6 Aprile Apr 2018 1052 06 aprile 2018

Chi è Marianna Barbaro, la moglie di Giuseppe Pelle

Arrestato il boss della 'ndrangheta, di cui era tra i principali capi strategici. La moglie è già rimasta implicata in alcuni procedimenti giudiziari.

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Marianna Barbaro Moglie Giuseppe Pelle

Finisce a Condofuri, in provincia di Reggio Calabria, la latitanza di Giuseppe Pelle, membro di spicco della 'ndrangheta e considerato come il capo strategico dell'organizzazione criminale. La polizia l'ha catturato nel corso di un blitz notturno che ha coinvolto 50 uomini delle forze dell'ordine. Pelle, che si era nascosto in un'abitazione annidata alle pendici dell'Aspromonte, non ha opposto resistenza all'arresto. Potrebbe finire qui, dunque, la carriera criminale dell'uomo che non era solo parte dei potentissimi 'Gambazza', ma aveva anche uno stretto rapporto con la 'ndrina Barbaro di Platì, avendo preso in moglie Marianna Barbaro, figlia del boss Cicciu u castanu.

Giuseppe Pelle.

IL PROCESSO REALE-IPPOCRATE

Marianna Barbaro, come riportano le cronache, non è rimasta aliena alle vicende che hanno coinvolto il marito. Al contrario, è finita alla sbarra in ben due procedimenti, il cosiddetto processo Marine e il processo Reale-Ippocrate. Nata il 4 aprile 1967 a Platì, nel 2012 era stata arrestata con l'accusa di aver preso parte alla messa in scena («un film bello pulito», lo definiva Pelle) orchestrata insieme ad alcuni medici per far ottenere al marito dei certificati che ne attestassero una depressione fittizia, allo scopo di tenerlo fuori dal carcere. Nel 2014, come riportava il Corriere della Calabria, la Corte d'appello l'aveva quindi condannata a tre anni e sei mesi di reclusione.

IL PROCESSO MARINE

Più complesso l'andamento del processo Marine, scaturito in seguito a un'imponente operazione di polizia che aveva portato a oltre 200 arresti nel comune di Platì. Se in primo grado Marianna Barbaro era stata condannata a sette anni, in appello la Corte aveva confermato otto condanne, riconoscendo in alcuni casi l'associazione a delinquere, ma non il fatto che questa mirasse all'agevolazione delle 'ndrine. Come precisa l'agenzia News&Com, dunque, i reati contestati erano nel frattempo caduti in prescrizione.

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