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X Factor

10 Novembre Nov 2017 1726 10 novembre 2017

X Factor 11, eliminati Sem & Sténn: l'intervista

Salvatore Puglisi e Stefano Ramero: due mondi lontanissimi che si sono incontrati, ma che ai live non sono stati capiti. «Forse nella nostra esibizione c'era troppo sesso», scherzano. «Il nostro preferito? Nigiotti».

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Sem E Stenn

Dai forum su internet al Mediolanum Forum. Tutto vero. Sem & Sténn si sono conosciuti in Rete, nell’infinito mondo delle chat e delle comunità virtuali. Dodici anni dopo il loro primo: «Hey ciao, come va?», scritto dalla tastiera, davanti al computer, si ritroveranno sul palco del Forum di Assago, ad aprile 2018, per aprire il concerto degli Afterhours. Ad annunciarlo Manuel Agnelli nell’ultimo live di X Factor, qualche istante prima che gli ultimi eliminati si esibissero sul palco.

DUE MONDI LONTANISSIMI

«Se ci aspettavamo questo annuncio? Francamente no. Lui ci aveva accennato qualcosa ma restando sul vago. Non potevamo immaginare che intendesse questo tipo di collaborazione». A parlare è Sténn, il biondo, vero nome Stefano Ramero, 26 anni, nato a Chiari, provincia di Brescia. A oltre 1.400 chilometri di distanza, nell’estremo Sud della Sicilia, circa un anno prima nasceva invece Sem, alias Salvatore Puglisi, originario di Rosolini, 20 mila abitanti vicino Siracusa. Due mondi lontanissimi, Ecco perché ci hanno messo quasi un lustro prima di vedersi. Dal 2006 al 2011 fiumi di parole, di informazioni, di storie, di emozioni, ma solo al computer o al telefono. Finché alla fine non è successo. I due si sono incontrati a Milano, complice il loro percorso di studi, la prima volta davanti a un caffè. «L’amore è scoppiato prima. Poi è arrivato tutto il resto», racconta Stenn. Sem sorride, quasi sornione, con l’occhio ancora parecchio assonnato: «Avremo dormito si e no mezz’ora. Abbiamo ancora tutte le emozioni del live dentro». Nessun rimpianto per essere usciti così presto. Su questo entrambi sono d’accordo, ma in fondo lo sono un po’ su tutto quanto. È come se uno iniziasse un discorso e l’altro lo finisse. «Siamo riusciti a essere noi stessi fino in fondo. Abbiamo lavorato sodo con grandi professionisti, e questo possiamo assicurarvelo: si lavora per davvero. Abbiamo amato le lunghe sessioni in sala prove, la pizza mangiata per terra tra un’esibizione e l’altra e le lezioni con la nostra vocal coach Danila Satragno, che porteremo sempre nel cuore».

DOMANDA: Sem&Sténn, il duo che ha diviso il pubblico di X Factor sin dalla prima audizione, torna a casa. Cosa non ha funzionato?
RISPOSTA: Francamente non lo sappiamo. Per fare una battuta forse c’era troppo sesso nella nostra ultima esibizione. O magari il color verde acido dello smalto delle nostre unghie. Scherzi a parte, lo stiamo dicendo a tutti: siamo contenti di essere usciti senza particolari rimpianti. Sul palco siamo sempre stati liberi, consapevoli del fatto che eravamo la variabile impazzita di questo programma.

D: In quanto «variabile impazzita» siete sempre stati costretti a dare il massimo. Per altri concorrenti fare il compitino poteva garantire la permanenza nello show. Non per voi.
R: Siamo d’accordo. E infatti forse questa cosa avrebbe dovuto valere per tutti, non soltanto per noi. Siamo partiti in sordina. Il nostro riscatto è stato già riuscire a entrare nella rosa dei 12. Ma nel tempo ci siamo resi conto che questo riscatto avrebbe dovuto continuare ogni settimana per rimanere a galla. Resta la soddisfazione di aver messo d’accordo tutti i giudici, Fedez compreso.

D: Nelle prime settimane vi aveva massacrato.
R: Vero. Essere riusciti a farlo ricredere è una delle cose che ci porteremo dentro più a lungo. Inoltre siamo migliorati anche a livello canoro: possiamo dire serenamente che grazie al lavoro della vocal coach adesso la nostra voce si è allargata almeno di un’ottava in più.

D: Manuel Agnelli è stato il giudice che ha creduto di più in voi. Ma alla fine ha deciso che fosse il pubblico a scegliere nel ballottaggio finale, penalizzandovi.
R:
Siamo sinceri: speravamo in un’altra decisione ma ci sentiamo di capire al 100% la scelta di Manuel. La nostra idea è che se la decisione fosse stata esclusivamente dei giudici, le cose sarebbero andate in maniera diversa.

D: Magari anche quell’annuncio riguardante il concerto degli Afterhours. Dev’esser stato un gran bel colpo al cuore.
R: Una notizia bomba vorrai dire! Per di più sganciata poco prima della nostra esibizione. La verità è che forse non ci ha aiutato molto, proprio perché eravamo impreparati alla notizia. Insomma, una bella botta, almeno all’inizio. Dopo però ci ha aiutato ad andarcene con il sorriso. Dobbiamo ammettere che abbiamo dormito poco anche perché ieri sera abbiamo festeggiato e bevuto fino a notte fonda.

D: Siete anche il gruppo che ha portato per la prima volta a X Factor i Marilyn Manson.
R: Ci è piaciuto molto il nostro percorso, decisamente eterogeneo. Temevamo un po’ il discorso delle cover, noi che ci siamo sempre esibiti con pezzi nostri. E invece siamo stati capaci di spaziare su molti campi musicali, pur rimanendo sempre abbastanza lontani dalle tipiche playlist di Spotify. Questo lo dobbiamo a Manuel ovviamente.

D: Parliamo del vostro rapporto con lui.
R:
Grande sinergia, ci ha sempre lasciato molto liberi e questo per noi è stato importantissimo. Eravamo sintonizzati sulle stesse frequenze per molti riferimenti musicali comuni. Crediamo che abbia rivissuto in noi il suo periodo negli Anni '80, dal nostro aspetto un po’ freak di cui ve lo diciamo, andiamo molto fieri, al periodo dark wave che ha avuto anche lui. È stato un continuo matrimonio dove tutto combaciava perfettamente.

D: Di Fedez abbiamo già parlato: come sono stati i rapporti con gli altri giudici?
R: Con Mara Maionchi ci siamo sempre divertiti un sacco. Lei non ha mai nascosto che non eravamo «comprensibili» per il suo modo di intendere musica ma è una persona troppo speciale per non amarla. Con Levante c’è sempre stato un bel rapporto. Ha sempre creduto in noi.

D: Domanda scomoda: per qualcuno siete stati tirati dentro lo show perché occorreva una quota rosa «omosessuale» nel programma. Voi che dite?
R:
La buttiamo sul ridere. Ti rispondiamo che abbiamo provato a convertire un po’ tutti ai nostri… gusti. Abbiamo baciato diverse volte Gabriele Esposito. E poi anche Lorenzo Licitra ed Enrico Nigiotti con il gioco della bottiglia. Ecco, Nigiotti è il nostro favorito: speriamo vinca lui.

D: Parliamo dei vostri riferimenti musicali.
R:
Da quali volete cominciare? In ordine sparso vi segnaliamo i Basament Jaxx, poi i Chemical Brothers, Justice, i Pet Shop Boys e in particolare siamo molto affezionati al brano West&Girls, Robin, gli MGMT. Ma anche i Doors e Christina Aguilera: la popstar più potente al mondo.

D: C’è qualcosa che non siete riusciti a fare?
R: Cantare una canzone in italiano. Magari una ballad elettronica. E poi l’inedito. Quello era il nostro vero obiettivo. Ma non temete: ci rifaremo molto presto.

D: Anche perché la verità è una: il vostro X Factor è finito, ma la vostra carriera è appena cominciata.
R: Abbiamo un album da chiudere, manca molto poco, questo possiamo confidarvelo. E poi ricominceremo il tour che avevamo sospeso per partecipare a questo programma. L’inedito verrà fuori sicuramente in queste due occasioni. E con Manuel Agnelli collaboreremo anche a livello di video. DI più, al momento, non possiamo dirvi.

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