15 Marzo Mar 2018 1246 15 marzo 2018

Rooney Mara è Maria Maddalena, apostola ribelle e femminista

Dal 15 marzo in sala, il film racconta la figura non di una prostituta, ma di una donna libera e controcorrente che rifiutò un matrimonio combinato.

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Rooney Mara Maria Maddalena

Figura celebre ma oscurata nella tradizione dei vangeli, la Peccatrice occupa il centro della scena, prototipo di una donna libera e controcorrente su cui si addensano gli strali dei perbenisti. Finché trova in Gesù di Nazareth l'uomo capace di restituirle la dignità di donna e persona. Stiamo parlando di Maria Maddalena, non una prostituta redenta (una visione nata probabilmente da un equivoco nella lettura dei Vangeli di Luca e di Giovanni, ufficializzata da Gregorio Magno nel 591 e rimessa da decenni ufficialmente in discussione dalla Chiesa) ma una 'Apostola degli Apostoli' (così la definisce il teologo Ippolito Romano, 170-235 d.C.). Maria Maddalena che, come scrivono Giovanni o alcuni vangeli apocrifi, faceva parte del gruppo dei discepoli, era ai piedi della Croce con Maria di Nazareth e per prima è testimone di Cristo risorto.

GALEOTTO FU IL SET

Un ritratto della figura biblica che il 15 marzo arriva in Italia sul grande schermo in chiave anche moderna e 'femminista' in Maria Maddalena di Garth Davis, con la protagonista di Carol, Rooney Mara, nel ruolo principale e Joaquin Phoenix per Gesù. Un film, girato interamente in Sud Italia, tra la città vecchia di Matera, la campagna pugliese (per ricostruire i dintorni di Cana e Gerusalemme), e la Sicilia (per la Galilea), che si è anche rivelato galeotto per i due attori protagonisti, diventati una coppia dopo le riprese.

IL MESSAGGIO DI MARIA, RIVOLUZIONARIO

Il regista Davis, che ha conquistato il pubblico internazionale con Lion, sulla base della sceneggiatura della drammaturga Helen Edmundson e di Philippa Goslett, ci ripresenta il percorso di Gesù fino alla Crocifissione e alla Resurrezione, dagli occhi di Maria di Magdala (Mara in una performance costruita con intensità anche sulle attese e i silenzi), giovane donna tanto religiosa quanto intenzionata a non piegarsi alla volontà della sua famiglia di imporle un matrimonio combinato. Gesù (nella versione inquieta, vulnerabile e più umana che mai di Phoenix) in viaggio con gli apostoli verso Gerusalemme per la Pasqua ebraica, viene chiamato dai famigliari di Maria Maddalena per sottoporla a un esorcismo, ma lui ne individua invece la purezza e lei convinta dal messaggio del 'Messia' decide di unirsi agli Apostoli, lasciandosi tutto alle spalle. Una nuova presenza malvista da Pietro, che la vede come una figura di misericordia ma anche come un elemento di debolezza per il gruppo, che pensa sia destinato a guidare una rivoluzione. Nella rilettura del film è coinvolto anche Giuda (Tahar Rahim), che tradisce Gesù sperando di accelerare così la venuta del 'Nuovo Regno'.
Un film in cui Maria Maddalena emerge come la figura intorno a Gesù capace di comprendere prima di tutti gli altri che «il regno, o qualsiasi prospettiva in cui crediamo, deve iniziare dentro noi stessi», ha detto Mara. «Il nostro spirito deve poggiarsi su pilastri come l'amore e la gentilezza. Il messaggio di Maria è oggi più rivoluzionario che mai e la nostra speranza è che possa avere grande diffusione».

ROONEY MARA SPIEGA IL FEMMINISMO DEL FILM

Il taglio femminista del film è particolarmente accentuato. Ne ha parlato la stessa Rooney Mara in un'intervista a Harper's Bazaar: «Era incredibilmente radicale per i suoi tempi. Era scioccante e inaudito che una donna si unisse a un gruppo di uomini, lasciando la sua famiglia. Era davvero una figura profondamente femminista in anticipo sui tempi. Non mi capacitavo di come la sua storia non fosse stata mai raccontata». Ironia della sorte, Maria Maddalena è uno degli ultimi film che ha visto il coinvolgimento di Harvey Weinstein, visto che prima dello scandalo molestie avrebbe dovuto distribuirlo in Nuova Zelanda. «Sapevamo che il film arrivava al momento opportuno mentre lo realizzavamo, ma non avevamo idea di quanto lo sarebbe veramente stato [...] Il film è femminista, ma parla anche di umanità, amore e compassione, perdono e tutte le altre cose che possono produrre un cambiamento nel mondo. E questo è il prossimo passo del dibattito. Come possiamo ottenere cambiamenti duraturi? Come otteniamo l'uguaglianza? Non credo che nasca dalla paura. Penso che venga dalla comprensione. E per avere comprensione, c'è bisogno di perdono, compassione e empatia».

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