17 Gennaio Gen 2018 1300 17 gennaio 2018

Chi è Tiziana Siciliano, la pm che sta dalla parte di Cappato

Doveva accusare l'esponente dei Radicali per aiuto al suicidio nel caso di Dj Fabo, ma invece ne ha chiesto l'assoluzione.

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Tiziana Siciliano Pm

Il ruolo di pubblico ministero le imporrebbe di puntare il dito contro Marco Cappato e portare fino in fondo l'accusa di aiuto al suicidio che gli viene attribuita per il suo ruolo nella vicenda di Dj Fabo. Ma la pm Tiziana Siciliano la pensa diversamente: «Io mi rifiuto di essere la parte dell’accusa. Io rappresento lo Stato e lo Stato è anche Cappato», ha detto durante l'ultima udienza del processo. Poi, insieme alla collega Sara Arduini, ha chiesto l'assoluzione.

L'EMPATIA DIETRO LA TOGA

Una presa di posizione forte, ma che non stupisce chi sta seguendo il processo Cappato dalle sue prime fasi. Il 14 dicembre 2017 Tiziana Siciliano aveva già dimostrato che indossare una toga non dovrebbe mai significare dover perdere il proprio senso di umanità ed empatia: quel giorno in aula venne trasmesso un filmato delle Iene che mostrava la condizione di Dj Fabo con tutte le sue difficoltà, insieme a una crisi respiratoria. Non si commosse solo la madre, ma anche Tiziana Siciliano, che porse alla donna un fazzoletto per asciugare le lacrime.

UNA PM ESPERTA

Le parole di Tiziana Siciliano a favore di Cappato suonano ancora più importanti, se si va a vedere il curriculum della pm. Fresca di nomina a procuratore aggiunto, coordinatrice del Pool Ambiente, salute e lavoro, in passato ha seguito processi pesanti dal punto di vista mediatico: come il caso della clinica Santa Rita e il processo Ruby. Procedimenti che ha seguito dimostrando di non lasciarsi intimorire da fotografi, giornalisti e social media. O da chi, come Vittorio Sgarbi, accusò lei e i suoi colleghi di essere «magistrati inutili che rubano i danari». E già quando nel maggio 2017 aveva chiesto l'archiviazione per Cappato, Massimo Gandolfini del comitato promotore del Family Day l'aveva accusata di aver fatto ricorso a una «giurisprudenza creativa».
Ma Siciliano ha saputo fronteggiare anche attacchi che venivano dalla sua stessa parte, come nel 2000: quell'anno si scontrò con il pm Piero Forno, perché ereditandone un'indagine aveva ritenuto innocente l'imputato, al contrario del collega.

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