15 Novembre Nov 2017 1128 15 novembre 2017

Chi è Grace Mugabe, la moglie del presidente dello Zimbabwe

Doveva ereditare il ruolo del marito, ma il suo piano è saltato a causa del colpo di Stato condotto dai militari.

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Grace Mugabe

Ci sono donne e donne. Quelle che lottano per un mondo migliore, per ottenere gli stessi diritti degli uomini, per far cessare le violenze di genere. Poi ci sono quelle che sognano il potere, che vivono la propria vita al fianco di un dittatore e che sognano di diventarne le eredi. Donne come Grace Mugabe, ad esempio, first lady dello Zimbabwe e moglie del 93enne Robert, che da 37 lunghi anni governa il Paese violando sistematicamente i diritti umani, come denunciato da Amnesty International. E che adesso, però, sta assistendo impotente alla brusca fine del suo dominio. Nella notte tra il 14 e il 15 novembre l'esercito è entrato nella capitale e ha messo, di fatto, agli arresti Robert Mugabe e alcuni ministri. A Grace, invece, sarebbe stato concesso di lasciare il Paese, e pare che si sia diretta in Namibia. Benché l'esercito neghi che sia in corso un colpo di Stato e affermi che abbiano solo preso «in custodia» il Presidente, sembra ormai chiaro che per lo Zimbabwe si stia per chiudere un'era. E non è affatto scontato che Grace riesca a entrare in quella successiva.

SHE LOVED SHOPPING

Prima del golpe, i piani di lady Mugabe sembravano chiari: ereditare il governo dello Zimbabwe. Obiettivo che, almeno fino a una ventina d'anni fa, nessuno avrebbe associato alla sua figura. Prima di allora, infatti, Grace Mugabe veniva identificata come la classica moglie trofeo, sposata a un uomo 40 anni più anziano. Quando Mugabe la avvicinò per la prima volta, sul finire degli Anni '80, lei lavorava come dattilografa al parlamento. La coppia convolò a nozze nel 1996, in uno sfarzoso matrimonio che la stampa del Paese ribattezzò come «Le nozze del Secolo». E allo sfarzo la novella signora Mugabe divenne subito piuttosto avvezza, tanto che venne presto ribattezzata Gucci Grace, con riferimento al noto brand italiano, Grabbing Grace, ovvero Grace l'arraffona, e First Shopper invece che first lady. Si racconta che nel 2003, durante un breve soggiorno a Parigi, fu capace di spendere 120 mila dollari nel giro di poche ore, mentre nel suo Paese all'incirca nove persone su dieci sono disoccupate. A destare ulteriori perplessità sulla sua figura, il dottorato conferitole dall'Università dello Zimbabwe e conseguito in tempi record, a dir poco sospetti.

È GIÀ PRESIDENTE

Sarebbe sbagliato, però, liquidarla con uno sberleffo. Dietro la frivolezza della shopper compulsiva, si nasconde in realtà una donna che ha già avvertito i suoi detrattori di non sottovalutarla. Anche in un momento di simile debolezza, quando appare vulnerabile e impotente nelle mani dei militari. Un primo passo l'aveva già mosso nel 2014, quando si era fatta eleggere a capo dell'ala femminile dell'Unione Nazionale Africana di Zimbabwe - Fronte Patriottico, il partito di maggioranza di cui fa parte il marito. «Ho vissuto tanti anni come moglie del Presidente. Quindi sono già Presidente», dichiarò insediandosi. Al di là della sicumera, è probabile che, vista l'età avanzatissima del marito, Grace abbia avuto e continui a esercitare effettivamente una certa influenza sull'agenda politica del marito.

IL POPOLO NON LA AMA

Il grosso problema, però, per Grace Mugabe è sempre stato un altro: non ha mai goduto del sostegno popolare. Al punto che, nel giugno 2017, erano trapelate delle voci secondo cui Robert aveva chiesto alla moglie di fare un passo indietro. L'eventuale candidatura di Grace avrebbe potuto scatenare una serie di violenze, a cui si sarebbero sommate l'opposizione degli apparati politici e dei militari, fondamentali per governare. E non è detto che il golpe non sia scaturito proprio a causa di un'incombente discesa in campo definitiva della signora Mugabe. Alla luce degli ultimi eventi, è ormai chiaro che il sogno di Grace sia giunto alla fine. Eppure, faremmo bene a non darla per sconfitta troppo presto: «Forse il mio pugno è piccolo, ma quando si tratta di combattere stringerò delle pietre per renderla più grossa, o un guanto per farla apparire più grande. Non sottovalutatemi».

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