4 Maggio Mag 2018 1400 04 maggio 2018

Chi è Lucrezia Reichlin, possibile premier di un governo del Presidente

Viene da una famiglia storicamente di sinistra, ma alla politica ha preferito l'economia. Curiosità: al liceo Gentiloni aveva una cotta per lei.

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Lucrezia Reichlin

Dopo le multiple fumate nere e infiniti giri di consultazioni, l'ipotesi di un governo del Presidente si fa sempre più concreta. Ma è ancora presto per capire a chi Mattarella potrebbe assegnare l'incarico: l'obiettivo è evidentemente quello di puntare a una nuova legge elettorale votata da tutte le forze politiche, per poi tornare alle elezioni e sperare che le urne restituiscano, se non stabilità, quantomeno una risposta politica al Paese. In lizza per diventare premier, ovviamente, ci sono soprattutto personalità dal profilo eminentemente tecnico: e tra i vari Ignazio Visco, Giorgio Lattanzi, Sabino Cassese e Tito Boeri, fa capolino anche il nome di una donna: quello di Lucrezia Reichlin, vaticinato dalle pagine del Messaggero.

L'ECONOMISTA FIGLIA DI COMUNISTI

Economista di spicco, classe 1954, Lucrezia Reichlin proviene da un côté di alto livello culturale: è figlia infatti di Alfredo Reichlin, storico politico che ha fatto parte della sinistra nelle sue incarnazioni dal PCI al Partito Democratico, e di Luciana Castellina, politica e giornalista dell'area del manifesto, di cui è stata fondatrice. E anche se pare che negli anni del liceo facesse girare la testa un po' a tutti i suoi compagni, incluso il giovane Gentiloni, la sua formazione si è svolta soprattutto all'estero, come raccontava nel 2012 un approfondito articolo del Foglio ripreso da Dagospia. Il curriculum parla da sé: docente a Bruxelles e alla London Business School, prima donna direttore generale ricerche della Banca Centrale Europea, membro del consiglio di amministrazione di UniCredit. E qui ci fermiamo.

I FIGLI? MEGLIO PRIMA

In un'intervista a Elle, Reichlin si è espressa con chiarezza su molte questioni femminili. Si è detta favorevole alle quote rosa, ad esempio, perché «il cambiamento non avviene senza una nuova regola che scuota lo status quo». Ma suggerisce anche alle giovani donne di non esagerare con l'ambizione e puntare a una vita equilibrata, piuttosto che incentrata tutta sulla carriera, così come di fare figli in giovane età: «L’errore della nostra generazione è stato illudersi che rimandare la procreazione avrebbe aiutato la carriera. Invece è meglio avere figli da giovani, quando si ha l’energia fisica e mentale».

SCONFIGGERE IL SESSISMO

E poi non ha potuto non raccontare della percezione che ha avuto lei, da donna, di un mondo storicamente molto maschile: « In questo settore gli uomini hanno spesso un atteggiamento di tipo paternalista, non si fidano tanto delle donne e tendono a escluderle dai meccanismi di comunicazione che hanno tra di loro. Creano una sorta di 'gentlemen’s club'». Senza dimenticare, però, che spesso il primo ostacolo è in famiglia. A partire dai modelli culturali con cui si cresce: «Credo che il grande svantaggio delle donne sia prima di tutto dovuto a modelli familiari e sociali, che le spingono a fare delle rinunce nel lavoro e a non sviluppare ambizioni professionali».
Ora a Reichlin potrebbe toccare una grande responsabilità: perché, da premier temporanea, se riuscisse a far passare una legge elettorale rispettosa davvero delle quote rosa, sarebbe già un gran traguardo.

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