10 Novembre Nov 2017 1019 10 novembre 2017

Le Clubber trionfano a Pechino Express: l'intervista doppia

Una è agitata, l'altra tranquilla. Insieme si compensano e hanno conquistatato il primo posto. Sono le prima donne a trionfare nella storia del programma. «Siamo sempre state toste, come le Caporali».

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Clubber Pechinoexpress

C'erano stelle spagnole, amici di vecchia data, una figlia con rispettiva matrigna e persino due compositori. Ma, scorrendo la lista delle coppie partecipanti alla sesta edizione, chi se non le clubber poteva entrare nell'esclusivo club dei vincitori di Pechino Express, che contava appena dieci membri? Destino manifesto a parte, la vittoria della dj Ema Stokholma e della speaker Valentina Pegorer rappresenta una (piacevole) eccezione, visto che finora mai nessuna coppia tutta al femminile aveva trionfato nell'adventure game di RaiDue e solo una donna, Debora Villa (in coppia con Alessandro Sampaoli), era riuscita nell'impresa. Correva l'anno 2012, si trattava della prima edizione e, pensate un po', Costantino Della Gherardesca figurava tra i partecipanti mentre il padrone di casa era, pensate un altro po', addirittura Emanuele Filiberto. Un trionfo lungo 6 mila km distribuiti tra Filippine, Taiwan e Giappone, una vittoria insulare quella di Ema e Valentina, che celebriamo con questa intervista doppia.

DOMANDA: Intanto complimenti per la vittoria. Contenta?
EMA: Guarda, è successo a giugno ma guardando la puntata mi sono emozionata come allora. Ho provato una sensazione forte, una cosa che ti parte dal petto, non mi era mai successo.
VALENTINA: Superfelice ma ora anche un po' dispiaciuta, perché eravamo in ballo da tanti mesi, si è chiuso qualcosa di importante.

D: Qual è stata la coppia più dura da battere?
E: All'inizio temevamo gli Amici, perché ci superavano sempre, arrivavano primi. Erano il nostro pallino. Poi anche i Modaioli, ma più che rivali erano amici. E alla fine, beh, le Caporali ci hanno dato davvero del filo da torcere. Erano fortissime.
V: Sicuramente Jill e Antonella, che hanno dimostrato fin dall'inizio di essere super toste. Un'altra coppia che ci avrebbe dato filo da torcere se non si fosse ritirata è quella composta da Marcello e Michele, i Modaioli.

D: Quella con cui avete legato di più?
E: I Modaioli, appunto, ma anche i Compositori, che conoscevamo già da prima.
V: I Modaioli, rafforzando un rapporto già esistente visto che li conoscevo. E poi i Compositori, più vicini a noi due per età e interessi.

D: E quella con cui invece avete legato meno?
E: Gli Egger, perché sono usciti subito, anche se con la signora Cristina Vittoria ho comunque legato. L'ho fatto in generale con tutti, pure con i Maschi, eravamo davvero un bel gruppo.
V: A parte gli Egger, almeno io Figlia e matrigna. Più la figlia a dire il vero, perché la matrigna top.

D: Che padrone di casa è Costantino Della Gherardesca?
E: Gli vuoi bene ma un po' lo temi perché ti dà notizie belle e altre brutte. Costantino in realtà è uno di noi, ma non lo deve far vedere e quando registra è sempre molto serio.
V: Costa è fantastico, è abituato alle emozioni di questo programma ma credo che per lui ogni volta sia come una novità. Non lo abbiamo visto molto, ma ogni volta era una luce in fondo al tunnel. Gli vogliamo proprio bene.

D: Filippine, Taiwan e Giappone. A quale luogo siete rimaste più legate?
E: Prima di partire avrei detto il Giappone, perché ne sono innamorata. Ma invece rispondo Filippine. Per il modo di fare della gente, perché lì è più facile comunicare, dai bambini che parlano inglese perfettamente agli anziani che sono splendidi e hanno un sacco di storie da raccontare. È un posto incredibile, non pensavo di trovare delle persone pronte a togliersi qualcosa per darlo a degli sconosciuti.
V: Sicuramente le Filippine, un po' perché è stato il primo Paese e ci siamo state di più, ma soprattutto perché ci sono persone più aperte, disposte a parlare con te e a ospitarti, ad offrirti un letto e dormire per terra. Un popolo davvero umano quello filippino, che ci manca un sacco.

D: Nessuna coppia di donne aveva mai vinto. Quando avete capito che potevate farcela?
E:
Abbiamo capito di essere davvero forti quando abbiamo vinto il passaggio diretto per Taiwan, viaggiando con la capretta. In finale, poi, avevamo un vantaggio perché ero già stata a Tokyo e conoscevo la stazione di Shibuya, dove c'è la statua di Hachikō. Infatti siamo state davvero veloci e questo ci ha permesso di ottenere un bonus. Comunque a Pechino Express non si è mai sicuri di niente, tutto cambia all'improvviso, non sai mai in che posizione ti trovi.
V: Diciamo che fin dall'inizio sapevamo che c'erano coppie più scarse di noi. Non c'è stato un vero momento in cui abbiamo capito di poter vincere, tuttavia man mano che aumentano la fatica e i giorni lontani da casa, sale la competizione e ti dai sempre più da fare. Siamo sempre state toste. Non come le Caporali (ride, ndr), ma toste.

D: Qual è stato il momento più difficile di tutta la gara?
E: Quando siamo state salvate dalla busta nera. Non ci aspettavamo di essere ultime, anzi credevamo di essere seconde dietro le Caporali. Ma i Modaioli si erano ritirati e i Compositori hanno guadagnato una posizione nel ranking, bonus della prova vantaggio. Abbiamo rischiato. Ma, arrivata fino a quel punto, sarei stata contenta lo stesso.
V: L'arrivo in Giappone, quando c'è stato un cambio radicale nel modo di affrontare il gioco perché i giapponesi sono molto chiusi e anche con tutta la cortesia del mondo trovare un passaggio o un posto dove dormire è diventata un'impresa. Dopo esserci abituate per un mese a fare Pechino Express in un certo modo, abbiamo dovuto cambiare tutto.

D: E quello più bello?
E: Tutta la finalissima, dalla videochiamata Skype con la mia amica Andrea Delogu, fino al suono del gong: mi viene da piangere anche adesso!
V: A parte tutto il giorno della finale, l'ultimo giorno nelle Filippine, quando abbiamo vinto la gara correndo attraverso campo verso Costantino, tenendo la capretta in braccio. Mi sono emozionata un sacco in quell'occasione: sapevamo di essere davanti a tutti e con Taiwan a portata di mano.

D: Essere una donna in una gara del genere è un vantaggio o uno svantaggio?
E: A livello fisico ce la possiamo fare tranquillamente, ma può essere uno svantaggio quando devi trovare una casa dove dormire e ti apre una donna che, con il marito in casa, non impazzisce all'idea di accogliere due ragazze. Ma più che il sesso, a Pechino Express fanno la differenza l'educazione e la gentilezza, con cui si può ottenere tutto.
V: I Maschi e i Compositori ci dicevano che per noi era tutto più facile. Certo, in certe situazioni due donne che cercano un tetto per la notte forse lo trovano più facilmente di due uomini grandi e grossi, ma la storia di Pechino Express dice che in fondo sono arrivati quasi sempre gli uomini. Quello che conta di più sono la voglia e l'impegno.

D: Potete dirmi la verità: è tutto vero quello che si vede in tivù?
E: Sì: preghi, ti metti in ginocchio, chiedi agli sconosciuti ospitalità e da mangiare. In realtà è pure peggio, perché con il montaggio sembra facile avere uno strappo, ma per un paio di passaggi ottenuti c'erano 300 auto che tiravano dritto, soprattutto a Taiwan e in Giappone.
V: Tutto vero, più vero di quello che vedi. Da casa, forse, si vede l'1% di quello che viene girato, visto che le telecamere ti seguono 12 ore al giorno. Da spettatrice pensavo che certe cose fossero studiate e invece no.

D: Ma voi due eravate amiche prima di Pechino Express?
E: Ci conoscevamo perché insieme avevamo fatto alcune serate e partecipato a dei festival, ma non ci sentivamo certo tutti i giorni.
V: Amiche amiche no. Ci siamo conosciute un anno fa durante un evento, ci siamo piaciute e ci siamo tenute in contatto, senza però frequentarci molto.

D: E adesso?
E: Ora sì, siamo amiche. A Valentina ho pure dedicato la vittoria, perché quel giorno è stata molto forte. È una tipa davvero coraggiosa, che non si fa problemi.
V: Sì, per forza!

D: Pechino Express è un adventure game dove le decisioni da prendere in fretta fanno la differenza. Chi tra voi due è la più impulsiva?
E: Lei è più agitata e determinata, io sono più tranquilla e rilassata. Durante la gara mi fermavo a parlare con la gente, Valentina era più presa dalla competizione: diciamo che ci siamo completate.
V: Io sono sempre impulsiva, in generale nella vita. Ema analizza di più le cose. Diciamo che in una gara dove di solito vince sempre l'istinto ci siamo venute incontro.

D: Nel mondo dei dj c'è ancora disparità di genere?
E: Quello è stato un altro Pechino Express (ride, ndr), perché quando ho iniziato eravamo in due o tre a fare questo lavoro e i maschi ci impedivano l'accesso alla consolle, proprio fisicamente, cosa che mi è successa più volte. Ho cercato di entrare in quel mondo in punta di piedi: invece di dire che ero una dj ho aspettato che me lo dicessero i colleghi. Ora non noto differenze, quelli bravi emergono perché la pista non ti perdona.
V: Io non suono, anche se prossimamente potrebbe muoversi qualcosa... Ti rispondo da clubber, da chi frequenta le discoteche: no, non c'è più disparità di genere e non la vedo nemmeno nelle altre professioni. Anzi, le donne in consolle sono molto apprezzate e spero che dopo Pechino Express Ema lo sia ancora di più.

D: Lasciato alle spalle Pechino Express, che progetti avete per il futuro?
E: Lavoro su RadioDue tutti i giorni conducendo con Gino Castaldo Back2Back e spero che il programma duri per sempre. Poi faccio serate, ho varie collaborazioni, vivo alla giornata. Magari andrò a Tokyo a fare una serata, chissà...
V: Intanto dal 15 novembre mi potrete vedere su TV8 nella serie The Comedians. Ora invece sono a Roma, dove sto registrando Dance Dance Dance, che andrà in onda a gennaio.

D: Il vostro lavoro consiste, seppur in modo diverso, nel selezionare brani musicali. Ecco, scegliete la colonna sonora del vostro Pechino Express.
E: With or Without You degli U2, perché ci ha accompagnate in tutto il viaggio, la cantavamo pure a squarciagola insieme. Niente remix, proprio la versione originale!
V: Questa domanda è terribile. Cosa ha risposto Ema? (ride, ndr) Vabbè, io ti dico Wonderwall degli Oasis.

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