Femminicidio

Femminicidio

25 Marzo Mar 2018 1833 25 marzo 2018

Le cose da sapere sull'omicidio di Gradoli (e su Paolo Esposito)

La terza e ultima puntata dell'edizione 2018 di Storie Maledette è dedicata agli 'amanti diabolici'. Facciamo il punto si cosa è successo.

  • ...
Omicidio Gradoli Paolo Esposito

Probabilmente i Leosiners, con una punta di tristezza, stanno aspettando con ansia la puntata finale dell'edizione 2018 di Storie Maledette, programma condotto da Franca Leosini. Il terzo e ultimo episodio non riguarda ancora il delitto di Avetrana: al posto di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, in carcere per l'omicidio di Sarah Scazzi, la giornalista ha scelto Paolo Esposito come nuovo protagonista. Il nome non vi dice niente? È abbastanza normale perché rispetto al caso precedente, l'omicidio di Gradoli (o meglio, femminicidio) è stato meno eclatante dal punto di vista mediatico ma resta comunque uno degli avvenimenti di cronaca nera più noti degli ultimi anni. Se non vi viene in mente niente o forse il nome vi dice qualcosa ma non riuscite a ricordare perfettamente cosa è successo nel piccolo paese in provincia di Viterbo, ecco le cose (essenziali) da sapere prima di vedere la terza (e ultima) puntata di Storie Maledette.

PAOLO ESPOSITO: IL PROTAGONISTA DELLA TERZA PUNTATA DI STORIE MALEDETTE

Il protagonista del capitolo finale del programma della Leosini è Paolo Esposito, condannato in via definitiva nel 2014 per il duplice omicidio e occultamento dei cadaveri della compagna Tatiana Ceoban, 36 anni, e della figlia Elena, di 13, scomparse il 30 maggio 2009 nel paesino in provincia di Viterbo. Secondo quanto confermato dalla Corte di Cassazione, l'uomo non ha agito da solo: Ala Ceoban, la sorella di Tatiana, è stata condannata per gli stessi capi d'accusa. I due, infatti, erano amanti e, secondo i giudici, la loro relazione, definita «molto intensa e passionale», è stata uno dei moventi. La coppia avrebbe deciso di uccidere Tatiana e la figlia Elena per non aver più intralci alla loro relazione clandestina. Ma non è finita qui, sempre secondo la sentenza definitiva, c'è stato un secondo movente: la compagna ufficiale, Tatiana, avrebbe trovato del materiale pedopornografico nel computer di Esposito che «temeva di perdere la patria potestà» su Erika, l'altra loro figlia.

I CORPI MAI TROVATI

Il dato più inquietante è che i corpi di Tatiana e di Elena non sono mai stati ritrovati. La ricostruzione, quindi, si presta a moltissime versioni «comunque tutte nel solco della colpevolezza» hanno spiegato i giudici. Così come «l’occultamento dei cadaveri è consequenziale al reato di omicidio». Una cosa, però, è certa: «Tatiana è sicuramente tornata a casa, come provato in modo inconfutabile dalla presenza a Cannicelle della cinepresa acquistata dalla donna a Viterbo».

NON È STATO UN OMICIDIO PREMEDITATO

Sempre secondo la Corte di Cassazione, il doppio femminicidio non è stato premeditato. Non ci sono prove sul fatto che Paolo Esposito e Ala Ceoban avrebbero organizzato il delitto nel minimo dettaglio. Né che l'uomo, tra un omicidio e l’altro, abbia avuto il tempo di realizzare le ragioni del suo gesto e ritornare sui suoi passi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso