19 Dicembre Dic 2017 1300 19 dicembre 2017

Chi è Rossella Muroni, da Legambiente a Liberi e Uguali

Pietro Grasso punta sulla società civile e chiama la romana presidente dell'associazione ambientalista, da sempre impegnata in prima linea nella politica attiva.

  • ...
Rossella Muroni Legambiente Liberi Uguali

Dicevano che difficilmente sarebbe scesa in campo. E invece. A due settimane di distanza dalla convention che ha lanciato Pietro Grasso alla guida di Liberi e Uguali, Rossella Muroni ha annunciato le dimissioni da Legambiente, di cui era presidente dal dicembre 2015. Perché è vero che quel tre dicembre i riflettori erano puntati tutti su Grasso (e sulla moglie commossa), ma agli osservatori più attenti non è sfuggito il passaggio sul palco di Muroni: secondo Pippo Civati è stata lei a pronunciare «l'intervento più bello» della giornata. E, evidentemente, se all'epoca l'attivista ecologista aveva ancora qualche remora nell'aderire al nuovo partito di sinistra, nei giorni seguenti il pressing dei vertici (alla ricerca disperata di rappresentanti donne dopo le accuse di sessismo) deve essersi intensificato, strappando a Muroni una partecipazione attiva che la vedrà nei panni di coordinatrice della campagna elettorale. E poi, chissà.

TUTTO INIZIÒ NEI MOVIMENTI STUDENTESCHI

Di esperienza, d'altronde, Muroni ne ha da vendere: romana, cresciuta nei movimenti studenteschi e formatasi nell'ambiente della Cgil (particolare che piacerà molto alla sinistra dura e pura), ha aderito a Legambiente come volontaria, finendo per rivestire incarichi via via sempre più importanti: portavoce del settore campagne, membro del direttivo, della segreteria nazionale e, infine, presidente. Un cursus honorum ventennale che adesso Muroni è stata convinta a spendere là dove è più difficile far emergere merito e competenze: nella politica italiana.

ESPONENTE DELLA SOCIETÀ CIVILE

Ma la politica, per Rossella Muroni, è sempre stata importante. Specie quella attiva. L'ha confermato lei stessa nella lettera di dimissioni che ha inviato a Legambiente, una missiva lunga e articolata dove spiega le sue motivazioni e che denota uno sguardo preoccupato dal presente: «Negli ultimi tempi sempre più spesso ho rischiato di scivolare, mio malgrado, nell’antipolitica lamentando il ritardo culturale delle nostre classi dirigenti. Io, da sempre innamorata della pratica politica, non voglio rassegnarmi al fatto che proprio la politica non dia rappresentanza per esempio a quel pezzo d’Italia sconosciuta ai più ma già ben radicata». È evidente che il Paese di cui parla Muroni è quello della tanto vagheggiata società civile, evocata a più riprese a sinistra, ma che finora non ha mai avuto la capacità (o la possibilità) di lasciare il segno nelle stanze del potere.

RIPORTARE L'AMBIENTE AL CENTRO DELLA POLITICA

Una sfida, dunque, quella di Muroni, tutt'altro che semplice. Perché rischia di arenarsi già alle urne, qualora Liberi e Uguali non dovesse stimolare sufficienti entusiasmi nei delusi del Pd; e perché poi si sa che tra Camera e Senato le migliori intenzioni si bloccano, si intoppano, si arenano. L'obiettivo dell'ambientalista, ambizioso, è però chiaro e definito: far recepire una volta per tutte alla politica italiana quanto sia importante un approccio ecologista. «Per me – sociologa di formazione – il dato ambientale ha sempre avuto in sé un valore sociale, come fosse un testimone numerico delle diseguaglianze che attraversano i nostri territori. In questi ultimi anni mi è sempre più chiaro come il tema della riconversione ecologica della società abbia in sé una portata epocale», ha scritto Muroni sempre nella sua lettera di dimissioni. Resta da vedere, ora, se la politica italiana sia l'habitat adatto alle istanze ambientaliste. O se queste verranno darwiniamente fagocitate da urgenze più miopi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso