28 Marzo Mar 2018 1316 28 marzo 2018

Buon compleanno, Lady Gaga: 32 anni da icona femminista

Dal rifiuto del body shaming all'orgoglio per il proprio stile, passando dalla lotta contro le violenze. Miss Germanotta è un modello da seguire.

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Lady Gaga Femminista

Trentadue anni da icona pop, provocatrice, femminista. Non ci sono dubbi: Lady Gaga, nata il 28 marzo 1986, ci tiene alla parità di genere, all'emancipazione femminile, alla chiusura di un divario tra uomini e donne che ancora non accenna a ridursi. E le prove di questo impegno da parte sua ci sono tutte. Sul palcoscenico e non solo. Ricordiamole per celebrare il suo compleanno.

AUTOREALIZZAZIONE

Innanzitutto è una donna di successo. E se vi sembra poco, vuol dire che non siete poi così femministe. Lady Gaga è una donna che non si è mai accontentata, che ha fatto incetta di premi, che ha perseguito il successo in un'industria che non è per nulla tenera nei confronti delle donne. E se persino un'artista come Marina Abramovic ha voluto collaborare con lei, un motivo ci sarà.

BELLEZZA INDIPENDENTE

Lady Gaga ha inoltre promosso un'idea di sensualità e bellezza tutta sua, lontana dai canoni, sempre provocatoria e in grado di spostare più in là i confini dell'estetica. È la David Bowie o la Prince che mancava alla scena musicale femminile: sottilmente ambigua, capace di giocare col kitsch e inglobando nelle sue performance stili totalmente differenti eppure così inconfondibilmente Gaga.

BODY SHAMING NON TI TEMO

L'artista è indiscutibilmente femminista poi perché non le interessano minimamente i commenti malevoli che qualcuno, ogni tanto, azzarda fare sul suo corpo. A Lady Gaga il body shaming non fa paura, e non dovrebbe far paura nemmeno a noialtre. Il femminismo passa anche dall'accettazione di sé e soprattutto dal rifiuto degli insulsi giudizi altrui.

ANTI-VIOLENZA

Lady Gaga ha subito uno stupro all'età di 19 anni. All'epoca non trovò la forza di parlarne, ma ora ha capito che con la sua voce può aiutare tante altre donne a venire allo scoperto e denunciare. Anche per questo motivo ha scritto il brano Till It Happens To You, colonna sonora del documentario The Hunting Ground, che racconta le violenze sessuali nei campus statunitensi. Non c'è nessuna vergogna nel subire uno stupro. La vergogna, e la colpa, sono di chi lo commette.

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