16 Novembre Nov 2017 0900 16 novembre 2017

Justice League, torna la Wonder Woman di Gal Gadot

Arriva nei cinema il film che racconta le nuove avventure dell'amazzone, insieme a Batman e Aquaman. Lei, ormai, è un'affermata icona femminista.

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Wonder Woman Justice League

Quando ha esordito nel 2009 in Fast and Furious - Solo parti originali, erano tutti sicuri che Gal Gadot fosse la solita bella statuina messa lì a far scena, e che nel giro di poco tutti se ne sarebbero dimenticati. Nessuno, invece, fu capace di prevedere che, otto anni dopo, l'attrice israeliana sarebbe diventata una delle icone femministe più popolari del 2017. Merito di Wonder Woman, personaggio che ha interpretato nel film omonimo e che ora torna nell'atteso Justice League, in uscita nelle sale italiane il 16 novembre. I valori del femminismo, però, Gal Gadot ha deciso di non incarnarli solo quando veste i panni di Diana Prince, ma anche nella sua vita reale.

L'EROINA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO

«Chi non è femminista, è sessista». Parole raccolte da Rolling Stone, che tolgono ogni dubbio sul punto di vista che Gal Gadot ha in merito alla questione. D'altronde, Gal non è diversa da tante (troppe) altre donne, che in un modo o nell'altro hanno subito episodi di sessismo più o meno gravi: «Ci sono stati dei momenti in cui sentivo che gli uomini si comportavano in maniera inappropriata. Niente di sessuale, ma inappropriata in modo sessista. Sprezzante. In quanto donna, in questo mondo, la vita non è sempre stata rose e fiori per me». E per le donne, soprattutto statunitensi, il 2017 deve essere sembrato un incubo. L'elezione di Trump è servita a far scendere le donne in piazza. Analogamente, non poteva esserci un anno migliore in cui portare in sala un'eroina come Wonder Woman. Al punto che i critici statunitensi l'hanno lodato ben oltre i suoi (scarsi) meriti artistici, facendone soprattutto una bandiera dei messaggi di inclusività e, ovviamente, femminismo.

QUOTA ROSA

Con Justice League la Wonder Woman di Gal Gadot arriva al suo terzo giro di giostra. Nella sua prima apparizione, in Batman V Superman, veniva solo introdotta; qui, unica donna di un team tutto al maschile composto da Batman (Ben Affleck), Flash (Ezra Miller), Aquaman (Jason Momoa) e Cyborg (Ray Fisher), deve tenere alto l'onore delle quote rosa. E, probabilmente, molte spettatrici andranno al cinema per vedere lei, piuttosto che tutti gli altri. Che di aneddoti al femminile ne ha raccontati a bizzeffe, tutti in chiave smaccatamente girl power: dall'esperienza di girare Wonder Woman durante la gravidanza, tra una nausea e l'altra, al sopportare le critiche sul suo aspetto fisico, troppo esile, secondo i fan, per incarnare il prototipo dell'amazzone: «A voler essere precisi a tutti i costi», ha risposto lei, «dovrei anche avere una tetta sola».

ICONA DEL SUO TEMPO

Certo, poi ci sono le polemiche stupide e senza senso di chi critica il film perché Wonder Woman ha le ascelle depilate, mentre non dovrebbe avvertire su di sé la pressione sociale a depilarsi, venendo da una terra di sole donne. A queste critiche, Gal Gadot risponde con idee chiare e precise, senza dubbi sul perché Diana Prince sia un'icona femminista: «Arriva da un luogo dove uomini e donne sono pari e essere un uomo o una donna non è importante». Si mettano l'anima in pace le sacerdotesse del femminismo intransigente: durante un test screening una spettatrice ha avvicinato Gal Gadot ringraziandola per aver fatto un film che sembrava realizzato apposta per lei. E i gruppi di amiche, mamme, figlie, nonne 90enni in carrozzina testimoniano quanto la Wonder Woman di Gal Gadot sia l'icona femminista più apprezzata del momento. E la battaglia pubblica di Gal Gadot è la stessa che conduce in privato, quando racconta le fiabe della buonanotte a una delle sue figlie: «La misi a letto. Le stavo leggendo una storia di principesse e Ariel la sirenetta... E poi si è messa a parlare del principe. Lo identificava come tale, e diceva: 'Sì, il principe, di solito sono molto forti'». Salvo poi puntualizzare che dovrebbero essere le principesse, a essere quelle forti. Come la sua mamma sul grande schermo.

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