28 Settembre Set 2017 1732 28 settembre 2017

Ovaio policistico: cos'è e come si cura

È una patologia che può causare sterilità e l'aborto spontaneo nei primi mesi di gravidanza. E colpisce il 10-15% delle donne.

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Ovaio Policistico

È la prima causa di sterilità femminile e di aborti spontanei nei primi mesi di gravidanza e riguarda il 10-15% delle donne in età fertile. Si chiama Sindrome dell’ovaio policistico, una patologia che colpisce le ovaie, interferendo con il normale processo dell'ovulazione.

UNA SINTOMATOLOGIA COMPLESSA

La Pcos produce sintomi diversi, che possono variare da caso a caso. Tra i più comuni, l’irregolarità del ciclo o la sua totale assenza, sovrappeso e disturbi cardiaci. Molto comuni anche problemi estetici, come un’eccessiva perdita di capelli, che può trasformarsi in alopecia, e acne. In alcuni casi la Sindrome da ovaio policistico è una malattia silente. Tante donne, infatti, se ne accorgono solo quando cercano di restare incinte senza successo. L’ecografia pelvica spesso rileva piccole cisti sulla superficie di una o di entrambe le ovaie, ma a volte possono essere assenti, pur non escludendo una diagnosi di Pcos.

TANTE POSSIBILI CAUSE

Le cause di questa patologia non sono ancora del tutto chiare, anche se gli esperti concordano su una componente genetica favorita da fattori esterni. Sovrappeso, alimentazione scorretta e scarso movimento portano a una produzione eccessiva di insulina, che bombarda le ovaie e interferisce con gli ormoni sessuali. Ciò aumenta la produzione di ormoni maschili, con conseguenti squilibri.

L’AZIONE DELLA PILLOLA

La sindrome da ovaio policistico viene tradizionalmente affrontata con l’assunzione della pillola anticoncezionale. Una soluzione che non è una cura vera e propria. La pillola, infatti, è una terapia sintomatologica, nel senso che non guarda alla causa, ma solo alle conseguenze della malattia. Serve a mettere a riposo l’ovaio, che così non produce più ormoni androgeni. Oggi però dalla Pcos si può guarire. Letteradonna.it ne ha parlato con Vittorio Unfer, ginecologo a Roma e Presidente di Sifiog, Società italiana di fitoterapia e integratori in ostetricia e ginecologia. Insieme ad altri colleghi, da dieci anni studia il myo-inositolo, molecola rivelatasi fondamentale nella lotta all’ovaio policistico.

UNA MOLECOLA SIMILE ALLO ZUCCHERO

«Il myo-inositolo è una sostanza semplice, simile al glucosio. Si tratta di uno zucchero alcolico che, secondo alcuni studiosi, sarebbe da annoverare tra le molecole primordiali, che hanno dato origine alla vita», spiega lo specialista. «È coinvolto nel meccanismo di produzione dell’insulina ed è presente in diversi alimenti, tra cui carne, fegato e vegetali a foglia larga. Con la cottura si riduce, ma chi segue una dieta equilibrata ne assume circa un grammo al giorno», precisa l’esperto. A chi soffre di Pcos però non basta assumerlo con i cibi, ecco perché è importante un’integrazione, a cui l’organismo delle pazienti affette da ovaio policistico ha finora reagito molto bene.

DUE MESI PER UN CICLO REGOLARE

Il 50% delle pazienti curate con il myo-inositolo torna ad ovulare già dopo un mese. Nel 70-80% dei casi trattati si ripristina il ciclo mestruale in poco più di sessanta giorni. Il myo-inositolo, inoltre, riducendo l’insulina, abbassa anche il rischio di ammalarsi di diabete, malattia che, in caso di ovaio policistico, colpisce cinque volte di più, con conseguenze importanti a livello cardiovascolare e non solo.

EFFICACE ANCHE SU ACNE E PELI

Una soluzione rapida ed efficace, dunque, che vanta anche l’assenza di controindicazioni. «Il myo-inositolo non è un farmaco vero e proprio, ma una sostanza naturale, prodotta anche dal nostro organismo, che non provoca, quindi, gli eventuali effetti collaterali che si possono avere con un medicinale», conclude il ginecologo. Inoltre, questa cura dolce agisce anche sui problemi estetici tipici della sindrome da ovaio policistico, come acne e irsutismo.

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