Sessismo

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9 Febbraio Feb 2018 1258 09 febbraio 2018

Chi è Irene Montero, la portavoce contro il linguaggio sessista

In Spagna è iniziato il confronto sul 'maschile' e sul 'femminile' in politica, proprio come è successo in Italia con le battaglie di Laura Boldrini. Con una piccola differenza.

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Irene Montero Sessismo

In principio fu Laura Boldrini a dichiarare guerra al linguaggio sessista. In che modo? Pretendendo che, accanto al termine maschile di un mestiere o una professione, ci fosse anche la controparte femminile. L'esempio più concreto è stato con 'presidente': lei stessa, Presidente della Camera dei Deputati, vuole essere chiamata Presidente e non presidentessa. Una battaglia che ha incontrato, almeno in Italia, favorevoli e contrari ma che adesso, a febbraio del 2018, interessa anche alla Spagna. Sì perché la portavoce di Podemos Irene Montero ha fatto una dichiarazione piuttosto ostile al linguaggio sessista, forzando un po' la lingua. In spagnolo, infatti, portavoce si traduce con portavoz, ed è sia maschile, sia femminile. Ma alla Montero non è basta: vuole che si chiami portavoza, con la 'a'. Proprio per questo motivo, sui social, è partita la presa in giro: invece di Irene Montero, diversi utenti l'hanno chiamata Irena Montera. E in poco tempo è diventato trending topic su Twitter.

L'INTERVENTO AL CONGRESSO

Ha parlato per la prima volta davanti al Congresso spagnolo il 6 febbraio 2018 e ha detto: «Già da troppi secoli la lingua è usata come strumento per perpetuare il machismo nelle società. La maggior parte delle lingue usa il maschile per riferirsi all'altra metà della popolazione». E ha incontrato anche il sostegno del vicesegretario generale dei socialisti Adriana Lastra: «Io la mia portavoce lo chiamo 'la mia portavoce'» (in spagnolo: «Yo a mi portavoza la llamo portavoza»).

LA RISPOSTA DELLA CRUSCA SPAGNOLA

Come scrive El Pais, la Real Academia de la lengua (la Crusca spagnola) non riconosce il termine 'portavoza' e ritiene che il sostantivo 'portavoz' sia comune in termini di genere. Cioè, coincidono con la loro forma maschile e femminile. «Non è un esempio di uguaglianza», ha attaccato la portavoce di Podemos. E ha proseguito: «La Rae ha molto da imparare. È un'istituzione composta principalmente da uomini e quando si voleva includere le donne, dall'inizio del secolo, si diceva che non è un posto per loro perché quelli che capiscono le lettere sono uomini».

LA LAY DE IGUALDAD DEL 2007

Tutta la polemica è nata dal fatto che la Lay de igualdad (legge sull'uguaglianza) del 2007, nonostante sia in vigore, non viene rispettata. In particolare, è il movimento femminista che sta facendo pressioni affinché la legge venga applicata. Senza contare il fatto che La Spagna sta ignorando da più di tre anni le raccomandazioni dell'Unione europea per raggiungere l'uguaglianza salariale, o per dirla all'inglese, il gender pay gap.

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