19 Ottobre Ott 2017 1018 19 ottobre 2017

It e Beverly Marsh: eroina femminista o vittima da salvare?

Il film ispirato al classico horror di Stephen King arriva nelle sale italiane. In America, il suo personaggio ha fatto discutere più degli altri.

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Dopo un considerevole ritardo (peggio di noi solo il Giappone, lì l’uscita è prevista per il 3 novembre) arriva anche nelle sale italiane It, adattamento cinematografico del libro cult di Stephen King datato 1986. E ci arriva sull’onda di un successo considerevole, visti i 600 milioni di incasso che ha registrato finora. In poco tempo è diventato uno dei film horror più visti di sempre, segnando, forse, l’inizio di un nuovo fortunato revival del genere. Dopo la miniserie televisiva del 1990, è toccato al regista Andres Muschietti portare sul grande schermo la storia del Losers Club, il gruppo di sette amici che nella fittizia città di Derry ha a che fare con un terribile mostro mutaforma. It, per l’appunto. Che per tormentare i ragazzi ha preso le sembianze del clown Pennywise. E se alcune cose sono rimaste sempre le stesse, il suo naso rosso, i denti aguzzi, il «Certo che galleggiano Georgie, tutto galleggia», altre, invece, non potevano che cambiare. Soprattutto, la stampa americana ha discusso molto sul personaggio di Beverly Marsh, unica femmina all’interno del Club. Considerata, da sempre, uno dei caratteri più forti della storia, è stata, secondo molti, ridotta da simbolo femminista a semplice fanciulla indifesa da salvare. Che tipo di film ci aspetta, quindi, in sala? Vediamo.

BEVERLY MARSH, NON UNA VITA FACILE

Come ogni libro di Spielberg, It gioca molto sul potere della memoria, sul passaggio dall'infanzia all'adolescenza e sui traumi che si incontrano da bambini. Oltre alla minaccia di Pennywise, i sette amici di Derry devono fare tutti i conti con situazioni famigliari non facili. Beverly, in questo senso, è sicuramente quella messa peggio. La ragazzina è infatti vittima di un padre violento. Fisicamente e, col tempo che passa, anche sessualmente. Ed è lui la sua più grande paura. Oltre all'incubo che vive in casa, deve fare anche i conti con la gretta mentalità della sua cittadina, dove le invidie delle coetanee e le loro dicierie arrivano anche alle orecchie della popolazione adulta. La sessualità di Beverly Marsh, e il modo in cui lei ci si relaziona, è quindi uno dei temi più interessanti del romanzo. E per questo il modo in cui è stata trattata nel film ha suscitato tanta attenzione nella critica.

PERSONAGGIO SÌ

Chi ha visto Beverly Marsh come un personaggio positivo, ne ha esaltato soprattutto la complessità e l'immagine a tutto tondo che va oltre i soliti schemi di genere. È stato fatto notare che la ragazza non risponda a nessuno degli stereotipi femminili del grande schermo: è la più coraggiosa del gruppo, prende spesso l'iniziativa e non si conforma di buon grado alle sue compagne. La sua storia difficile l'ha resa estremamente forte.

In questo senso, viene rapita da Pennywise proprio perché è la minaccia più grande del clown. Non in quanto debole esca incapace da difendersi. La sua tenacia fa da esempio per tutti gli altri membri del Loser Club.

PERSONAGGIO NO

Altri, invece, ci hanno visto tutt'altro. Su Vulture, Alex Jung accusa il film di Andres Muschietti di aver ridotto Beverly a un piatto personaggio nelle retrovie, rendendola il semplice oggetto del contendere di due amici. Un triangolo amoroso in cui la ragazza gioca ancora un ruolo passivo. Come passiva è anche la sua posizione di donzella in pericolo. Un clichè che sminuisce l'originale di Stephen King.

Nel libro, infatti, Beverly Marsh non è rapita da It, e quindi non è al centro di nessun salvataggio in stile principessa Disney. Un escamotage narrativo trito e ritrito in cui la vulnerabilità femminile serve per legittimare la nascente mascolinità dei ragazzi. Una variazione, questa, criticata da molti.

LA SCENA DEL BAGNO E IL MESSAGGIO FEMMINISTA

Se la Beverly Marsh dell'It di Muschietti non ha convinto fino in fondo, chi ha visto il film è stato d'accordo sull'importanza di una scena che la riguarda. Quella del bagno. Che già nel libro e nella miniserie del 1990 aveva un senso tutto particolare. Beverly è spesso ritratta in bagno: sia a casa che a scuola. È insieme un luogo che la difende e che la preoccupa: la ragazza ha paura delle mestruazioni e di quello che significherebbero agli occhi del padre. Per questo, quando It le si presenta sotto forma di bolla di sangue che esplode nel lavandino, il significato è soprattutto sessuale. Quello che c'è di nuovo nel film, rispetto alle versioni passate, è il modo in cui la scena viene pensata. Su Vox si insiste, per esempio, sul fatto che il montaggio lento e il tempo dedicato a far vedere i ragazzi che aiutano Beverly a pulire il bagno sia un invito del regista all'aiuto reciproco fra sessi. In una pellicola dal ritmo martellante e che gioca sulla suspence, tutto si ferma per mostrare una scena abbastanza noiosa. Che però vuole dire: ragazzi supportate le ragazze nelle loro lotte.

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