4 Ottobre Ott 2017 1708 04 ottobre 2017

Sex and the City 3, salta il film: tra Samantha e Carrie è guerra

Niente sequel, dunque. Il motivo? Le accuse fra Kim Catrall, Sarah Jessica Parker e il resto del cast.

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Kim Cattrall e Sarah Jessica Parker

Avete presente le liti da scuola elementare, quando tutta la classe decideva di dare addosso a una singola persona, perché, insomma, il gruppo voleva così? E la ragione sembrava stare sempre dalla parte sbagliata? È più o meno quello che è capitato fra i membri del (ex) cast di Sex and the City. Dove l’età media non è certo quella prepuberale. Ma i modi di fare sì. A essere finita sulla graticola, attirandosi le frecciatine dei colleghi e le critiche dei fan, è stata Kim Cattrall, in arte Samantha Jones. La bionda, canadese ma di origine britannica, è stata additata da diverse fonti come la responsabile del mancato avvio del terzo, e conclusivo, film ispirato alla serie tv. Una colpa che la Cattrall non è stata disposta ad accettare, rimandando le accuse ai mittenti. Nel gruppo delle quattro amiche di Manhattan, insomma, le cose non sembrano essere tutte rose e fiori.

LA PAROLA ALL'ACCUSA

Era iniziato tutto con un articolo del Daily Mail del 29 settembre, in cui si diceva che Kim Catrall stesse ostacolando la produzione del terzo film per contrattare con la Warner Bros. il finanziamento di altri suoi progetti personali. La sua presenza era fondamentale, e senza di lei era impensabile riportare le 'ragazze' sul set. Un tira e molla che, sempre secondo il sito inglese, sarebbe finito in nulla di fatto: Sex and the City 3 non arriverà mai nei cinema. A voler guardare solo questo lato della medaglia, la Catrall avrebbe peccato proprio di divismo. E, a peggiorare la sua posizione, alcune dichiarazioni arrivate in serata dalla star dello show, Sarah Jessica Parker. Durante il New York City Ballet Gala, incalzata da Extra, l'interprete di Carrie ha confermato che la pellicola non vedrà la luce. Tra alzate di spalle e sguardi tristi, ha detto: «Sono molto dispiaciuta. Avevamo una sceneggiatura molto bella, divertente e commuovente, in cui i fan si potevano immedesimare. Mi spiace sopratutto per il pubblico, che aveva fatto capire di voler molto questo film». Parole che sembravano confermare quanto detto dal Daily Mail. Su simili posizioni, quindi contro Kim, anche Kristin Davis, Charlotte York, e Willie Garson, alias Stanford Blatch. Non si è esposta invece Cynthia Nixon, l'avvocato Miranda Hobbes, che forse ha cose più importanti a cui pensare.

LA PAROLA ALLA DIFESA

Ma, ovviamente, Samantha Jones non ha incassato senza provare a difendersi. La sua prima risposta è arrivata via Twitter, dove diceva senza mezzi termini che le informazioni date dal Daily Mail erano completamente sbagliate. La sua versione dei fatti sarebbe molto meno 'capricciosa' di quella data dalla stampa: nessun ricatto nei confronti della Warner Bros., ma semplicemente la scelta di non prendere più parte alle storie di Carrie e amiche. Un 'no' secco, che già sembrava aleggiare nel 2016, ma che nell'autunno 2017 è stato ribadito. E su cui Kim Catrall si è espressa chiaramente, dicendo di voler chiudere definitivamente il capitolo Sex and the City: «Sono andata oltre. Sono i miei 60 anni e ho deciso che devono ruotare attorno a quello che è meglio per me, non per la mia carriera». Secondo indiscrezioni, l'attrice sarebbe stata ospite del programma Live Stories di Piers Morgan, dove ha spiegato meglio le sue posizioni: ha dichiarato di non aver più niente in comune con le sue colleghe. Che ha anzi definito «tossiche», facendo riferimento al clima che si respirava sul set.

IL VERDETTO

Il verdetto, sentite entrambe le parti, non può che essere a favore di Kim Catrall. Innanzitutto perché i sequel di show degli Anni '90 sono romantici, ma hanno stancato. Soprattutto se si tratta di una serie come Sex and the City, bellissima e cult, ma molto legata al suo tempo: quattro amiche, bianche, dell'alta società e che spendono centinaia di dollari in scarpe e vestiti? Se fosse proposta per la prima volta nel 2017, sembrerebbe una storia ispirata alla vita di Ivanka Trump. Le cose sono cambiate, e, come aveva fatto notare la Catrall, la gente ora vuole vedere altro. New York è molto meno glamour, e molto più hipster. Il sushi non è più la novità, ma l'inflazione. E poi Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte sono una fase della vita, più che dei personaggi: non chiediamo a loro più del dovuto. Soprattutto, non chiediamo a una donna di fare quello che non vuole.

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