Scandalo Weinstein

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17 Novembre Nov 2017 1350 17 novembre 2017

Caso Weinstein, chi è la spia israeliana coinvolta

Si chiama Stella Penn Pechanac, ha un passato da attrice e la sua copertura è saltata grazie a un servizio giornalistico di Ronan Farrow.

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Harvey Weinstein Stella Penn Pechanac

La testimonianza di Dario Argento in televisione, dove raccontava che la figlia Asia non esce più di casa perché nel caso Weinstein sarebbero coinvolti agenti del Mossad, i servizi segreti israeliani, in Italia è stata letta da più parti come una dichiarazione da film di serie B. Invece la storia è vera, e una di queste spie sappiamo anche chi è. Si chiama Stella Penn Pechanac, e ha alle spalle una storia che, visto il tema, non poteva che essere da film.

L'ATTRICE CHE DIVENNE SPIA

Innanzitutto, Stella Penn Pechanac non è israeliana di nascita, ma bosniaca, come ha raccontato il Wall Street Journal. In Israele è arrivata come profuga nel 1994, scappando dalla guerra che stava insanguinando il suo Paese. Lei e la sua famiglia vennero accolti perché il nonno di Stella, durante la Seconda guerra mondiale, aiutò decine di ebrei a fuggire dalla persecuzione nazista. Ma questa è un'altra storia.
La storia di Stella è invece quella di un'attrice fallita, capace di strappare al massimo qualche ruolo in dimenticabilissimi videoclip e altrettanto evanescenti campagne pubblicitarie. Se avesse avuto anche un minimo successo, d'altronde, non sarebbe mai stata assoldata dalla Black Cube, l'agenzia privata di intelligence (e non il Mossad, quindi) coinvolta nel caso Weinstein.

UNA SPIA IMPRECISA

Tuttavia, non era infallibile come attrice e non lo è stata nemmeno come spia, Stella Penn Pechanac. Una serie di piccoli errori hanno attirato su di lei una serie di altrettanti piccoli sospetti che, alla fine, hanno fatto crollare la sua copertura. Anzi, le sue coperture: ha accostato reporter che indagavano su Weinstein spacciandosi da attrice in cerca di vendetta, e si è avvicinata a Rose McGowan nei panni di attivista interessata ai diritti delle donne. Sicura dei suoi mezzi, non poteva immaginarsi che, come nei migliori (o peggiori) film di spionaggio, sarebbe stato un giornalista a far crollare il suo castello di carte.

FINE DEI GIOCHI

Quel giornalista è Ronan Farrow, che indaga da anni sulle malefatte di Harvey Weinstein. In un articolo ha svelato i nomi delle società assoldate dal produttore, tra cui appunto la Black Cube. Rose McGowan ha letto gli articoli, le descrizioni delle spie, e ha fatto due più due. La Diana Filip che si spacciava come sua amica, in realtà, era Stella Penn Pechanac. Che non si era infiltrata solo nel mondo del cinema, ma anche in quello delle multinazionali. In particolare, nella canadese West Face con il nome di Maja Lazarov: il suo nome fasullo lo conosceva bene, quello del marito e della società per cui lavorava, inventati anch'essi, un po' meno. È bastato un errore per dare scacco matto alla spia.

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