9 Gennaio Gen 2018 1843 09 gennaio 2018

Gucci Garden, a Firenze un'esperienza unica

Ospita un museo, una boutique, l’archivio storico con le creazioni legate al marchio e un'osteria firmata Bottura. Alla scoperta del nuovo percorso offerto da Alessandro Michele.

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Gucci Garden Firenze (5)

E quando inizi ad avere il dubbio che l’estro multiforme del direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele, possa aver raggiunto lo zenith e sia dunque destinato a una parabola discendente, ecco che questo 40enne forse timido, di certo protetto da una serie di schermi e filtri fisici e personali significativi (capelli, visiere, abiti, occhiali), riscrive il cammino. Usando gli stessi sassi, ma tingendoli di nuovi colori, e disponendoli in maniera nuova.
I percorsi possibili che Alessandro Michele offre a chi voglia seguirlo sono molti. Quelli disposti nel nuovo Gucci Garden di Firenze sono davvero unici, anche per la volontà controcorrente, à rebours, che dimostrano. Esperienza unica di acquisto, esposizione, lettura e perfino gusto, grazie all’Osteria sviluppata con Massimo Bottura, il Gucci Garden vende oggetti, capi, memorabilia non replicabili, non ordinabili online, e insomma del tutto contrari a quella filosofia dell’e-commerce salvifico che è diventato un mantra fra i guru del marketing americano.

Luogo fisico e potentemente storico, il Gucci Garden si sviluppa nello stesso Palazzo della Mercanzia trecentesco che fino a un anno fa ospitava il desertissimo e tristanzuolo Gucci Museo, e che ora esprime una potenza visiva e un’energia decisamente rinfrancanti sia fra gli spazi della boutique e della libreria-paraphernalia, sia nell’osteria (alle pareti, i versi riprodotti di un canto carnascialesco di Lorenzo de’ Medici, voluti da Bottura per ricordare che Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali), sia nella Galleria, sviluppata con il fashion curator Maria Luisa Frisa. Abbandonato ogni sospetto di pedanteria o di volontà cronologico-didattica, nelle sue sei sale l’esposizione intende «rifondare il museo come spazio vivente, collaborativo e creativo nel quale esprimere il carattere in perenne evoluzione e la filosofia della maison».

A Henri Bergson il concetto non sarebbe dispiaciuto, e nemmeno i piccoli libri e oggetti di antiquariato che Michele, grande esploratore del centro di Roma, ha recuperato dalla celeberrima libreria Cascianelli. Pur reale, il giardino appartiene alla «sfera dell’immaginario», dice il direttore crativo di Gucci. Come sempre, ovunque, domina il simbolo, la linea del serpente, simbolo di rinascita e di fecondità, non economico-finanziaria, si intende, benché i risultati dell’azienda guidata da Marco Bizzarri, da tre anni a questa parte siano quanto di più fecondo si possa immaginare, con crescite a doppia cifra ogni trimestre. Dunque, zero ordini online, cioè senza esperienza fisica del luogo, e naturalmente un impianto e una promessa no profit. Il Gucci Garden devolverà infatti la metà del costo del biglietto, pari a otto euro, a opere di restauro per Firenze, sarà gratuito per gli ultra 65enni e i bambini sotto i 12 anni, i disabili, i residenti a Firenze (ma solo il lunedì) e gli impiegati dell'azienda. Per gli studenti, la riduzione sarà a sei euro.

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