se prima, infatti, l’idea della meditazione, quella fatta bene, veniva associata sempre e soltanto alla necessità di portare avanti un impegno importante (per esempio la pratica dello yoga), secondo studi più recenti gli effetti positivi si ottengono anche ritagliando poco spazio dalla routine quotidiana. Bastano dai cinque ai 20 minuti, ma c’è una condizione essenziale: la costanza. Se manca quella, tutto viene vanificato.
OVUNQUE E IN QUALSIASI MOMENTO
Dove meditare? Anche in questo caso, il luogo comune si sfata. Non occorre per forza un posto oppure un’ambientazione particolare, lo si può fare ovunque: anche seduti alla scrivania, durante una pausa dall’attività lavorativa (anzi, è un ottimo modo per ricaricare le pile nella seconda parte della giornata). Oppure a casa, nella propria camera, in bagno, in salotto. La scelta è completamente libera. Una volta trovato il posto più congeniale, però, è consigliabile non cambiarlo perché così la meditazione diventa più facilmente un’abitudine da assimilare e inserire nella propria giornata. Lo stesso discorso vale per la collocazione temporale: c’è chi medita al mattino subito dopo il risveglio, oppure – come si è detto – durante un break al lavoro, o dopo la palestra, o ancora prima di andare a dormire. L’appuntamento, però, va rispettato.
CANALIZZARE I PENSIERI
Passati in rassegna il “perché”, il “dove” e il “quando”, non resta che il “come”. Ci sono, naturalmente, tantissime forme di meditazione. Qui interessa la più semplice, da mettere in pratica in piena autonomia e senza la presenza di un maestro. Per quanto riguarda la posizione, si può stare anche seduti su una sedia ma sarebbe meglio sul pavimento, con o senza un cuscino. Le gambe, incrociate o distese. Evitando distrazioni di qualsiasi tipo, ci si deve concentrare totalmente sul proprio respiro, “ascoltando” l’aria che entra ed esce dai polmoni. Gli occhi sono chiusi o fissi su un punto preciso. Le prime volte, a questo punto, succederà una cosa: i pensieri cominceranno a sbizzarrirsi e inseguirsi senza ordine, rischiando di creare un risultato opposto a quello desiderato. L’obiettivo, invece, è quello di controllarli e canalizzarli, riconoscendo ciò che è fonte di eventuali turbamenti e preoccupazioni e decifrando anche il proprio stato d’animo. Il tutto, però, deve avvenire con la massima calma e lentezza, partendo sempre dal respiro. Il risultato finale è una consapevolezza a 360 gradi, però completamente estranea al caos e all’agitazione.
PRENDERE IL TEMPO
Come si diceva all’inizio, possono bastare anche cinque minuti al giorno. Oppure si può partire da cinque minuti per arrivare a venti e anche a trenta. Utile è calcolare il tempo tramite un timer, ma si evitino suoni troppo forti e ritmi troppo veloci: è bene che il “ritorno alla realtà” avvenga in compagnia di note dolci e rilassanti.

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