Elezioni 2018

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7 Maggio Mag 2018 1259 07 maggio 2018

Chi è Marta Cartabia, possibile premier di un governo del Presidente

La costituzionalista che piace a Napolitano potrebbe essere scelta da Mattarella per guidare un esecutivo tecnico.

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Marta Cartabia

Mentre le forze politiche si avvicendano per l'ennesima volta alla corte di Mattarella, continuando a ribadire di consultazione in consultazione i paletti che si sono imposte da ormai una sessantina di giorni, si fa sempre più concreta l'ipotesi di un governo tecnico, o del Presidente. E, come di rito, è già cominciato il totopremier, in un tourbillon di nomi tecnicissimi e istituzionalissimi tra cui spicca anche qualche donna. Ci sarebbero, in lizza, Anna Maria Tarantola e Lucrezia Reichlin, di cui vi abbiamo già parlato. Ma si fa anche il nome di una donna che qualche anno fa ha rischiato di trovarsi al posto in cui si trova oggi Mattarella: la giudice istituzionale Marta Cartabia.

BENEDETTA DA NAPOLITANO

Facciamo un passo indietro. Nel 2014 Napolitano, suo malgrado, era stato rieletto da un anno Presidente della Repubblica, ma era già all'opera per trovare un successore. E qualcuno pensò che non per caso, quell'anno, nominò Marta Cartabia vicepresidente della Corte costituzionale. Secondo il Giornale, il modo più semplice per spianarle la strada al Quirinale. All'epoca la si dipingeva come inesperta di affari esteri, con un curriculum tutto sommato non memorabile, proveniente dall'area sinistra del mondo cattolico (ma Repubblica la dipingeva come «campioncina della cielle classica», e infatti pare che si sia più volte schierata contro i matrimoni gay).

PROFILO ADEGUATO

Non sappiamo se nel frattempo Cartabia abbia imparato qualcosa di più in termini di politica estera, ma è evidente che, nell'ottica di una nuova legge elettorale per tornare poi alle urne, da costituzionalista potrebbe rivelarsi il profilo più adeguato al traghettamento dal Rosatellum, che ha scontentato tutti quelli che lo avevano votato. La via della giurista nata a San Giorgio su Legnano nel 1963 per arrivare a Palazzo Chigi, intanto, rimane lunga e stretta.

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