10 Maggio Mag 2018 1734 10 maggio 2018

Chi è Rosalia Montmasson, 'La ragazza di Marsiglia' del libro di Maria Attanasio

Il romanzo ripercorre il Risorgimento italiano attraverso la vicenda di una delle sue poche protagoniste: la moglie (per 20 anni) di Francesco Crispi.

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La Storia la scrivono i vincitori, si dice, che di solito sono sempre stati uomini. La riscoperta di figure chiave femminili, che non siano regine illuminate o amanti famose, è quindi tutta una faccenda recente, ancora lontana dall’essere completata. Spesso, è la letteratura che fa conoscere al grande pubblico questi personaggi dimenticati ed esclusi dai manuali di scuola. È il caso di Rose (Rosalia) Montmasson, unica donna presente nella famosa spedizione dei Mille, a cui la scrittrice Maria Attanasio ha dedicato il suo romanzo La ragazza di Marsiglia. In uscita il 10 maggio 2018, la presentazione del libro si inserisce nel ricco programma di eventi e incontri del Salone Internazionale di Torino.

DALLA SAVOIA ALL’INCONTRO CON FRANCESCO CRISPI

Rose Montmasson nacque nel 1823 a Saint-Jorioz, in Savoia, da una famiglia di umili origini. I suoi genitori erano contadini che forse disponevano di piccoli appezzamenti terrieri, e la ragazza li aiutò, fino all’adolescenza, nei lavori di casa e dei campi. Dopo la morte della madre, decise di lasciare il paese di nascita e provare la fortuna nelle città vicine. Non si conosce con certezza il suo percorso da emigrante, ma sappiamo con certezza che nel 1849 si trovava a Torino: l’incontro con Francesco Crispi, allora esule siciliano, ce lo conferma. Secondo alcuni, in realtà, i due si erano già conosciuti a Marsiglia, dove il futuro Presidente del Consiglio transitò per un certo periodo. All’epoca Rose aveva un trovato un impiego come stiratrice, lavoro che lasciò poco dopo l’espulsione di Crispi da Torino, per raggiungerlo a Malta. Qui, si sposarono.

UN MATRIMONIO RISORGIMENTALE

Vivendo a Malta, dove Crispi attirò ben presto le attenzioni delle spie borboniche ma anche delle autorità inglesi, Rose entrò in contatto in modo più profondo con gli altri esuli italiani, avvicinandosi molto alla causa risorgimentale e abbracciando gli ideali del marito. Dall’isola nel Mediterraneo i due si trasferirono poi a Londra, dove contribuirono, insieme a Giuseppe Mazzini, a preparare il terreno per quelli che saranno i giorni più caldi della lotta per l’indipendenza italiana, quelli della Spedizione dei Mille di Garibaldi. Si dice, al confine fra ricostruzione storiografica e aneddoto, che fra marito e moglie ci fu un aspro litigio circa l’intenzione di Rose di imbarcarsi per Calatafimi, cosa che comunque fece la sera del 5 maggio senza aver ottenuto l’approvazione di Crispi. Fu, a tutti gli effetti, l’unica donna fra le camicie rosse garibaldine: la leggenda la vede arrivare in Sicilia in abiti maschili per rimanere nascosta.

L’ANGELO DI CALATAFIMI

«Da Quarto a Marsala, Rosalia Montmasson non si occupò che di tutto quello che poteva servire ai garibaldini. A Calatafimi assistette i feriti con fede, con diligenza ed amore», così la ricorderà, nel suo elogio funebre, il Senatore Cucchi. Per i politici e i giornali dell’epoca Rosalia divenne ‘l’angelo di Calatafimi’, la donna che fu in grado di assistere i feriti garibaldini sul campò di battaglia. Gli anni dopo la conquista dell’indipendenza sono per i coniugi Crispi i più fortunati: il loro salotto fiorentino diventa uno dei più frequentati, e Montmasson il centro della società bene cittadina. Proprio gli impegni governativi di Francesco, e l’inizio di una relazione extra coniugale, iniziano lentamente ad allontanarli. La separazione definitiva arrivò nel 1875, con il ritiro di Montmasson a vita solitaria. Gli ultimi anni, che trascorre fra l’oblio che già le riservavano i contemporanei ex compagni di lotta e che le riserveranno poi gli storici, si concludono il 10 novembre 1904.
Di lei, disse Mazzini in una lettera: «Essa certamente non è dei moderati», facendo riferimento al suo forte temperamento e alle sue idee politiche.

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