23 Gennaio Gen 2018 1856 23 gennaio 2018

Chi è Caterina, la figlia del magistrato Rocco Chinnici

Su Rai Uno va in onda È così lieve il tuo bacio sulla fronte, il film che racconta la storia del padre del pool Antimafia assassinato da Cosa Nostra. E l'impegno raccolto dalla figlia.

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Caterina Chinnici

Palermo, 29 luglio 1983. Una Fiat 127 parcheggiata in via Pipitone Federico viene fatta esplodere davanti alla casa del giudice Rocco Chinnici, uccidendo lui, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
Chinnici, nato a Misilmeri nel 1925, formazione classica al liceo e una laurea in Giurisprudenza, entrato in magistratura nel 1952 al tribunale di Trapani, non fu un magistrato siciliano qualunque, ma il responsabile di una svolta decisiva nella lotta alla mafia.

IL PADRE DEL POOL ANTINMAFIA

Amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, da sempre fu convinto la la lotta alla mafia dovesse essere fatta insieme, così costituì il primo gruppo di magistrati impegnati a contrastare le organizzazioni criminali. Quello che poco tempo dopo, sotto la guida del magistrato Antonino Caponetto, fu chiamato «il pool antimafia» e che svolse le indagini dei più grossi processi contro Cosa Nostra degli Anni '80, come il «processo dei 162», embrione del maxi-processo che verrà celebrato dopo la sua morte. Chinnici ritieneva fondamentale il lavoro di gruppo perché quando un magistrato antimafia veniva ucciso, se non aveva condiviso il suo operato con i colleghi, il suo impegno si perdeva con la sua morte. Così, conscio del rischio che correva, si organizzò creando gruppi di lavoro. Accanto a sé aveva Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La cosa peggiore che possa accadere è essere ucciso. Io non ho paura della morte, so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Spero che, se dovesse accadere, non succeda nulla agli uomini della mia scorta.

Rocco Chinnici

CATERINA CHINNICI, IL LIBRO E IL FILM

Trentacinque anni dopo l'assassinio in via Pipitone, Rai Uno è pronta a raccontare in prima serata, il 23 gennaio 2018, la storia di un uomo a cui non sarebbe piaciuto sentirsi chiamare eroe. Era un giudice, ma anche un marito (di Tina Passalacqua, insegnante di Scienze) e un padre: di Elvira, Giovanni e Caterina. Il film firmato da Rai Fiction e Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, è merito dell'emozionante racconto di Caterina Chinnici, autrice dell'omonimo libro edito da Mondadori È così lieve il tuo bacio sulla fronte dove ha raccontato la vita di suo padre dentro e fuori le aule di tribunale. La figlia del giudice è interpretata da Cristiana Dell'Anna (Patrizia in Gomorra 2 e 3), mentre Sergio Castellitto veste i panni di Rocco Chinnici. «Ho capito quanto Luca Barbareschi credesse a questo film. E quando l'ho visto è stato come se mio padre fosse tornato in vita», ha spiegato Caterina, che dopo l'assassinio del padre si rifugiò a San Ciro, la casa di campagna di famiglia, per stare da sola e ed elaborare la tragedia. Non solo: avrebbe dovuto decidere se accettare la prima indagine di mafia che le era stata assegnata.

SULLE ORME DEL PADRE

Sì, perché il film della Rai racconta anche la formazione professionale di Caterina Chinnici, che negli Anni '70 decise di seguire le orme del padre, fianco a fianco nella lotta quotidiana della mafia e nella difesa della giustizia nonostante gli omicidi di Piersanti Mattarella, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Nata a Palermo nel 1954, entrò in magistratura nel 1979, quando aveva solo 24 anni: fu il più giovane magistrato nell'ambito nazionale a essere nominato capo di un ufficio giudiziario: dal 1995 al 2009 ha ricoperto l'incarico di procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Caltanissetta e di Palermo. Ha poi fatto parte del governo della regione Sicilia come assessore della Famiglia, Politiche sociali e Autonomie locali. Nel 2012 è stata nominata capo del dipartimento per la giustizia minorile e nel 2014 è stata eletta al Parlamento europeo.

«NON AVEVA PAURA, SOLO CONSAPEVOLEZZA»

In una scena del film, ha raccontato Caterina Chinnici a Che Tempo che Fa, si vede suo padre rispondere al telefono di casa: gli comunicano che il generale Dalla Chiesa era appena stato ucciso. Poi padre e figli si stringono in un abbraccio. «Papà sapeva che il prossimo sarebbe stato lui, non aveva paura, solo consapevolezza», spiega. Mentre per Castellitto che lo interpreta «Rocco Chinnici è stato non solo solo uomo delle istituzioni, ma un padre esemplare, era anche rappresentante di classe alla scuola dei figli e non si perdeva un consiglio, era amico, confidente. Era un uomo che parlava poco, si alzava la mattina alle quattro, teneva la porta aperta aspettando di svegliare i figli, preparava loro il caffè, poi alle 8 era in ufficio. C'è un prima e un dopo Chinnici nel modus operandi della magistratura, ma raccontiamo anche la figura di un uomo che amava confrontarsi con i giovani nelle scuole».

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