Festival Sanremo 2018

Festival di Sanremo 2018

7 Febbraio Feb 2018 1800 07 febbraio 2018

Chi è Mirkoeilcane, a Sanremo 2018 con Stiamo tutti bene

Il cantautore romano è il favorito delle nuove proposte con il suo brano che affronta il tema dell'immigrazione.

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Mirkoeilcane

Perché Mirko Mancini abbia deciso di farsi chiamare Mirkoeilcane nella sua carriera da cantante non lo sa nessuno. E lui non intende svelare il mistero: così, i milioni di italiani che cercheranno il significato del suo nome dopo aver assistito alla sua performance al Festival di Sanremo 2018, resteranno con il dubbio. E con in testa le note di Stiamo tutti bene, il brano con cui il cantautore romano si presenta all'Ariston nella categoria Nuove proposte.

STIAMO TUTTI BENE

Se il nome d'arte di Mirkoeilcane è difficilmente decifrabile, al contrario il testo del suo brano è molto esplicito. Affronta il dramma dell'immigrazione, raccontando il viaggio via mare di un bambino africano diretto verso le coste italiane. Sui propri testi Mirkoeilcane ha sempre puntato molto, e la critica l'ha finora sempre ben ripagato: la vittoria a Musicultura nel 2017, preceduta dal premio Bindi e da una candidatura al Premio Tenco, ne è una prova. Per Sanremo 2018, però, Mirkoeilcane ha deciso di abbandonare quel tratto ironico che finora sembrava un ingrediente irrinunciabile della sua poetica: «Ma anche in questa c’è un filino di ironia, se la si va a cercare», avverte in un'intervista a Spettakolo!.

LA STRADA GIUSTA

Sul percorso di Mirkoeilcane buona parte dell'industria musicale nutre molte aspettative. Non è un caso che un produttore del calibro di Steve Lyon, artefice di alcuni successi di gente come Paul McCartney e i Depeche Mode, abbia deciso di sostenerlo e appoggiarlo nella sua evoluzione artistica. Evoluzione artistica di cui ancora il futuro è tutt'altro che scritto. In un'intervista a Today, Mirkoeilcane ha rivelato di non essere ancora sicuro di aver seguito la strada giusta. Qualche indizio, però, c'è: «Ti rendi conto che una cosa è importante quando gli dedichi tutto il tempo a disposizione senza mai sentire la mancanza di altro. Io passavo le giornate intere a suonare e non mi mancava niente».

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