8 Maggio Mag 2018 1945 08 maggio 2018

Chi era Eleonora Chiavarelli, la moglie di Aldo Moro

Ha lottato contro la 'linea della fermezza' della Dc durante il sequestro del marito nel 1978. È morta nel 2010 e si è fatta seppellire accanto al compagno di una vita.

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Eleonora Chiavarelli Moglie Moro Aldo

Non è tra i personaggi più importanti del film tv Aldo Moro - Il professore, interpretato da Sergio Castellitto e in onda su RaiUno, ma nelle vicende storiche di quel fatale 1978 sua moglie Eleonora Chiavarelli fu tutt'altro che una protagonista passiva di quei 55 giorni che tennero l'Italia con il fiato sospeso. Anche se la loro storia d'amore è rimasta sostanzialmente relegata nell'ambito della loro privacy, in molti nel 2010, anno della sua morte, hanno voluto ricordare quanto si diede da fare in quei due mesi per strappare il marito da quella sorte terribile.

TRADITA DALLO STATO

Come raccontava Repubblica, con la sua volontà convinse persino Paolo VI a scrivere una lettera indirizzata alle Brigate Rosse, in cui chiedeva la liberazione dello statista. Una compostezza che venne meno solo quando fu ritrovato il cadavere del marito, e che la spinse a protestare duramente contro tutti quei politici che avevano scelto la cosiddetta linea della fermezza. Al punto di rifiutare i funerali di Stato per il marito, ma di partecipare a quelli della scorta.

DECISA FINO ALL'ULTIMO

Originaria delle Marche, chiamata Noretta da Aldo Moro, ha sempre lottato per preservare la memoria del marito, perché venisse onorata nel migliore dei modi. Cosa che l'ha portata in contrasto anche con i figli, come emerge dall'ultima lettera che scrisse nel 2006, in cui attaccava il figlio Giovanni per essersi appropriato dell'ex studio del padre, senza destinarlo invece all'Accademia di Studi Aldo Moro (come poi è avvenuto, ricorda la Stampa). Ma ne ha anche per le figlie Anna e Agnese, che accusa di non aver dato al nipote Luca, figlio di Maria Fida, il ricavato dell'archivio di Stato, che avrebbe dovuto garantire i suoi studi: «Mi sono sentita in dovere di precisare questi fatti, sicuramente gravi e spiacevoli, per puro amore di verità e di giustizia, anche perché ritengo che solo nella verità vi sia pace». Una verità che, forse, non le è mai stato concesso di conoscere fino in fondo.

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