8 Gennaio Gen 2018 1249 08 gennaio 2018

Golden Globes 2018, i migliori discorsi femministi

«Un nuovo giorno è all'orizzonte: nessuno dovrà mai più dire Me too». Da Oprah a Nicole Kidman, i discorsi femministi sono stati tantissimi. E le attrici più unite che mai.

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Golden Globes 2018

L'edizione più femminista di sempre è andata in scena la notte del 7 gennaio a Los Angeles: la 75esima cerimonia dei Golden Globes verrà ricordata per essere stata la prima importante dopo lo scandalo delle molestie sessuali a essere organizzata a Hollywood. E le donne, questa volta, non sono rimaste in silenzio.
Nessuno ha osato disobbedire agli ordini di Reese Witherspoon, Emma Stone, Meryl Streep e Shonda Rhimes le quali hanno lanciato l'iniziativa Time's Up e chiesto ai partecipanti della 75esima edizione di vestirsi di nero, uomini e donne, in solidarietà con le vittime di molestie sessuali. Oltre al dress code rigorosamente rispettato, molti attori avevano sugli abiti una spilletta alla giacca con la scritta Time's Up, disegnata e prodotta in meno di due settimane con l'aiuto dei designer Arianne Phillips e Michael Schmidt, che ne hanno stampate 500. «L'ho indossata perché sento la responsabilità di alzare la voce a difesa delle donne molestate», ha detto l'attore James Franco dopo aver ritirato il premio come miglior attore in una commedia/musical in The Disaster Artist.

L'IRONIA SU WEINSTEIN

Il presentatore della serata Seth Mayer ha dedicato a questo tema il suo discorso introduttivo indirizzando le sue parole alle signore e ai «rimanenti signori» presenti e poi ha ricordato che il 2018 sarà ricordato come l'anno in cui è stata legalizzata la marijuana e le molestie sessuali sono state rese illegali. E non ha risparmiato naturalmente Harvey Weinstein: «Non è qui con noi stanotte perché ho sentito dire che è pazzo ed è difficile lavorare con lui, ma non vi preoccupate, tornerà fra 20 anni e sarà probabilmente la prima persona a essere fischiata durante la sequenza In Memoriam».

OPRAH WINFREY

Il discorso femminista più memorabile di questa edizione, durato quasi dieci minuti, è sicuramente quello di Oprah Winfrey, premiata con il Cecil B. DeMille Award per il suo contributo nel mondo dello spettacolo: «Voglio esprimere la mia gratitudine a tutte le donne che hanno subito anni di abusi e attacchi, perché - come mia madre - hanno figli da sfamare e bollette da pagare e sogni da inseguire. Sono donne di cui non conosceremo mai il nome». Tra questi, la conduttrice ne ha citato uno «che tutti dovremmo conoscere, Recy Taylor. Nel 1944, Recy Taylor era una giovane moglie e madre» violentata da sei uomini bianchi mentre tornava dalla chiesa. Un caso su cui non è mai stata fatta giustizia. «Recy Taylor è morta 10 giorni fa, a 98 anni. Ha vissuto, come tutti noi, troppi anni in una cultura spezzata da uomini potenti e brutali. E per troppo tempo, le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno osato dire le loro verità contro questi uomini di potere. Ma il loro tempo è scaduto. Il loro tempo è scaduto. Il loro tempo è scaduto. E spero solo che Recy Taylor sia morta sapendo che la sua verità - come la verità di cosi tante altre donne che sono state tormentate in questi anni, e che lo sono anche ora - sta andando avanti». «Voglio dire a tutte le ragazze che stanno guardando qui e ora che un nuovo giorno è all’orizzonte. E quando quel nuovo giorno alla fine sorgerà, sarà perché un sacco di stupende donne e di uomini eccezionali hanno combattuto duramente per farle diventare i leaders che ci porteranno fino al tempo in cui nessuno dovrà mai più dire Me too, ancora. Grazie».

REESE WHITERSPOON

«È stato un anno difficile», ha detto Reese Whiterspoon, mentre, accanto a Laura Dern e Nicole Kidman, ha parlato alla stampa dopo aver ricevuto il premio per la serie televisiva Big Little Lies. «Non siamo mai stati così uniti a Hollywood, uomini e donne, nel voler esporre le molestie subite. A Hollywood siamo fortunati, la gente ci ascolta, per altri è quasi impossibile raccontare la propria storia. Siamo qui anche per loro». Le tre attrici hanno anche sottolineato che Time's Up è un movimento che si batte per una maggiore uguaglianza nel mondo del lavoro, in ogni ambiente.

NICOLE KIDMAN

«Wow, the power of women!», ha esclamato una delle colleghe di Reese Whiterspoon nella premiata Big Little Lies. «In tutta la mia carriera ho lavorato con solo due direttori della fotografia che erano donne», ha detto Nicole Kidman: «Ci vogliono più donne davanti e dietro la telecamera e ci vogliono più film che raccontano storie al femminile».

ELIZABEH MOSS

È la protagonista di The Handmaid’s Tale, la serie tratta da un romanzo di Margaret Atwood premiata anche come Miglior serie drammatica, e alla find del discorso, Elizabeth Moss ha dedicato il premio «alle donne che hanno trovato il coraggio di parlare di ingiustizie e intolleranza e di combattere per uguaglianza e libertà». Ha poi mandato un messaggio di speranza e ottimismo: «Non viviamo più negli spazi ai bordi della pagina stampata. Non viviamo più ai margini delle storie. Siamo le storie. Stiamo scrivendo noi la nostra storia».

BARBRA STREISAND

A presentare il premio finale ai Golden Globes è stata la leggendaria Barbra Streisand, che ha colto l'occasione per fare un'importante call-to-action a Hollywood. Prima di presentare i nominati per il miglior film drammatico, ha ricordato al pubblico e agli spettatori che è ancora l'unica donna ad aver vinto il premio come miglior regista nella storia dei Golden Globes da 75 anni - ben 34 anni fa. «Abbiamo bisogno di più donne registe. E ci sono così tanti film là fuori», ha esortato.

NATALIE PORTMAN

«Questi sono i nominati, tutti uomini». Non un discorso, ma poche efficaci parole di Natalie Portman sono bastate per gettare l'attrice e regista al centro del dibattito social della serata, tra palusi e critiche sui social network. L'attrice di Star Wars e Jackie era sul palco per presentare, insieme a Ron Howard, il premio per la migliore regia vinto da Guillermo Del Toro e ha voluto sottolineare la mancanza di una presenza femminile nella cinquina.

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