15 Marzo Mar 2018 1900 15 marzo 2018

Tomb Raider: Lara Croft è un'icona femminista o no?

Mentre il film con Alicia Vikander arriva nelle sale italiane, torna l'annosa questione sull'eroina videoludica maggiorata.

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Tomb Raider Lara Croft Film

Da Angelina Jolie ad Alicia Vikander, da maggiorata a normodotata. In oltre 20 anni, Lara Croft ha vissuto molte vite e incarnato molte forme: l'ultima nel film Tomb Raider, nelle sale italiane a partire dal 15 marzo e secondo tentativo di far ripartire anche sul grande schermo una saga che ha già saputo reinventarsi nella sua forma videoludica. Ci riprova, ora, anche al cinema: la scelta di casting della protagonista parla da sé, raccontando un personaggio che ha dovuto lasciarsi alle spalle l'ipersessualizzazione che la rese icona e che nel giro di appena un decennio, man mano che il tema della rappresentazione della donna diventava sempre più cruciale, rischiava di trasformarla in un grottesco manichino siliconato, lontanissimo anche dalla sensibilità di una crescente platea di videogiocatrici di sesso femminile.

DONNA O OGGETTO?

Lara Croft è stata al centro degli studi di genere fin dalla sua irruzione sulla scena, accolta dalle studiose femministe in maniera radicalmente opposta: da una parte, tra le prime eroine avventurose in cui le videogiocatrici potevano identificarsi; dall'altra, bambola erotizzata le cui fattezze erano tagliate su misura delle porno-fantasie dei gamers maschi. Il saggio di Helen W. Kennedy Lara Croft: Feminist Icon or Cyberbimbo? è al contempo un'ottima sintesi e un buon punto di partenza della problematicità insita nel personaggio Lara Croft. Ma è comunque innegabile che i suoi stessi creatori le case di produzione dei videogiochi abbiano sentito il bisogno di aggiornarne il design, rendendola via via sempre meno bombastica e più vicina a un ideale di donna fisicamente ineccepibile, ma più vicina alla realtà di quanto non fosse in origine. In parole povere: le hanno rimpicciolito le tette, dopo anni in cui avevano spinto, a livello di marketing, proprio sulla sua eroticizzazione. La cosa curiosa è che l'inventore di Lara Croft, Toby Gard, decise di abbandonare la sua creatura proprio perché sentiva di aver creato un personaggio con una personalità forte, e non tollerava di vederla ridotta a una pin-up.

FAN DISSENNATI

Il cinema ha seguito la via tracciata dai videogiochi: ha scelto un'attrice, Alicia Vikander, che si è distinta tra le altre cose nel mondo reale per le sue dichiarazioni femministe e che non incarna certo un modello di bellezza classica e patinata come invece poteva essere Angelina Jolie. La quale, vale la pena ricordarlo, nel 2001 e nel 2003 dovette ricorrere a delle imbottiture strategiche per incarnare al meglio la prorompente fisicità dell'eroina tutta pistole e poligoni. Di contro, il casting di Alicia Vikander ha suscitato le proteste dei fan di vecchia data, soprattutto quando il primo trailer del film mostrava come l'eroina non sfoggiasse più una quinta misura. Reazione analoga si ebbe nei confronti di Gal Gadot, accusata di non essere abbastanza muscolosa per vestire i panni di Wonder Woman.

PIÙ FRAGILE, MENO ATTIVA

Ma Lara Croft non è mai stata soltanto una silhouette: bensì, un personaggio, al cinema così come nei videogame, che è stata raccontata in tanti modi diversi. È nata come una donna archeologa determinata e sicura di sé, e più di recente è stata riportata a un'età post-adolescenziale, meno compiuta e più vulnerabile, più insicura. La svolta più recente è quella del 2013, che la femminista Carol Pinchefsky ha recensito per Forbes, lodandone le maggiori caratterizzazione e profondità donatele proprio dalle sue insicurezze e dall'essere un personaggio in fieri, che avanza verso l'età adulta. Meno entusiasta e convinta sembra invece l'accoglienza che è stata riservata alla Lara Croft di Alicia Vikander: la critica si è nettamente divisa. Da una parte è stata descritta come un'eroina determinata, dall'altra come un pupazzo in balia degli eventi, che viene tratta d'impiccio sempre da figure maschili. Il film, d'altro canto, sembra a dir poco dimenticabile: non c'è da stupirsi, perché la storia degli adattamenti cinematografici tratti dai videogame è sostanzialmente una storia di insuccessi. Ma Lara Croft, tra alti, bassi e ristrutturazioni estetiche, rimane un'icona. La cui essenza va molto oltre la taglia del suo reggiseno.

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