23 Novembre Nov 2017 1845 23 novembre 2017

Miley Cyrus: 25 anni da «più grande femminista»

Il compleanno della cantante di Nashville è una buona occasione per ammettere che, sì, è una buona icona per le ragazze di oggi. 

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Miley Cyrus Compleanno Femminista

L'avrete odiata, presa in giro, insultata. Avrete pensato che era ridicola a presentarsi sul palco sedere all'aria e seno al vento. L'avrete definita una vergogna per le altre donne. E, invece, Miley Cyrus, 25 anni il 23 novembre, è un grande esempio di femminismo 3.0. Il femminismo del 2017: vivace, pop, confuso. Ma determinato a non farsi definire da altri. E la cantante di Nashville, sei album in studio e una vita sulle scene, ne è l'incarnazione. Si è detto tanto di lei e dei suoi scandali, ma in occasione del suo compleanno (per altro con una di quelle cifre importanti) vogliamo dire perchè, anche se non ci crederete, Miley Cyrus è una vera e propria femminista.

«UNA DELLE PIÙ GRANDI FEMMINISTE AL MONDO»

Miley Cyrus è stata spesso criticata per le sue esibizioni, le foto, i video 'spinti'. Nel 2013 la cantante Sinead O'Connor aveva scritto una lettera aperta rivolta alla giovane collega, in cui si dichiarava preoccupata per il suo cambio di stile, a suo dire troppo' forzato' e dettato da regole discografiche. Secondo l'artista irlandese, quindi, i balli e le pose della Cyrus erano un ulteriore segno dello sfruttamento che si fa del corpo femminile nell'industria dello spettacolo. Simili ragionamenti arrivarono un po' da ovunque. Soprattutto dopo la sua esibizione con Robin Thicke agli MTV’s Video Music Awards del 2013. Molti la definirono scandalosa, imbarazzante, ridicola. La colpevolizzarono di far fare passo indietro in fatto di dignità femminile. Eppure, se ci pensate, lei non fece altro che mettere in pratica quello che molte altre popstar si limitano a predicare. Dietro a performance che possono apparire grottesche, c'è qualcosa di più. In un'intervista rilasciata per la BBC, nell'anno di Wrecking Ball e di Bangerz, spiegò così le sue scelte artistiche: «Nella vita di tutti i giorni non vado in giro twerkando addosso alla gente, con la lingua di fuori o vestita da orsacchiotto. Le persone si sorprenderebbero a sapere quanto sono normale di solito». E ancora: «Mi reputo una delle più grandi femministe perché dico alle donne di non avere paura di niente». Il femminismo di Miley è quello della cosiddetta 'quarta ondata', quello dei nostri giorni. La sessualità non è nascosta, non bisogna essere austere per farsi rispettare. Per lei una donna non dovrebbe aver paura di giocare col suo corpo.

NON SOLO PARLA, MA ANCHE FA

Miley è attivamente impegnata su molti fronti. Non sono un segreto, per esempio, il suo amore per gli animali (ha molti cani) e per la salvaguardia dell'ambiente. Ma soprattutto ha fondato la Happy Hippie Foundation, un'organizzazione no profit fondata nel 2014 con lo scopo di accogliere e aiutare adolescenti e giovani in difficoltà o senza fissa dimora. In particolare è rivolta alla comunità LGBTQ e alle altre minoranze più vulnerabili. Un'attività che la cantante ha spesso promosso e pubblicizzato sui suoi canali, e con la sua musica. Nel 2015 realizzò una serie di video, le Backyard Session, per presentare l'operato della fondazione, coinvolgendo altre pop star.

TUTTO DI TESTA SUA

Da un punto di vista lavorativo, la Cyrus è un esempio di una carriera di successo (i suoi album hanno venduto milioni e milioni di copie) costruita senza cedere a compromessi. Dopo aver detto addio ad Hanna Montana e al mondo Disney nel più clamoroso dei modi, dando già allora prova di un grande coraggio, Miley si dimostrò pronta a fare di testa sua nel 2015, quando alla fine degli MTV Video Music Awards, che aveva appena condotto, annunciò che un suo nuovo album (Miley Cyrus and Her Dead Petz) era disponibile per lo streaming online, gratuitamente. Scritto insieme alla band The Flaming Lips, fu realizzato con un budget di soli 50 mila dollari e senza alcuna supervisione della sua casa discografica.

LA DENUNCIA DI UN «DOPPIO STANDARD»

Sempre parlando di corpo, sessualità e consapevolezza femminile Miley Cyrus può essere considerata un punto di riferimento. Davvero. Se continuate a pensare che sia solo una a cui piace mettersi in mostra, state sbagliando di grosso. Solo il fatto che i suoi outfit e i suoi interventi vi sembrino fastidiosi o fuori luogo, fa capire che c'è ancora strada da fare quando si parla di disparità dei sessi. Come ha sottolineato la cantante di Nashville il fatto che le sue provocazioni siano state così tanto recepite (e cioè il fatto che l'abbiano insultata così in tanti e tante) dimostra che c'è ancora «un doppio standard» quando si parla di immagine maschile e femminile. In questo senso, ha più volte sostenuto la campagna #FreetheNipples, contro la censura sui capezzoli femminili. Nel 2015 si presentò da Jimmy Kimmel con indosso una mantella e dei copricapezzoli che lasciavano visibilmente in mostra il seno. Tradotto in termini femministi: se non c'è differenza fra uomini e donne allora non dovrebbe esserci differenza su come viene percepito il corpo dell'uno e dell'altro sesso. Se un pettorale maschile non suscita scandalo, non dovrebbe farlo neanche uno femminile.

NO VICTIM SHAMING

Più attuale che mai è il problema del victim shaming. Cioè quell'idea dura a morire per cui una donna debba tutelarsi da violenze e avance indesiderate cercando di mantenere un atteggiamento e un abbigliamento moderato e schivo. Ma l'idea che siano le ragazze a dover controllare il proprio modo di porsi, invece che gli uomini, è completamente sbagliata. Per questo ben venga un'artista che non si fa problemi a vestirsi in modo eccentrico, esagerato, fuori dagli schemi. Ben venga Miley con i suoi body sgambati e i micro top, se servirà a far capire al sesso maschile che non abbiamo niente da dover nascondere.

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