29 Dicembre Dic 2017 0904 29 dicembre 2017

Le donne simbolo del 2017 e come ci hanno ispirato

Gli ultimi 12 mesi sono stati segnati dal coraggio di molte voci femminili, che hanno deciso di farsi sentire. Attrici, imprenditrici e attiviste che sono diventate dei modelli da seguire.

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Donne Simbolo 2017

Il 2017 è stato un anno grandioso per le donne, ci auguriamo che il 2018 lo sia anche di più. Dopo la sconfitta amara di Hillary Clinton, è arrivata l’immensa Women March di Washington, una protesta e una dimostrazione di forza che ha dilagato in tutto il pianeta. Nel frattempo, nello stesso continente, in Argentina, è cresciuto il movimento NiUnaMenos, che aveva esordito nel marzo del 2015 quando un gruppo di giornaliste, scrittrici, attiviste e artiste argentine avevano dato vita a una maratona di lettura per protestare contro l’inarrestabile strage di donne, trasformando il verso della poetessa messicana (vittima di femminicidio) Susana ChávezNi una mujer menos, ni una muerta más – in un grido collettivo di straordinaria potenza che si diffuso ovunque, ed è sfociato nel giugno di quell’anno in una manifestazione contemporanea in 120 città in reazione all’ennesimo caso di femminicidio, quello di una adolescente, Chiara Páez, uccisa a 14 anni dal fidanzato perché incinta. Il movimento sarebbe tornato in strada anche l’anno successivo, il 3 giugno 2016 e poi, ancora, il 3 giugno 2017 con un’altra parola d’ordine, Vivas nos queremos, a indicare la vera rivendicazione del movimento: non essere uccise, ma anche vivere, e vivere degnamente. Pure in Italia un movimento sociale a guida femminile ha rimepito le piazze contro la violenza maschile e si è chiamato proprio NonUnadiMeno.

E il 2017, si conclude con un’onda innarrestabile di donne che alzano la voce contro la violenza maschile. In ottobre New Yorker e New York Times hanno fatto esplodere il caso Weinstein, il magnate del cinema che per vent’anni ha usato violenza e ricatti sessuali alle donne che lavoravano con lui. La denuncia per violenze e molestie non ha risparmiato grandi attori, registi, fotografi, politici, ed è arrivata fino a Donald Trump. Con l’hastag #metoo milioni di donne in tutto il mondo hanno rese pubbliche le violenze subite, confermando l’ampiezza del fenomeno e mostrando il coraggio, la forza e la determinazione delle sopravvissute. Il valore femminile non si limita però soltanto alla denuncia, alla protesta, alla lotta per affermare e difendere i diritti umani di tutte e di tutti. Le donne si fanno strada nella società, in tutti i Paesi e in tutte le culture, sfidando divieti e pregiudizi, leggi ingiuste e discriminazioni aperte o silenziose. Rendere omaggio a quelle che combattono per un mondo migliore, per se stesse come per le nuove generazioni, è un modo di incoraggiare le altre, mostrare molteplici modelli vincenti, capaci di infrangere il tetto di cristallo e di essere d'ispirazione. Donne eroiche, creative, intraprendenti, rivoluzionarie, diventate veri e propri simboli. Ognuna a suo modo.

SUL PODIO: ASIA ARGENTO

Asia Argento è l’eroina femminista dell’anno. L’attrice e regista italiana ha permesso al giornalista Ronan Farrow di pubblicare l’inchiesta del New Yorker in cui è stato denunciato per violenza sessuale, ricatti e molestie Harvey Weinstein, uno dei più potenti produttori di Hollywood, il patron della Miramax. Altre tredici attrici avevano raccontato a Farrow della violenza subita ma nessuna aveva trovato la forza di autorizzare l’uso del proprio nome. Asia Argento lo ha fatto. Ha detto: «Cercare di ricostruire quello che è mi successo vent’anni fa è stato difficilissimo, credetemi. Mi sono messa in gioco in prima persona e ho fatto in modo che anche altre donne potessero parlare». Ronan Farrow lavorava all’inchiesta da oltre sei anni, e non aveva mai potuto pubblicarla prima che Asia Argento lo rendesse possibile. L'attrice ha trovato ammirazione e solidarietà in tutto il mondo, mentre in Italia molte e molti hanno messo in dubbio le sue parole, e questo è stato stigmatizzato e criticato dai media internazionali. Le sue due uniche interviste, nel nostro Paese, le ha concesse a Bianca Berlinguer. La prima per raccontare i fatti, la seconda in cui ha scelto di affrontare i suoi denigratori più feroci da sola, a viso aperto.
Ispirazione: la solidarietà per le vittime.

CLARISSA MARCHESE, ALESSANDRA GIULIA BASSI E MIRIANA TREVISAN

Dobbiamo riconoscenza e rispetto a tutte le donne che, apertamente o in forma anonima, hanno denunciato molestie e ricatti sessuali in Italia, paese dove una misoginia antica e resistente mette ancora sotto processo le vittime e non i colpevoli. Ma in modo particolare siamo grate a Clarissa, Alessandra e Miriana che hanno testimoniato a volto scoperto, sfidando il biasimo e il disprezzo di moltissimi uomini e – ahimé – anche di molte donne. Sorelle, noi vi crediamo.
Ispirazione: a testa alta.

LAURA BOLDRINI

Laura Boldrini, presidentessa della Camera dei Deputati è stata oggetto di insulti sessisti e misogini fin dai primi giorni del suo insediamento, e non ha mai ceduto né è arretrata di un passo. Il 25 novembre di quest’anno, nella giornata internazionale dell’Onu per l’eliminazione della violenza sulle donne, ha invitato in Parlamento 1300 attiviste, sopravvissute, femministe, militanti per i diritti civili e sindacaliste, dando vita a un evento storico che, trasmesso in diretta da Rai3, è stato visto da milioni di persone con un impatto enorme sull’opinione pubblica.
Ispirazione: autorità femminile.

HEATHER HEYER

Ha perso la vita a Charlottesville il 12 agosto nel 2017 manifestando per i diritti civili. L’auto di un suprematista bianco l'ha investita, uccidendola a 32 anni. La sua dedizione alla lotta contro la discriminazione è servita di esempio a milioni di persone che lottano per la giustizia, la compassione e l'uguaglianza in un momento storico in cui questi valori sono sotto attacco. La Heather Heyer Foundation è stata creata da sua madre, Susan Bro, per dare agli studenti che vogliono dedicare la propria vita alla giustizia sociale la possibilità economica di portare avanti il proprio attivismo.
Ispirazione: spirito di sacrificio. La parola 'sacrificio' significa 'rendere sacro'.

JODI KANTOR E MEGAN TWOHEY

Le giornaliste del New York Times che hanno raccontato i decenni di molestie sessuali e abusi del produttore hollywoodiano Harvey Weinstein. La diga è crollata e ora centinaia di uomini potenti, non solo a Hollywood ma in tutti i settori della società, devono rispondere delle loro azioni. Contadine, studentesse, cameriere, atlete condividono le loro storie con l'hashtag #MeToo tweettato oltre 2,3 milioni di volte in 85 paesi.
Ispirazione: alleanza fra donne

BEBE VIO

Bebe Vio è campionessa paraolimpica di scherma, ha subito l'amputazione di tutti e quattro gli arti a causa di una meningite fulminante all'età di 11 anni. Nonostante questo è tornata a fare sport, assieme alla Art4sport Onlus e a un team di tecnici specializzati. Nel 2010 ha disputato la sua prima gara ufficiale a Bologna e dopo aver vinto gli Europei e la Coppa del Mondo nel 2014, i Mondiali e di nuovo la Coppa del Mondo nel 2015, nel settembre 2016 ha vinto la medaglia d'oro ai XV Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro nella prova individuale, sfilando poi come portabandiera italiana durante la cerimonia di chiusura. L'8 novembre 2017 la schermitrice ha conquistato il suo secondo titolo di campionessa mondiale paralimpica nel fioretto individuale. Dall’8 ottobre, per sei domeniche pomeriggio, ha condotto su RaiUno La vita è una figata un programma televisivo durante il quale Bebe ha ospitato persone comuni e non che hanno raccontato le loro storie, affermando sempre che la loro vita, come richiama il titolo, è una "figata". Il programma è stato voluto da Simona Ercolani, produttrice televisiva che si qualifica a sua volta fra le donne italiane dell’anno.
Ispirazione: amore per la vita.

KATRIN JACOBSDOTTIR

Ha 41 anni e nel 2017 è diventata premier in Islanda. Katrin Jacobsdottir guida una coalizione tripartitica composta da Partito dell’Indipendenza (centrodestra), Partito Progressista (centro) e Verdi (sinistra), cui appartiene lei stessa. Ha subito dichiarato che investirà nella sanità pubblica, nell’educazione e nei trasporti, perché è in questi settori che si misura la prosperità di un paese. Katrin è l’ex ministra dell’istruzione, è nata in una famiglia di poeti, si è laureata all’Università d’Islanda in letteratura, ha tre figli. È stata votata in massa dalle donne e dai giovani tra i 18 e i 29 anni.
Ispirazione: cura del bene comune.

LINDA LAURA SABBADINI

Diretttrice del Dipartimento di statistiche sociali ed ambientali dell’Istat, pioniera delle ricerche di genere e famosa in tutto il mondo, Linda Laura Sabbadini è stata inspiegabilmente messa da parte e demansionata nella nuova gestione dell’Ente, il che ha provocato un’ondata di idignazione e di solidarietà sui giornali, sulle reti sociali e nella società civile. Nonostante questo, Sabbadini è molto apprezzata come editorialista grazie alla sua capacità straordinaria di leggere i fenomeni e le trasformazioni sociali sulla base dei numeri e dei dati, oltre a un attento e acuto sguardo di genere.
Ispirazione: tenacia.

REBECCA AMSELLEM

Le donne in Francia lavorano l'equivalente di 38,2 giorni in più l'anno rispetto agli uomini per lo stesso stipendio. Questo calcolo è stato fatto da Les Glorieuses, il gruppo fondato dalla giovane economista Rebecca Amsellem che conduce una campagna di sensibilizzazione sulla disuguaglianza di genere. Il gap salariale è tale che ogni anno le donne “regalano” 40 giorni di lavoro. Uno studio del World Economic Forum ha valutato che, siccome lo scarto si riduce con estrema lentezza, saremo fortunate se raggiungeremo la parità di genere nel 2186. Ispirazione: attivismo.

PATRIZIA PANICO

Patrizia Panico è la prima donna italiana ad allenare una squadra di calcio nazionale maschile. La FIGC ha posto sotto la sua guida gli Azzurri dell'Under 16. Già icona del calcio femminile, ritenuta l’erede di Carolina Morace, la giocatrice più forte di tutti i tempi.
Ispirazione: contrattacco.

CHIARA COCCHIARA

Ingegnera aerospaziale, 29 anni, tre lauree, Chiara Cocchiara ha fatto parte della stazione di ricerca Mars Desert che ha simulato la vita su Marte. Lavora presso l'Eumetsat (European organisation for the exploitation of meteorological satellites), come ingegnera delle operazioni per i satelliti meteorologici. Studi a realizzazione di droni per la ricerca e il soccorso. Inserita da Forbes nelle più importanti personalità del mondo sotto i 30 anni.
Ispirazione: la rivincita delle NERD

DEBORAH ALESSI

Ha fondato Face Forward, un ente di beneficenza che offre chirurgia plastica alle donne sopravvissute alla violenza domestica e in particolare a quelle cui è stato dato fuoco e che sono state sfigurate con l’acido.
Ispirazione: generosità.

ESRA ALHAMAL

Questa blogger di viaggi saudita, a 29 anni ha girato gran parte del mondo con il suo hijab senza lasciare che la religione o i pregiudizi la fermino. Nel 2017 ha raggiunto il traguardo di 21 paesi visitati.
Ispirazione: spirito di avventura.

REBECCA MINKOFF

Stilista millenial che ha costruito un impero con l’abbigliamento e gli accessori rivolgendosi direttamente alle giovani consumatrici, facendosi conoscere quasi soltanto attraverso i social media, dicendo addio alle passerelle. Crede che siamo sovraesposti a un bombardamento di informazioni e che ci stufiamo dei prodotti prima ancora che siano messi in commercio. Il modello di vendita diretta che Minkoff propone, ovvero 'vedo, compro, indosso' secondo lei ridurrà i rifiuti, dunque l’impatto ambientale.
Ispirazione: creatività.

CYNTHIA NDUBUISI

È l'imprenditrice nigeriana che ha fondato Kadosh e produce EverGlow, sapone per i piatti biodegradabile e derivato dalle piante di manioca, che la zia di Cynthia Ndubuisi, con cui la donna è cresciuta, ha sempre coltivato, pur rimanendo poverissima. La Nigeria, infatti è il più grande produttore al mondo di manioca, e le donne, che sono il 70% della manodopera, ricavano appena il 17% del profitto. Con Kadosh le coltivatrici sono in grado di trasformare la manioca in 12 ore invece di quattro giorni. Attraverso cooperative di agricoltori e di commercio al dettaglio nate dall'idea di Ndubuisi oltre 60 donne lavorano più in fretta, più comodamente e guadagnano molto di più. Entro il 2020 Cynthia conta di raggiungere il 65% delle coltivatrici di manioca del Delta del Niger, elevando il reddito e le condizioni di vita di 10 milioni di famiglie.
Ispirazione: lotta alla povertà.

WONDER WOMAN

Con ben 821 milioni di dollari di incasso, Wonder Woman diretto da Patty Jenkins con Gal Godot e Robin Wright ha dimostrato definitivamente che le donne possono dirigere un blockbuster.
Ispirazione: superpoteri.

ALY RAISMAN

La campionessa olimpica al corpo libero di Londra 2012, capitana di quelle Fierce Five e anche delle Final Four che hanno vinto l’oro a squadre a Rio 2016, ha confessato di essere stata abusata dal dottor Larry Nassar, medico della Nazionale Statunitense di Ginnastica artistica: «Molte persone mi conoscono come ginnasta, ma sono anche una sopravvissuta. Sono fra le moltissime giovani ginnaste molestate da un uomo che ha ricoperto una posizione di influenza e potere nello sport per più di 20 anni, e l'entità del danno che ha causato è al di là della comprensione. Più di 130 giovani donne hanno intentato cause contro l'abuso di Nassar, e forse non sapremo mai quante altre soffrono in silenzio».
Ispirazione: coraggio.

VIRGINIA MARIE 'GINNI' ROMETTY

Dal 2011 è Presidente e amministratrice delegata della IBM, prima donna a guidare la società. Rometty è apparsa tra le prime 10 nella lista delle donne più potenti del modo compilata ogni anno da Forbes. Nel 2017, a 60 anni, ha clamorosamente abbandonato lo Strategy and Policy Forum di Donald Trump, istituzione pensata dal Presidente per avere un contatto diretto con gli imprenditori statunitensi. Progetto velocemente naufragato per le poche adesioni raccolte.
Ispirazione: feroce determinazione.

PERIS TOBIKO

Prima donna Masai eletta all’Assemblea Nazionale del Kenya nel 2013, ed eletta per un secondo mandato nel 2017. Laureata in Scienze politiche con un master in relazioni internazionali, 46 anni, madre di quattro figli, impegnata in progetti comunitari e già direttrice del Museo Nazionale del Kenya, Peris Tobiko aveva perso alle elezioni del 2007 ma nel 2013 ha vinto alle primarie del suo partito contro quattro contendenti uomini e ha ottenuto 23mila preferenze. Soprattutto, però, Peris ha vinto contro la volontà degli anziani Masai, che avevano pronunciato la parola “maledizione” rispetto alla possibilità di essere rappresentati da una donna. «La prima volta che ho annunciato che mi sarei candidata per il parlamento si sono messi a ridere – ha detto - Poi ci ho riprovato e alla fine ce l’ho fatta».
Ispirazione: credere in se stesse.

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