20 Novembre Nov 2017 1244 20 novembre 2017

American Music Awards: Diana Ross riceve il premio alla carriera

Durante gli AMAs 2017, l'ex leader delle Supremes ha vinto la statuetta. Il motivo? È un'icona della storia della musica. 

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«This is all about love», è tutta una questione d'amore. Sono le parole detta da Diana Ross durante la serata degli American Music Awards, mentre riceveva il premio alla carriera. La cantante di Detroit, che nella serata del 19 novembre si è presentata sul palco con tutta la sua famiglia allargata, ha ottenuto l'ennesimo riconoscimento per la sua eccezionale vita da artista. Una voce, la sua, che non ha mai usato solo per cantare, ma soprattutto per far sentire le storie di chi ancora era inascolatato. E come ha ricordato la figlia, la Ross ha speso una vita a disegnare una strada da seguire per chi ne aveva bisogno: donne e afroamericani su tutti. In occasione di questa nuovo successo, un ripasso dei motivi per cui Diana Rossa è ormai parte della storia della musica.

Si potrebbe provare, per iniziare, a riassumere la carriera di Diana Ross in premi e titoli. Il Lifetime Achievement Award degli AMAs è solo l'ultimo di una lunga lista. Oltre ai milioni di dischi venduti, nel 1976 è stata nominata da Billboard la più grande artista femminile del XX secolo e nel 2012 ricevette il Grammy Lifetime Achievement, simile premio alla carriera. Come attrice, è stata nominata agli Oscar per la sua interpretazione ne La signora del blues, che le valse un Golden Globe. Ha poi collezionato anche un Tony Awards e la John F. Kennedy Center for the Performing Arts, massima onorificenza per un artista statunitense. Nel 2016, Barack Obama le conferì infine la Presidential Medal of Freedom, altro importantissimo riconoscimento conferito dalla Casa Bianca.

MAI IN SILENZIO

Gli Anni '60 sono quelli dell'esordio con le Supremes, insieme alle altre cantanti Mary Wilson e Cindy Birdsong. La formazione conquista velocemente il successo, arrivando ai primi posti delle classifiche americane e inglesi. Sono loro titoli diventati ormai storia della musica come Where did our love go?, Baby love e Come see about me. La Ross emerse subito come la leader del gruppo: già al tempio era protagonista di una rivalità (musicale) con un'altra grande protagonista, Barbara Streisand. Le Supremes raggiungono l'apice della loro carriera probabilmente nel 1968, quando furono invitate a esibirsi al Royal Command Show, spettacolo di beneficienza fra i più prestigiosi del Regno Unito, dove era solita presenziare tutta la famiglia brittanica e importanti nomi dell spettacolo. Il 19 novembre di quell'anno, le Supreme cantarono fra la soddisfazione generale: erano uno dei nomi più famosi al mondo. Verso la fine, però, Diana prese la parola a favore della popolazione di colore: «Non ho molte occasioni di parlare a persone potenti come chi mi sta davanti oggi. Io, come vedete, sono nera, mentre voi siete bianchi. Io canto e voi mi ascoltate, poi quando tutto è finito ce ne andiamo insieme dalla sala. Ci sono posti nel mondo, compreso alcuni stati del mio paese, gli USA, dove neri e bianchi non hanno gli stessi diritti, non possono neanche uscire dalla stessa porta. Vorrei che ci pensaste quando tornerete nelle vostre case». Un intervento che, se sulle prime sembrò suscitare imbarazzo fra i presenti, fu poi molto apprezzato dalla stampa britannica.

'LA PRIMA'

Diana Ross ha rappresentato un vero e proprio punto di svolta per le cantanti afroamericane. Nata a soli due anni di distanza da Aretha Franklin, è stata insieme alla collega una delle apripista del black power. Prima del suo percorso da solista, collaborò anche al lancio dei Jackson 5 nel 1969. La sua consacrazione avvenne attraverso tante 'piccole' conquiste, che la resero un punto di riferimento per tutti gli artisti di colore che fino a quel tempo si erano visti poco rappresentati, se non ignorati, da stampa e giornali. Nel 1972 apparì sulla copertina di Rolling Stone USA: era la prima cantante afroamericana a esserci riuscita. È anche l'unica donna ad avere due stelle sulla Hollywood Walk of Fame. La prima le fu data come membro delle Supreme, e la seconda per la sua carriera personale.

ICONICA

Diana Ross non è stata solo voce. È stata, soprattutto, icona al centro del nuovo immaginario pop che gli Stati Uniti stavano costruendosi a cavallo fra gli Anni '60 e '70. La copertina di Silk Electric, per esempio, fu disegnata da Andy Warhol, diventando una delle immagini simbolo di un'era, come quelle dei Velvet Underground (realizzate sempre dall'artista newyorchese). Alla sua figura è stato ispirato Dream Girls, pellicola del 2006 diretto da Bill Condon. In quell'occasione, a interpretare la Ross fu Beyoncé, cantante che idealmente ha preso in carico la sua eredità.

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