20 Novembre Nov 2017 1259 20 novembre 2017

Morta Jana Novotna, la tennista con la paura di vincere

Uccisa da un cancro a 49 anni d'età, la sportiva ceca ha fatto la storia del suo sport nonostante le clamorose sconfitte.

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Jana Novotna Morta Wimbledon

Un talento puro e fragile. Questo era Jana Novotna, la tennista ceca morta a 49 anni a causa di un cancro: decisamente più vincente nel doppio che nel singolare (il suo score segna 76 da una parte, 24 dall'altra), era capace di arrivare a un passo dalla vittoria per poi stupire tutti gettando alle ortiche partite ormai vinte. Forse anche per questo motivo la sua morte, avvenuta il 20 novembre 2017, lascia un grande dispiacere tra gli appassionati di tennis. Perché non si poteva non tifare per questa donna, contro quella paura di vincere che la coglieva nei momenti clou e che le ha impedito di un palmarés che meritava di essere ben più ricco.

IL PRIMO BLACKOUT A WIMBLEDON

Ma il tennis è uno sport che si vince anche, e soprattutto, con la testa e con la freddezza. Una lucidità che a Jana Novotna veniva a mancare, come raccontato su tennis.it. Perché se in doppio si era portata a casa tutti e quattro i titoli dello Slam, nel singolo le cose cambiavano parecchio. È rimasta nella storia la sua cavalcata quasi trionfale a Wimbledon nel 1993, quando, dopo aver mandato a casa la favorita Gabriela Sabatini e la leggendaria Martina Navratilova, si ritrovò in finale contro Steffi Graf, già sconfitta un paio d'anni prima in quel di Melbourne. A un passo dall'aggiudicarsi il titolo, cominciò a infilare una serie di errori che permisero a Graf di rimontare e sconfiggerla. E fu dolorosissimo vederla crollare in lacrime, durante la premiazione, sulla spalla della duchessa di Kent, dopo aver tentato di mostrarsi sorridente e serena.

«CUOR DI CONIGLIO»

Ora che Jana Novotna non c'è più, può sembrare ingeneroso ricordare l'appellativo con cui la definiva Gianni Clerici: cuor di coniglio. Ma anche questo è stata Jana: tennista fortissima, vincitrice annunciata che dopo quella débâcle continuò a lasciarsi sfuggire vittorie che, secondo ogni logica e statistica, avrebbero dovuto essere le sue. Il copione si ripeté, sempre a Wimbledon, nel 1997, contro Martina Hingis. Un altro grande avvio di partita, un altro crollo (stavolta fisico) che la relegò per l'ennesima volta al secondo posto. Anche quella volta, durante la premiazione accadde qualcosa: Jana Novotna, a mo' di scherzo, rubò il trofeo dalle mani di Hingis, percorrendo un mesto giro d'onore.

IL RISCATTO FINALE

Secondo chiunque, la carriera di Jana Novotna finiva lì. E invece, ancora una volta, lei si divertì a sovvertire i pronostici. Per una volta, a suo favore. Nel 1998, all'alba dei 30 anni d'età, torna a Wimbledon. E vince, «la più anziana campionessa ad aggiudicarsi per la prima volta un titolo dello Slam»: supera Venus Williams, Martina Hingis e, in finale, Natalie Tauziat. L'anno successivo si ritirò. Il tennis le aveva dato, le aveva tolto e le aveva ridato. Nonostante le sconfitte, gli addetti ai lavori ben conoscevano le sue immense capacità, non solo sportive: nel 2005 venne inserita nella Hall of Fame, riservata solo ai più grandi. E lei grande, forse più nelle sconfitte che nelle vittorie, lo era stata davvero.

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