5 Ottobre Ott 2017 0910 05 ottobre 2017

Blade Runner 2049: com'è cambiata la moda a Los Angeles

A 35 anni dal film di Ridley Scott, arriva il sequel di Denis Villeneuve. I personaggi sono in parte cambiati. E così anche i loro look.

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Blade Runner 2049 Harrison Ford

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi», declama sotto la pioggia l'androide Roy Batty prima di morire. Una frase che tutti conoscono e citano (spesso sbagliando), anche senza avere visto Blade Runner. È la prova che il film dal 1982 a oggi è entrato nell’immaginario collettivo e ha saputo condizionare tutto. Moda compresa: dal taglio di capelli di Pris alle spalline rigide di Rachael, la pellicola di fantascienza ha dettato legge anche sulle passerelle. Ora si tratta di vedere se l’attesissimo sequel Blade Runner 2049, che in Italia esce il 5 ottobre 2017, saprà fare altrettanto. Il cast è stellare (Ryan Gosling, Jared Leto, Robin Wright e Ana de Armas per fare alcuni nomi) e a dirigerlo questa volta c'è il canadese Denis Villeneuve, mentre Ridley Scott è passato dalla parte dei produttori. Torna invece sul set, proprio come 35 anni fa, l’intramontabile Harrison Ford. L’attore, dopo essere sopravvissuto alla distopica Los Angeles del 2019, ha deciso infatti di indossare di nuovo i panni del poliziotto Rick Deckard. O meglio, non proprio gli stessi. Perché a disegnarli, questa volta, è stata la costumista Renee April, intervistata per l’occasione da Cnn Style. Che ha deciso di abbandonare la famosa cravatta a quadretti.

MODA: REPLICANTE? NON PROPRIO

April sa che tutti la aspettano al varco, perché il primo Blade Runner, da vero film cult, ha influenzato molto anche il mondo della moda. I modelli disegnati da Michael Kaplan e Charles Knode negli anni sono stati infatti ripresi e rivisitati più volte, da Alexander McQueen e Jean Paul Gaultier in primis, e più recentemente dallo stilista Gareth Pugh, che nel 2016 ha fatto sfilare tailleur ispirati al look della replicante Rachael. Per la paura di non riuscire a reggere il confronto nel sequel, all’inizio April aveva addirittura declinato l’incarico. Poi ci ha ripensato e ora è felice di aver preso parte all'avventura di Blade runner 2049. Esattamente come per il regista, la sua sfida era di riuscire a mantenere lo stile dei protagonisti e, al tempo stesso, evolverlo.

BLADE RUNNER 2049: UN LOOK CHE SOPRAVVIVE

Sono passati più di 30 anni da quando abbiamo lasciato Rick Deckard sopra il tetto di un edificio e sotto una pioggia battente. La Los Angeles di Denis Villeneuve appartiene ormai a un mondo che sta scomparendo. In Blade Runner 2049 la nebbia è diventata ancora più spessa a causa dell’inquinamento e chi è rimasto sul pianeta è perché non ha i soldi o la salute per andarsene. «La Terra sta morendo, in pratica, e chi resta si trova a dover sopravvivere», spiega la costumista. Le conseguenze si ripercuotono anche sull'abbigliamento dei protagonisti che nel sequel indossano maschere per non respirare lo smog e pellicce finte. Perché gli animali si sono già quasi estinti.

RYAN GOSLING: UN BAVERO DA DURO

Anche l’agente K, interpretato da Ryan Gosling, ha un cappotto imbottito dal bavero alto a ripararlo dall’aria diventata irrespirabile. L’atmosfera cupa si riflette nel grigio ferro uniforme che lo avvolge e il poliziotto, sconfortato da quello che lo circonda, affonda le mani nelle tasche laterali. Di lui, i critici che hanno visto l’anteprima di Blade Runner 2049, dicono che ha solo due espressioni: con il rigagnolo di sangue o senza.

JARED LETO: UNO STILE ASCETICO

Non ha nessuna ferita, ma incute molto più timore, il personaggio di Jared Leto, il creatore di replicanti dallo sguardo annebbiato Neander Wallace. Per lui si è cercato «qualcosa che quasi non si notasse. Una sorta di uniforme che cambia ogni giorno ma resta sempre uguale», ha spiegato April. La soluzione di un look essenziale è arrivata con il giapponese kosode, un tipo particolare di kimono. All’attore è piaciuto così tanto che ,finite le riprese del film, se l’è portato a casa.

HARRISON FORD: UNA MAGLIETTA SENZA TEMPO

Niente di esotico, invece, per Rick Deckard: nel trailer lo si vede indossare un’anonima maglietta grigia e pantaloni cargo. Harrison Ford nel sequel abbandona dunque la camicia a righe e la cravatta a quadretti che lo contraddistinguevano nel Blade Runner di Ridley Scott. «Ero spaventata nel fare questa scelta», racconta la costumista, «ma lui non cambia ed è immortale…per questo volevamo qualcosa che apparisse senza tempo». Per vedere gli altri dettagli dei look dei personaggi basta andare al cinema.

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