18 Gennaio Gen 2018 1759 18 gennaio 2018

Chi è Simona Mangiante, l'italiana interrogata per il Russiagate

Fa l'avvocata ed è la compagna di George Papadopoulos, sotto accusa per aver mentito all'Fbi. I federali l'hanno voluta sentire in qualità di testimone.

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Simona Mangiante Russiagate

Un misterioso professore con troppi contatti politici, un consigliere di politica estera del Presidente Usa accusato di avere avuto contatti con la Russia, un agente dell'Fbi che bussa alla porta della fidanzata di quest'ultimo e si vede aprire da una bionda con gli occhi di ghiaccio. Non è un film di spionaggio, ma solo uno spaccato dell'indagine sul Russiagate condotta da Robert Mueller per scoprire eventuali legami sospetti tra Trump e il Cremlino. La bionda dagli occhi di ghiaccio, però, non è russa (anche se qualcuno lo sospetta), ma italiana: si chiama Simona Mangiante, fa l'avvocato ed è stata interrogata per due ore e mezza dall'Fbi.

UN AMORE E UN INTRIGO

Intervistata dal Guardian, Mangiante ha raccontato la sua storia e dato qualche informazione su quello che si sono detti lei e l'Fbi. Gli agenti, in particolare, volevano fare luce su un dettaglio: sul perché Mangiante conoscesse Joseph Mifsud da molto prima che quest'ultimo conoscesse il suo fidanzato George Papadopoulos. Un passo indietro: Papadopoulos è il consigliere di politica estera di cui sopra, Mifsud invece il professore che avrebbe fatto da intermediario tra lui e i russi.

IL PARLAMENTO EUROPEO E L'INCONTRO CON MIFSUD

Mangiante è originaria di Caserta e ha fatto il suo ingresso sulla scena internazionale nel 2009 in qualità di avvocato presso il Parlamento Europeo. Nel 2012 Gianni Pittella le presentò Joseph Mifsud, delle cui attività sospette Mangiante era, secondo le sue parole, all'oscuro. Mafsud, che viene descritto come un uomo di un certo fascino e carisma, la invitò a lavorare per lui a Londra. In realtà, del prestigioso centro di studi millantato da Mifsud non c'era traccia: il tutto si riduceva a una stanza spoglia con un tavolo altrettanto spoglio, e la necessità di portare un pc da casa per lavorare.

L'INCONTRO CON PAPADOPOULOS

Il problema, secondo Mangiante, è che delle attività accademiche promesse non c'era traccia. Sembrava tutta una grande messinscena per coprire i veri, misteriosi interessi di Mifsud. Che, tra le altre cose, non le pagava nemmeno lo stipendio. Dopo qualche mese, Mangiante si licenziò. Nel frattempo, però, qualcuno l'aveva contattata su LinkedIn, qualcuno che l'aveva vista lavorare lì: si trattava di George Papadopoulos, chiaramente attratto da Mangiante. I due si incontrarono qualche mese dopo, nel marzo 2017, e lì cominciò la loro relazione.

IL RUOLO DI PAPADOPOULOS

Ma Papadopoulos si era già messo ne guai, mentendo all'Fbi. Lo stesso giorno in cui confessò, l'Fbi andò a interrogare Mangiante, in un colloquio che durò due ore e mezza. Da quel momento, Mangiante ha deciso di non sottrarsi ai microfoni e ai riflettori: si fa intervistare spesso sull'intera faccenda, ribadendo di avere fiducia in George. Qualcuno l'ha accusata di avere un accento russo, e che quindi di essere in qualche modo una spia, ma lei ha negato tutto precisando di essere stata in Russia una volta sola. Così come ci tiene a precisare che il suo amato George non era affatto uno stagista, ma un assistente di alto livello che scriveva discorsi per Trump e organizzava per lui incontri internazionali.

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