Oscar 2018

Oscar 2018

23 Gennaio Gen 2018 1754 23 gennaio 2018

Oscar 2018, le attrici nominate sui casi Weinstein e Me Too

Protagoniste e non protagoniste, unite dalla lotta e dalla sensibilità dimostrata nei casi di molestie sessuali che hanno sconvolto Hollywood.

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Oscar 2018 Attrici Candidate

Non può che esserci molta attesa da parte dei movimenti femministi in vista della notte degli Oscar 2018. Perché proprio da Hollywood si è diffusa quell'ondata di consapevolezza incasellata sotto l'hashtag #MeToo e scaturita dalle azioni di Harvey Weinstein nei confronti di decine di attrici. Ecco perché si guarda con fiducia alla candidatura di Greta Gerwig, sicuramente la donna più in vista tra le candidate visto che per la miglior regia e la miglior sceneggiatura originale, come capitava al Woody Allen dei tempi d'oro che lei stessa ha scaricato dopo il riacutizzarsi del caso Dylan Farrow: «Se avessi saputo allora quello che so adesso, non avrei recitato nel film. Non ho più lavorato con lui, e non ci lavorerò più».

LE PROTAGONISTE

D'altronde, in tutto il paniere che raccoglie attrici protagoniste e non protagoniste troviamo affermazioni e prese di posizione su quello che è ancora presto per definire come epocale, ma che potrebbe davvero fare la storia se non esaurirà la sua spinta. Al punto che persino un personaggio riservato come Frances McDormand (Tre manifesti a Ebbing, Missouri) ha voluto riconoscere: «Tengo per me le mie idee politiche, ma è fantastico essere in questa sala stasera, ed essere parte della scossa tellurica nella struttura di potere della nostra industria».
Di Meryl Streep (The Post) è quasi superfluo parlare: da anni si batte per la parità di genere, anche se qualcuno l'ha accusata di sapere quello che faceva Weinstein e di non aver detto nulla finché non è scoppiato il bubbone. L'attrice, che è arrivata a 21 nomination, non si è persa d'animo e ha invitato Melania e Ivanka Trump ad aderire a #MeToo.
Le donne che denunciano hanno ricevuto l'appoggio esplicito di Margot Robbie (I, Tonya): «Finalmente tra le attrici si percepisce un senso di comunità, che è una cosa meravigliosa. L’unica pecca è che siamo arrivate a questa conclusione solo a seguito di una situazione così orribile. Ma finalmente, là fuori, si può contare su un network di supporto per chi ha bisogno».
Saoirse Ronan (Lady Bird), invece, non ha nascosto il suo disgusto per come è stata trattata la modella Ambra Battilana: «Era stata così coraggiosa da tornare indietro il giorno dopo, perché sapeva quanto fosse importante che tutto venisse a galla [...] Eppure non venne fatto nulla. E questa è la cosa più deludente».
Discorso differente per Sally Hawkins (La forma dell'acqua), che essendo inglese finora non è stata coinvolta nel dibattito hollywoodiano. Ma è chiaro che prima o poi verrà intervistata sul tema. Una domanda su Woody Allen, anzi, è già arrivata, e lei ha risposto così: «Prendi le persone così come sono, come si comportano con te [...] Ho solo visto una persona innamorata della propria scrittura, gentile e nient'altro. Un'anima gentile, così intelligente, divertente, acuta». Il giudizio sugli stupri, d'altronde, è netto: «Quando c'è di mezzo lo stupro, bisogna che si assumano del tutto le proprie responsabilità. E [gli stupratori] devono essere condotti di fronte alla giustizia. E allora le cose cambieranno».

LE NON PROTAGONISTE

Passiamo ora alle attrici non protagoniste, partendo da Octavia Spencer, compagna di schermo di Hawkins che ci ha tenuto a precisare una cosa in particolare. E, ovvero, che #MeToo «non può essere ridotto a uno scontro donne contro uomini [..] Riguarda le persone abusate, e dare loro forza».
Mary J. Blige (Mudbound), invece, l'hashtag #MeToo è stata costretta ad usarlo per raccontare una brutta vicenda personale: «Sono stata costretta a combattere da quando avevo cinque anni e ho subito molestie sessuali fino ai 17. Ho passato anni d'inferno». Della rilevanza del movimento si è accorta anche Allison Janney, che vincendo il Sag Award per I, Tonya, ha detto: «Tutti condividono le loro storie e ne parlano. È un momento spartiacque [...] Penso che ci sia una nuova parola di sicurezza nazionale, che è 'Non sono a mio agio'. È qualcosa che trascende le singole industrie. Sono molto incoraggiata da tutte queste discussioni, perché si rifletteranno sul cambiamento».
Lesley Manville (Il filo nascosto) ha invece risposto così a una domanda su #MeToo: «È commovente che il movimento abbia una forza del genere. Una volta che la porta è stata aperta un poco, si è scatenato questo torrenziale resoconto di incidenti. Trovo toccante e scioccante tutto quello che queste donne hanno dovuto passare».
Chiudiamo la rassegna con Laurie Metcalf (Lady Bird), che sul caso Weinstein ha detto: «Spero che ora venga dato per assodato, visto che tutti ne parlano. Spero che in ogni posto di lavoro, università, sindacato, compagnia possa esserci un posto sicuro di cui parlarne. Deve finire e basta».

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