19 Dicembre Dic 2017 1630 19 dicembre 2017

Che Sanremo sarebbe senza Loredana Bertè?

La cantante è la grande esclusa dell'edizione 2018. E come è già successo in passato, non sono mancate le polemiche.

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Loredana Bertè Sanremo

Mettere insieme Loredana Bertè e il Festival di Sanremo è sempre un azzardo. Nel bene e nel male. Sì, perché ogni volta che la cantante ha partecipato, ha fatto parlare di sé, in un modo o in un altro: per merito del piazzamento o per le varie polemiche scoppiate prima, durante e dopo il concorso musicale più importante d'Italia. È un po' come quando da piccoli mettevamo le Mentos nelle bottiglie di Coca-Cola: sapevamo come sarebbe andata a finire (un disastro da pulire), eppure valeva la pena solo per assistere a quella spettacolare reazione chimica. Certo, la similitudine è molto estrema ma vedere Loredana Bertè sul palco dell'evento dell'anno, che rappresenta la tradizione e la conservazione, beh, non ha prezzo. E questo perché non è mai stata banale, ripetitiva, scontata. Ha sempre cercato di stravolgere un minimo il copione e, proprio per questo, negli anni, è stata considerata una sorta di 'variabile impazzita'. Eppure, nel 2018, sarebbe stata una ventata di aria fresca. E invece non ci sarà perché ha rifiutato di cantare un brano scritto da Biagio Antonacci.

LA GRANDE ESCLUSIONE DA SANREMO 2018

Prima di entrare nel merito, cavalchiamo un po' la polemica della 'grande esclusione'. O meglio, proviamo a spiegare cosa è successo. Secondo quanto ha raccontato Loredana Bertè, è stata contattata un giorno prima dell'annuncio dei Big dal portavoce del direttore artistico Claudio Baglioni: avrebbe dovuto presentarsi con una canzone di Antonacci, brano che, tra l'altro, il cantautore milanese le aveva già proposto qualche settimana prima e che lei aveva rifiutato. Con il no definitivo anche all'organizzazione del Festival, è stata scartata. Su Facebook, la Bertè ha scritto un lungo post per spiegare nei dettagli tutta la vicenda.

Siamo "Ufficialmente dispersi"! "Sul palco sono rose e fiori, dietro le quinte è guerra grande"... Sono molto...

Geplaatst door Loredana Bertè op maandag 18 december 2017

LOREDANA BERTÈ E LE POLEMICHE A SANREMO

Ma questa è soltanto uno delle polemiche della cantante legate al Festival di Sanremo. Ricordate la sua prima esibizione? Nel 1986 si presentò sul palco dell'Ariston con Re (scritta da Mango), simulando una finta gravidanza. Un'esibizione piuttosto sopra le righe, ripresa 25 anni dopo da Lady Gaga durante il concerto Radio 1's Big Weekend di Carlisle, nel Regno Unito. La trasgressione, se così si può chiamare, torna nel 2002, quando si presenta con il brano Dimmi che mi ami. Il problema, a dirla tutta, inizia qualche settimana prima della kermesse, quando l'organizzazione pensa di sostituirla con Ivana Spagna. Il motivo? Problemi personali. Ma alla fine sul palco è salita lei. Poi, nel 2007, l'esclusione: L'Araba Fenice non passò le selezioni. In questo caso non furono tanto le polemiche legate alla non partecipazione, quanto alla notizia falsa di un tentato suicidio della Bertè. L'anno successivo, invece, riescì ad accedere con la parola Musica e Parole. Peccato che la musica non fosse inedita (era già stata pubblicata nel 1988 con L'ultimo segreto di Ornella Ventura), quindi fu eliminata. Insomma, è quasi sempre riuscita a far parlare di sé, sul palco e fuori.

POP CHE PIÙ POP NON SI PUÒ

La presenza della Bertè si farà sentire, anche perché il cast non è proprio dei più briosi. Nessuno si aspetta la rivoluzione a Sanremo, ci mancherebbe, ma avere in gara 3/5 dei Pooh sembra quasi eccessivo. Così come 'rispolverare' vecchie glorie come Ornella Vanoni e Ron o 'riesumare' band scomparse (o quasi) come Le Vibrazioni. Senza contare contare i 'figli dei talent'. La situazione sembra decisamente moscia. Ovviamente, sono tutti ragionamenti 'sulla carta', sperando che ogni parola scritta fin qui venga smentita con delle esibizioni e delle canzoni di livello. Nel frattempo, aspettiamo e speriamo.

GLI ANTI-TRADIZIONE (SANREMESE)

Possiamo comunque fare delle previsioni positive, cioè individuare quei Big un po' fuori dagli schemi sanremesi. Come Enzo Avitabile, uno dei perni della tradizione musicale napoletana ma anche un grande rappresentante italiano del jazz e della world music. Un punto di riferimento per chi non è molto propenso alla musica leggera. Un po' come Elio e le Storie Tese, anche se qua non si parla tanto di 'tradizione' ma di ironia e sarcasmo e lo hanno anche dimostrato sul palco: vi ricordate La terra dei cachi o La canzone mononota? Ultimi ma non ultimi: Lo Stato Sociale. Usciti dalla nicchia della musica indipendente, hanno deciso, con coraggio, di suonare davanti al pubblico delle grandi occasioni. Un po' sulla scia di Manuel Agnelli (Afterhours) e Levante che hanno scelto di ondare in onda in prima serata per giudicare le future popstar a X Factor. Segno che, ormai, fare gli 'alternativi a tutti i costi' non paga più (o forse non ha mai pagato). Forse, l'unico modo per vendere qualche copia in più è puntare sul pubblico generalista. Insomma, per rendere Sanremo meno Sanremo, serve qualcuno che rompa un po' la tradizione. In assenza di Loredana Bertè e (soprattutto) in attesa di smentite sul palco dell'Ariston, questi tre Big possono dare tante soddisfazioni.

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