18 Settembre Set 2017 1142 18 settembre 2017

Emmy 2017, donne in primo piano tra premi e discorsi contro il maschilismo

Per l'ultima edizione del più importante premio televisivo internazionale le star si sono scatenate contro le politiche misogine di Trump. Molte le attrici a vincere il trofeo dorato e unanimi le denunce alle manovre discriminatore negli Usa. Le dichiarazioni.

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Trump

Tra i grandi sconfitti dell'edizione 2017 degli Emmy, il premio televisivo per eccelenza made in the Usa, c'è sicuramente una persona. Non un volto del piccolo schermo, sia chiaro. Non un attore. Non un presentatore. Ma lui. Il presidente Trump e, con lui, le sue politiche a base di maschilismo e razzismo. Un po' come successo agli Oscar di febbraio, infatti, nella notte tra i il 17 e il 18 settembre al Microsoft Theatre di Los Angeles è andata in scena l'ennesima very important manifestazione contro l'inquilino della Casa Bianca. Manifestazione guidata in primis dalla giuria che ha incoronato The Handmaid’s Tale e Big Little Lies, rispettivamente come miglior serie drammatica e miglior miniserie. Entrambi prodotti che trattano, e denunciano, la violenza sulle donne e la dominazione maschile. Tutto qui? Non proprio. Basta dare un'occhiata alla lista dei vincitori. O meglio delle vincitrici. E, se non fosse abbastanza, anche le star premiate ci hanno messo il carico da 90 nei loro acceptance speech, i classici discorsi pieni di pathos che si fanno quando si riceve questa o quella statuetta.

POWER TO THE WOMEN

Tra le tante a portarsi a casa l'ambita donna alata segnaliamo Julia Louis-Dreyfus, che grazie all'ennesimo award per il suo ruolo in Veep è diventata la persona con più vittorie in assoluto per lo stesso personaggio, e Lena Waithe, la prima afroamericana premiata per la sceneggiatura di una serie comedy. Inoltre la maggioranza delle vincitrici proviene da show prodotti da altre donne. Tutt'altra storia insomma rispetto agli Oscar 2017 dove le poche signore vittoriose avevano recitato in film a conduzione prettamente maschile.

NICOLE, LA PALADINA

Capitolo a parte per Nicole Kidman, produttrice e volto di Big Little Lies. L'ex signora Cruise, protagonista di un chiacchierato siparietto al bacio con il compagno di set Alexander Skarsgård, ha voluto sottolineare, con il premio tra le mani, l’importanza di format televisivi che raccontano la violenza domestica.

IL SUPPORTO DEGLI UOMINI

Ma a dichiarare guerra al maschilismo non sono state, per fortuna, solo le donne. Da Chance the Rapper allo stesso Skarsgård, il supporto degli uomini era evidente. L’attore svedese, in particolare, ha tenuto un discorso sugli abusi e ha descritto l’importanza di tutte le «incredibili donne» nella sua vita, ringraziando anche la sua regista per essere stata in grado di «far sentire un ragazzo come se fosse parte delle ragazze». O ancora Riz Ahmed che, premiato per The Night Of, ha denunciato oppressione e pregiudizi subiti da molte persone per razza, religione o genere.

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