10 Maggio Mag 2018 1540 10 maggio 2018

Il femminismo di Miuccia Prada

La stilista della casa di moda milanese compie 70 anni. Buona parte dei quali trascorsi a portare avanti un'idea di donna forte ed emancipata. Anche in passerella.

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Miuccia Prada Femminismo (2)

Ma poi, Miuccia Prada, è femminista oppure no? Lei dice di sì, qualcuno dice di no. Certo è che il contesto in cui si è affermata, quello della moda, non aiuta a dirimere la questione: può esserci emancipazione nell'essere una modella, per definizione strumento in carne e ossa il cui scopo è, in teoria, esaltare la fattura di un vestito piuttosto che se stessa? Miuccia Prada è convinta di sì, perché dipende anche da che cosa gli si fa indossare, alle modelle e, a parte qualche voce contraria, negli ultimi anni tutti hanno raccontato le sue collezioni e le sue sfilate come delle riflessioni sul femminismo. Per citarne un paio, come quella di febbraio 2017, quando ha intitolato la sua collezione La città delle donne, richiamando il film del 1980 di Fellini che ridicolizzava il movimento femminista e portando in scena reggiseni e parka, o l'ultima della fashion week milanese, quando ha fatto sfilare un 'femminismo a fumetti' spiegando che «abbiamo fatto progressi, ma non abbiamo fatto abbastanza».

METTI UNA FEMMINISTA A MILANO NEGLI ANNI '60

Che il rapporto tra moda e femminismo sia problematico l'ha ammesso la stessa Miuccia Prada in un'intervista rilasciata a Newsweek nel 2012 e ripresa da Fashionista: «È difficile essere femministe lavorando nella moda, un'industria che è spesso accusata, e a ragione, di far avere alle donne una percezione negativa del proprio corpo. Quindi siamo sempre felici di sentire che questi due aspetti non devono escludersi l'un l'altro e di trovare in Prada un role model femminista». Ha sempre ammesso, d'altra parte, che il mondo della moda a Milano non fosse il luogo migliore per coltivare il femminismo degli Anni '60 : «Quando ho iniziato, il fashion system era il posto peggiore per essere una femminista di sinistra. Era orribile». Ma questo non voleva dire che lei non potesse contemporaneamente sentirsi femminista e adorare i capi di un certo tipo: «Ho sempre amato gli abiti e ancora oggi li amo e penso che non ci sia niente di sbagliato».

LOTTARE PER UN MONDO MIGLIORE

Eppure nel 2010 Miuccia Prada diceva altro, o quantomeno di essersi lasciata quel periodo alle spalle, come riportato da Vogue: «Quando ero una femminista, non avrei mai pensato che i canoni della bellezza femminile sarebbero diventati più restrittivi». Un verbo all'imperfetto che fece impressione al giornalista di turno, e a cui Miuccia precisò: «Sì. Oggi non esiste nulla del genere». Insomma, nel 2010 Miuccia Prada non credeva più nel femminismo, anzi, non lo vedeva più in quel presente. Ma questo non vuol dire che abbia abbandonato la lotta per costruire un mondo migliore per le donne: «Dobbiamo cambiare il mondo, specialmente per le donne, perché ci sono ancora così tante cose contro di noi», diceva nel febbraio 2018 presentando la sua collezione primavera/estate 2018. «Mi immaginavo una donna che potesse uscire con un look super sexy senza essere importunata [...] Dico sempre che se vuoi andare in giro di notte nuda, dovresti averne la possibilità. Si tratta di libertà individuale e volevo che questa realtà fosse esagerata».

UN NUOVO ENTUSIASMO

In quanto femminista, insomma, Miuccia Prada ha attraversato dei momenti di grande entusiasmo, alternati a fasi di malcelata disillusione, ma già nel 2016, come riportato da The Muse, aveva intercettato nuovamente quel bisogno di femminismo e indipendenza che stava ricominciando a crescere, e che 12 mesi dopo sarebbe sfociato nel movimento #MeToo: «Adesso è tutto così dinamico. In politica tutto sta cambiando, non sappiamo dove e non sappiamo come, nella società, nei nuovi mezzi di comunicazione [...] Dopotutto, purtroppo, agli occhi del mondo le donne non contano così tanto». Miuccia Prada, di far contare le donne, ne ha fatta una missione. Una missione che passa dalla passerella e dagli abiti che indossano le sue modelle. Abiti che parlano di donne che vogliono essere libere e battersi alla pari nel mondo.

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