21 Dicembre Dic 2017 1039 21 dicembre 2017

La Biancaneve di Walt Disney compie 80 anni

Il film animato veniva proiettato per la prima volta nel 1937. Il confronto con la storia dei Fratelli Grimm, forse ispirata a fatti realmente avvenuti. 

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Biancaneve Disney Vera Storia

Fu la prima delle Principesse Disney, la prima ad apparire in un cartone e a oggi una delle pellicole animate con più incassi di sempre. Biancaneve e i Sette Nani, proiettato in anteprima mondiale il 21 dicembre 1937, compie 80 anni e resta una pietra miliare del colosso fondato da Walt Disney. E per quanto le protagoniste dei grandi classici stiano passando tempi difficili, venendo additate come baluardi del maschilismo e degli stereotipi di genere, è impossibile non fare gli auguri alla giovane Snow White e ai suoi Sette Nani. Per l'occasione, sono state lanciate capsule collection ad hoc, come quella di Asics con le scarpe ispirate all'abbigliamento dei personaggi, mentre lo storico Sacs di New York ha allestito le sue vetrine con decorazioni a tema fiaba. Molti la definiscono un modello passivo e votato 'solamente' all'amore coniugale, ma Biancaneve è anche simbolo della bontà di cuore e del perdono. In una delle tante versioni dei Fratelli Grimm, lei restava l'unica a far visita alla matrigna cattiva, dopo che era stata punita e incarcerata per la sua crudeltà. La storia raccontata da Disney e diretta dal regista David Hand è solo una delle tante facce della favola. Che secondo molto è anzi tratta da fatti realmente avvenuti.

IN ORIGINE FURONO I FRATELLI GRIMM

La storia della principessa fu pubblicata per la prima volta nel 1812, quando i famosi Fratelli Grimm scrissero la raccolta Fiabe dei bambini e del focolare. Le vicende erano legate alla tradizione della Bassa Germania, in particolare al folclore bavarese. Uno studioso italiano, Giuliano Palmieri, ha addirittura avanzato l'ipotesi che Biancaneve potesse provenire dalla tradizione popolare di Belluno. In totale si contano sette versioni scritte dai due fratelli, l'ultima nel 1857. Dalla prima all'ultima i cambiamenti nella trama non sono tantissimi, se non nella figura della madre, che viene man mano addolcita. Nella stesura iniziale era infatti lei a mostrare istinti infanticidi, e a tramare la morte della bambina. Poi, col tempo, si è arrivati alla fiaba che conosciamo tutti, quella con la Regina cattiva, matrigna gelosa e crudele. È interessante notare che il fatidico bacio del risveglio firmato Disney, che tanto viene criticato ultimamente, non era presente nella storia del 1819: la salma della giovane ruzzolava lungo un pendio, finendo per sputare il boccone avvelenato e risvegliandosi 'da sola'. Anche la sua acerrima nemica incontrava una fine diversa. Walt Disney la fa uccidere da un fulmine, mentre in origine era costretta a indossare delle scarpe di ferro roventi, dovendo ballare fino alla morte.

OGNI RIFERIMENTO A FATTI E PERSONE NON È PURAMENTE CASUALE

Esistono due teorie secondo cui la figura di Biancaneve, quella della matrigna e anche quelle dei Sette Nani sarebbero riconducibili a fatti realmente avvenuti. Nel 1896, un gruppo di studiosi di Lohr ipotizzò che la storia dei Fratelli Grimm ricalcasse quella tragica di Maria Sophia Margaretha Catharina von Erthal, nata nel 1725 da un ricco proprietario terriero e di una baronessa. Morta la madre, la giovane fu vittima delle angherie di Claudia Elisabeth von Reichenstein, che cercò in tutti i modi di anteporle i propri figli di primo letto. Alla fine, si dice che Maria fu costretta ad abbandonare il castello di famiglia, finendo a vivere e vagabondare per i boschi attorno. Al tempo, l'area era un ricco bacino minerario: da qui sarebbero nate le figure dei nani. I minatori erano soliti, per altro, portare tutti cappelli colorati e a dover essere di bassa statura (spesso si trattava di bambini). Oltre alle simili circostanze, nel castello-museo dove viveva la famiglia della Erthal è stato ritrovato uno specchio parlante, cioè un giocattolo acustico, che riusciva a riprodurre la voce di vi si trovava davanti. Da qui l'immagine dello «specchio, specchio delle mie brame».

BIANCANEVE VITTIMA DI UN COMPLOTTO POLITICO?

Nel 1994, invece, lo storico Eckhard Sander ipotizzò che Biancaneve fosse ispirata alla storia di Margaretha von Waldeck, figlia di Filippo IV, nata nel 1533 a Bruxelles. Anche lei cacciata dalla matrigna, si innamorò di quello che sarebbe poi diventato Filippo II di Spagna. L'amore fra i due, però, non fu mai ben visto nè dai genitori di lei nè tanto meno dai regnanti iberici. Si dice che il padre dell'amato mandò dei sicari della corona spagnola a ucciderla, con del veleno. Proprio come la vecchia strega fece con la protagonista della favola. Anche in questo caso, tutti gli elementi fantastici avrebbe un lontano riscontro in quelli storici: il padre di Maragaretha era proprietario di diverse minerie, dove obbligava a lavorre fino allo stremo dei bambini che crescevano poi nella malnutrizione e soffrendo di malformazioni.

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