Scandalo Weinstein

Scandalo Weinstein

9 Ottobre Ott 2017 1100 09 ottobre 2017

Harvey Weinstein: il produttore premio Oscar accusato di molestie sessuali

Un'inchiesta del New York Times svela che il potente uomo del cinema avrebbe molestato numerose donne. Per questo il Cda lo ha licenziato.

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Harvey Weinstein

Ha vinto un premio Oscar, è un amico strettissimo di Hillary Clinton e si è sempre battuto per difendere i diritti delle donne. Almeno in pubblico. Perché in privato, stando al New York Times, il produttore cinematografico Harvey Weinstein si è spesso comportato molto diversamente. Un'inchiesta del quotidiano americano svelerebbe infatti come in passato Weinstein abbia ricevuto svariate denunce per molestie sessuali. E sono almeno otto le donne che Weinstein ha convinto, con accordi di natura privata, a tacere.

LUI NON SMENTISCE E CHIEDE SCUSA

Uno scandalo enorme in quel di Hollywood, che nonostante gli sforzi per mostrarsi più inclusiva nei confronti delle minoranze e più attenta ai diritti delle donne, dietro le maschere del grande schermo e degli sfavillanti red carpet mostra ancora il suo volto peggiore. Tra le donne molestate da Weinstein ci sarebbero «una giovane assistente a New York nel 1990, un’attrice nel 1997, un’assistente a Londra nel 1998, una modella italiana nel 2015». Il produttore non ha smentito nulla, anzi ha dichiarato al New York Times di essere pentito per i suoi comportamenti, senza negarli e aggiungendo che sta seguendo un percorso terapeutico per risolvere i propri problemi (cosa che fa supporre come questi fossero abbastanza sistematici). E proprio per colpa dell'inchiesta del giornale americano, buona parte del Consiglio di amministrazione della Weinstein Company si è dimesso. Così, i membri rimasti si sono riuniti e hanno deciso di licenziare il produttore.

MASSAGGI E SPINTARELLE

Tra gli episodi raccontati dal New York Times, c'è quello di Ashley Judd, che Weinstein fece salire nella propria camera d'albergo. L'attrice pensava si trattasse di una colazione di lavoro, ma il produttore si presentò in accappatoio e le chiese di fargli un massaggio o di guardarlo mentre faceva la doccia.
A Emily Nelson, attrice e produttrice, promise una spintarella in cambio di favori sessuali. Lauren O'Connor nel 2015 presentò al consiglio di amministrazione della Weinstein Company una relazione sui comportamenti di Harvey, ma l'azienda non prese alcun provvedimento nei suoi confronti né si premurò di avviare un'indagine interna.

L'UOMO DEGLI OSCAR

Per capire meglio l'entità dello scandalo, è bene ricordare che Weinstein è uno degli uomini dietro alcuni dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni. Nel 1999 vinse l'Oscar per Shakespeare in Love. Inoltre, tra gli altri, è stato produttore esecutivo de Il paziente inglese, Chicago, Il ritorno del re, Il discorso del re e The Artist, tutti vincitori del premio Oscar al miglior film. Prima di fondare la Weinstein Company, fondò la Miramax, società che si occupò anche della distribuzione statunitense di La vita è bella di Roberto Benigni e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, entrambi premiati con l'Oscar al miglior film straniero.

DA HOLLYWOOD QUALCUNO REAGISCE

Le reazioni da parte di numerose attrici e donne di spettacolo che da tempo si battono per i diritti delle donne non si sono fatte attendere. Lena Dunham ha sottolineato e lodato il coraggio delle donne che hanno deciso di parlare, ricordando che farlo non è né facile né divertente. Sulla stessa scia l'intervento di Amber Tamblyn, che proprio sul New York Times qualche settimana prima aveva raccontato le sue esperienze negative: «Tenete bene a mente il mantra e non dimenticatelo mai: Le. Donne. Hanno. Tutto. Da. Perdere. E. Nulla. Da. Guadagnare. Nel. Rivelare». E tra le donne che hanno deciso di non stare zitte c'è Rose McGowan, che prima ha chiesto alle donne di continuare a combattere e agli uomini di aiutarle. Poi ha accusato chi continua a lavorare con Weinstein di essere ancora più sporco di lui. Patricia Arquette ha ringraziato Rose McGowan e Ashley Judd perché grazie alle loro denunce altre donne troveranno il coraggio di denunciare a loro volta. Brie Larson ha ribadito il suo appoggio alle vittime, dicendo di credere alle loro parole.

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