28 Novembre Nov 2017 1732 28 novembre 2017

Grammy 2018, Sza è la donna con più nomination

Non aveva piani per il passato, non ha aspettative per il presente e tantomeno per il futuro. Eppure la cantante R&B, coniugando la sua incertezza cronica al talento musicale, ha sbancato.

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Sza Grammy 2018 Nomination

Come tutte le storie belle, quella del successo di SZA (si pronuncia, grosso modo, Sizza), la cantante donna con il maggior numero di nomination ai Grammy 2018, comincia dai fallimenti. E dei più banali: come quello di una giovane donna che uscita dal liceo si schianta contro il muro dei college e si ritrova a fare tutta una serie di lavoretti per tirare a campare. Per ritrovarsi, nel giro di cinque anni, a essere una delle più promettenti e celebrate artiste della scena R&B.

L'AMERICA CHE L'AMERICA NON SA DI ESSERE

All'inizio degli Anni 2010, SZA aveva cominciato a incidere qualche brano con la speranza di ricavarci qualche soldo. La sua creatività si concretizzò in un primo Ep autoprodotto che attirò subito l'attenzione della critica: nonostante avesse poco più di vent'anni, SZA aveva già dimostrato di poter spaziare tra i generi in brani che mixavano Beyoncé e Bjork, pervasi da un'atmosfera sognante e da una poetica personale tutt'altro che scontata. Perché Sza incarna quello che l'America sarà e che ancora non vuole essere; è l'altra faccia dell'11 settembre, quella dei musulmani innocenti che sono stati colpiti indirettamente dagli aerei abbattutisi sulle Torri Gemelle. Allora Sza era un'undicenne con il velo, e si faceva chiamare ancora Solána Imani Rowe, il suo vero nome. L'attentato la rese, a sua volta, un bersaglio per i bulli razzisti.

UNA QUESTIONE DI CONTROLLO

Ma la fede islamica, per Solána, non era qualcosa di passaggio. È rimasta negli anni, e il suo nome d'arte, SZA, è strettamente connesso al suo essere musulmana: sta infatti per Sovereign Zig-Zag Allah. E zig-zag non è un modo per alleggerire il resto, ma per indicare i concetti di conoscenza, saggezza e comprensione. Dopo il suo primo Ep, comunque, e qualche contatto giusto, l'industria musicale che conta scopre che SZA non solo ha qualcosa da dire, ma lo dice e lo canta molto bene, quel qualcosa. Lo fa in altri due Ep, S e Z. Ma per arrivare all'album, la strada è lunga. Tentenna, Sza, si incarta in una produzione lunghissima, al punto da spingere i produttori a strapparle di mano l'hard disk con il suo lavoro e pubblicarlo, volente o nolente. CTRL è un successo: il Guardian lo paragona a «una stupefacente collezione di stili e storie che assomigliano a una confusa conversazione con un'amica stretta durante una lunga notte».

PROSPERARE NELL'INCERTEZZA

Perché a Sza non è mai interessato pubblicare e registrare a tutti i costi. Finché si divertirà, così ha detto, continuerà a incidere. Ma non si sente costretta a farlo. E non si sa se e quando uscirà il suo prossimo album. In un'intervista a Nme ha spiegato che un'eventuale, lunga pausa non la intimorisce. In fondo, non ha mai fatto mistero del perenne stato d'incertezza che l'ha accompagnata, e ancora la accompagna, in tutti questi anni. Non sapeva quale fosse la sua voce, non sapeva quale taglio dovesse dare al suo album, non sa che cosa farà. Però il suo album si chiama Ctrl, 'controllo': che può suonare ironico, ma che forse indica anche come Sza non possa fare a meno della musica per trovare se stessa. O quantomeno una strada da seguire. Come quella che per i Grammy 2018 le è valsa le sue belle cinque nomination (artista emergente, performance R&B, canzone R&B, album urbano contemporaneo e performance rap/cantata).

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