24 Ottobre Ott 2017 1820 24 ottobre 2017

Justin Timberlake, Janet Jackson e il Super Bowl: la polemica

Si discute di nuovo della loro esibizione scandalo del 2004. Lui tornerà a esibirsi al seguitissimo Halftime Show, lei no. Il motivo? Un capezzolo di troppo.

  • ...
Janet Jackson Justin Timberlake

Galeotto fu il capezzolo. Sì, ancora una volta. Anche se, nel 2004, anno del cosidetto scandalo Nipplegate (agli americani piace dare un nome proprio a tutto), i vari movimenti per la liberazione del seno femminile non erano ancora nati. E a difesa di Janet Jackson, che durante l'Halftime Show del Super Bowl rimase senza reggiseno, non si levarono abbastanza voci. La cantante afroamericana fu costretta a firmare un documento di scuse ufficiali, mentre l'NFL la mise per sempre nella propria lista nera. Se ne torna a parlare a 13 anni di distanza, dopo che Justin Timberlake ha annunciato che a febbraio 2018 tornerà a calcare il palco di uno degli spettacoli più seguiti al mondo. Quello che fa discutere, infatti, è che a fianco della Jackson, e del suo capezzolo in vista, ci fosse anche lui. Che, anzi, fu proprio il responsabile dell'incidente. Mentre i due artisti duettavano sulle note di Rock Your Body era previsto che Timberlake strapasse parte del corpetto di Janet Jackson. Le cose però non andarono secondo i piani (o forse sì) e la donna si trovò più esposta del previsto. Apriti cielo. L'America conservatrice non perdonò questa trasgressione. O meglio, sembra averla perdonata solo a uno di loro.

L'ANNUNCIO E LE REAZIONI

L'annuncio della sua partecipazione è arrivato da Justin Timberlake stesso, che ha condiviso sul proprio profilo Twitter un video con l'amico e conduttore Jimmy Fallon. I due improvvisano un gioco di gioco di parole («You do have time?» «I do have time!»), prima che il cantante dia la conferma ammiccando alla telecamera. Un'esuberanza che non è piaciuta molto ai fan di Janet Jackson, e alla comunità afroamericana in generale, che ha accusato Timberlake di essere poco rispettoso nei confronti della collega. Lamentele ovviamente raccolte dell'hashtag di turno, #JusticeForJanet. Molti avrebbero gradito, da parte del cantante, un riferimento allo spiacevole trattamento che i media e la NFL riservarono alla donna. In realtà, le scuse dell'ex voce degli NSYNC arrivarono ai Grammy di quell'anno, in onda poco dopo l'accaduto.

MA PENSIAMOCI BENE

Quello che dà veramente fastidio, più che la comprensibile gioia di Justin Timberlake, è l'ipocrisia di un sistema che giudica un uomo e una donna con due pesi e due misure palesemente diversi. Mettendo lui sul palco e lasciando lei in un angolo. Ma soprattutto, si tratta di un sistema che ancora addita un capezzolo femminile come fosse la rovina dell'umanità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso