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22 Gennaio Gen 2018 1350 22 gennaio 2018

Women's March 2018, i discorsi più belli delle vip

Tra le celebrità che hanno partecipato alla marcia, alcune di loro hanno pronunciato dei discorsi di grande impatto.

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Womens March 2018 Discorsi Vip Scarlett Johansson

«Terrorismo sessuale»: così Natalie Portman ha definito, dal palco della Women's March di Los Angeles, le esperienze vissute a 13 anni, subito dopo l'ondata di successo seguita nella sua partecipazione a Léon. Una testimonianza dura, che ha dato una dimensione concreta alla pervasività di una certa cultura che permea il mondo dello spettacolo e non solo. Anche perché, sul palco (e non solo a Los Angeles), c'erano diverse altre vip, che hanno voluto dire la loro con discorsi dal grande impatto emotivo.

NATALIE PORTMAN E IL TERRORISMO SESSUALE

Partiamo proprio da Natalie Portman, che a 36 anni può già vantare una carriera di successo ultraventennale. Un successo, però, accompagnato da alcuni lati oscuri, venuti a galla quando era a malapena adolescente, compresa la lettera di un fan che la vedeva protagonista di una fantasia di stupro: «In un programma della radio locale della mia zona fecero partire un conto alla rovescia per i miei 18 anni - eufemisticamente, la data in cui sarebbe stato legale andare a letto con me. I critici, nelle recensioni, parlavano dei miei seni acerbi. Capii molto in fretta, anche se appena 13enne, che se mi fossi espressa sessualmente mi sarei sentita insicura e che gli uomini si sarebbero sentiti in diritto di discutere del mio corpo e oggettificarlo». Timori che hanno indirizzato la carriera di Portman verso determinati film, a evitare scene di baci e ad accentuare di converso le sue caratteristiche più seriose. Solo in questo modo si sentiva protetta dagli attacchi del mondo esterno: «Il messaggio che proveniva dalla nostra cultura era chiaro. Sentii il bisogno di coprire il mio corpo e inibire la mia espressività e il mio lavoro per mandare al mondo che ero una persona degna di rispetto e sicurezza».

SCARLETT RIVUOLE LA SPILLA

Scarlett Johansson, invece, ha avuto il coraggio di chiamare in causa James Franco, visto ai Golden Globes con la spilletta del movimento Time's Up e qualche ora dopo accusato su Twitter di molestie sessuali. «Come può una persona supportare un’organizzazione che aiuta le vittime di molestie sessuali mentre, in privato, le aggredisce?», si è chiesta retoricamente l'attrice. «A proposito. Rivoglio la mia spilla». Poi ha chiuso il suo discorso dichiarando di non avere più nessuna intenzione di rimanere in silenzio davanti agli abusi: «Basta assecondare. Basta sentirsi in colpa per ferire i sentimenti di qualcuno quando sento che per me c'è qualcosa che non va. Mi sono ripromessa di essere responsabile nei mie confronti, e che per fidarmi dei miei istinti devo innanzitutto rispettarli».

LA POESIA DI HALSEY

Commuove, invece, la poesia recitata dalla cantante Halsey, che ha scelto questa forma artistica per affrontare il tema degli abusi subiti, sia da adulta che da bambina: «Le scale di fianco all'appartamento 1245 mi perseguiteranno nel sonno per tutta la mia vita [...] Dice che non posso dirgli di no, che glielo devo. Mi compra la cena, quindi devo succhiarglielo». Poi ha attaccato Trump, sottolineando il suo silenzio rispetto alla vicenda #MeToo.

VIOLA DAVIS

L'attrice Viola Davis ha invece citato Martin Luther King nel suo discorso, spiegando di non avere nessuna intenzione di aspettare decenni o secoli per vedersi riconosciuta quella parità che spetta a lei e a tutte le donne. Nel suo discorso, ha citato anche Malcolm X, ricordando le condizioni in cui tutte le popolazioni non bianche hanno vissuto, e per certi versi ancora continuano a vivere, negli Usa. L'elemento 'razziale', ha sottolineato Davis, mette le donne di colore in pericolo maggiore rispetto alle bianche, perché secondo le statistiche subiscono più stupri. Questo anche perché, sempre secondo l'attrice, i media non diffondono modelli a cui queste donne di colore possono ispirarsi per trovare forza e coraggio di opporsi al sistema.

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