27 Novembre Nov 2017 1825 27 novembre 2017

Violenza sulle donne, cinque canzoni che la raccontano

Levante, Gianna Nannini, Carmen Consoli: cinque brani di artiste italiane che raccontano storie di abusi al femminile. Con strofe spesso crude.

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Levante

Storie di violenza al femminile. Storie di sofferenza. Di vittime e carnefici. Di questi tempi le sentiamo raccontare sempre più spesso, dalle star di Hollywood alle giornaliste di casa nostra. Nelle interviste, sui social network. Ma c'è un'altra narrazione della violenza a cui siamo abitutati, anche se spesso fatichiamo ad accorgergene. Perché magari ci entra in testa una canzone che canticchiamo tutto il giorno, ma può capitare che non ci soffermiamo sulle parole.
Da Levante a Gianna Nannini, cinque artiste che hanno cantato gli abusi sulle donne.

GESU CRISTO SONO IO - LEVANTE

Non è certo una coincidenza l’uscita proprio il 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, del video di Gesù Cristo sono io, ultimo singolo di Levante, terzo estratto dall’album Nel caos di stanze stupefacenti. Il brano, dal testo forte, racconta di un rapporto violento tra una donna e un uomo che si trasformano in vittima e carnefice.

Gesù cristo sono io
Per le menzogne che ti ho perdonato
E le preghiere fuori dalla porta
Per il mio sacro tempio abbandonato
Confessa che sei il demonio nella testa
Che mi trascina sempre giù
Confessa
Che il paradiso non mi spetta
Che non mi sono genoflessa
Che non mi sono genoflessa
Che, che da te risorgo anch’io

LA SIGNORA DEL QUINTO PIANO - CARMEN CONSOLI

Nell'album, L’abitudine di tornare, un altro brano forte: La signora del quinto piano, che parla di un marito-stalker che aspetta l’ex moglie con un martello per ucciderla, le forze dell’ordine che ripetono che «non c’è alcuna ragione di avere paura» e infine l’omicidio annunciato che poi si compie. Il singolo ha ottenuto la nomination al prestigioso premio Tenco.

La signora del quinto piano
Ha un piccone in salotto
Un guardiano fidato
Il suo ex è ogni sera davanti al portone
Con un martello in mano
Non v'è ragione alcuna
Di aver paura
Di aver paura
Questa è una conlcusione
Dei funzionari della questura

BALLATA TRISTE - NADA

Ballata triste è un brano crudo e angosciante del 2016 che parla di femminicidio: «Che amore, che amore finito così tra le pareti di una stanza e una miseria prepotente. Amore, che amore finito così tra una spinta una caduta un pugno e una ferita». La canzone ha vinto il Premio Amnesty International Italia come migliore brano sui diritti umani nel 2017: «È nata di getto, non ho cambiato neanche una parola. Quando senti queste storie così feroci, entrano nel tuo immaginario e nella tua sensibilità. È un testo tremendamente attuale e senza retorica, che racconta un momento drammatico in maniera poetica», ci aveva detto l'autrice in questa intervista.

Lei l'han trovata
con una mano
sulla porta
e una sul cuore
sul cuore che si è spaccato
quando l'ha colpita
perché
nessuno
l'ha fermato?

MAI PER AMORE - GIANNA NANNINI

«Mai per amore mi lascerò per te morire. Lo sai che quasi mai il vero amore lascia i lividi». Mai per Amore è un brano di Gianna Nannini del 2011 e fa parte dell'album Io e te. Il testo è per le donne che confondono l'amore con la violenza. Perché l'amore, canta la rocker di Sei nell'anima, non lascia segni.
Mai per Amore nel 2012 è stata scelta come colonna sonora dell'omonima serie tv prodotta da Claudia Mori sul tema della violenza sulle donne.

Quasi mai quasi mai
Ho goduto tra le braccia dell'inferno che mi dai
Quasi mai quasi mai
Il tuo silenzio uccide un cuore andato in cenere
Quasi mai quasi mai
Mi hai guardato più forte negli occhi e mi hai detto chi sei
Lo sai che quasi mai
Il vero amore lascia i lividi

NESSUNA CONSEGUENZA - FIORELLA MANNOIA

Un brano che affronta il tema della violenza psicologica sulle donne, e della capacità di uscirne e di rinascere: è Nessuna conseguenza, singolo tratto dall'album Combattente di Fiorella Mannoia, che l'ha raccontato così: «C'è come un filo immaginario che collega la storia delle donne protagoniste di queste canzoni, hanno un comune denominatore: La voglia di liberarsi da chi tenta di imprigionarle nella paura e nell'insicurezza. La voglia di riappropriarsi della propria dignità».

E ripetevi tutto questo con quell'aria da padrone
Convincendomi a pensare che io avevo torto e tu ragione
Ma lo sai alla fine che l'amore
Se lo tieni chiuso a chiave guarda altrove
Come se accontentarmi fosse la scelta migliore
Come fosse troppo tardi sempre per definizione
Come se l'unica soluzione fosse quella di restare

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