3 Maggio Mag 2018 1255 03 maggio 2018

Chi è Magdalena Skipper, la prima direttrice donna di Nature

È l'ottava in assoluto a ricoprire l'incarico nella prestigiosa rivista scientifica. Genetista, con un dottorato a Cambridge, nel corso degli anni ha costruito un solido legame con la comunità dei ricercatori.

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Magdalena Skipper Nature

Che il mondo della scienza così come lo conosciamo sia avverso alle donne non è una novità. E allora non può che essere accolta come una bellissima notizia la nomina di una donna, la prima in 149 anni di pubblicazioni, a direttrice di Nature. Lei è Magdalena Skipper, una genetista che da 18 anni lavora con l'editore della più prestigiosa rivista scientifica al mondo. E sa già che linea editoriale ha intenzione di seguire: proseguire il lavoro della rivista affinché le scoperte scientifiche siano riproducibili e solide, e dare più spazio ai ricercatori agli inizi delle proprie carriere.

IL LEGAME CON I RICERCATORI

D'altra parte, Magdalena Skipper non è l'ultima arrivata. Da quasi vent'anni ha ruoli redazionali di primissimo piano, tutti nell'ambito delle pubblicazioni scientifiche dell'universo editoriale Nature. Della rivista, Skipper diventa l'ottava direttrice, ereditando un ruolo che Philip Campbell ha svolto per oltre 22 anni: «Sono certo che Nature e la sua redazione fioriranno sotto la sua guida. Ha una grande passione per la scienza e per come viene comunicata, e nel corso della sua carriera ha stretto un importante legame con la comunità dei ricercatori», ha detto.

L'IMPORTANZA DEI DATI

Con un dottorato in genetica conseguito a Cambridge, Skipper si prepara così a guidare una rivista che è un'istituzione e che necessita di un approccio sicuro e altamente qualificato e professionale. Nonché capace di cogliere quali sono le sfide che deve affrontare la scienza, oggi. Skipper qualche idea ce l'ha: «La scienza sta diventando sempre più complessa dal punto di vista analitico e ricca di dati, quindi c'è un'attenzione maggiore sui dati e sull'elaborazione. Abbiamo fatto grandi passi [...] La scienza aperta è importantissima. È una direzione che seguiremo ancora di più», ha detto, come riportato dal comunicato stampa di Nature.

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