3 Novembre Nov 2017 1150 03 novembre 2017

Catalogna, Carmen Lamela: chi è la giudice che ha ordinato gli arresti

È stata lei a decidere di incarcerare sette ministri e il vicepresidente del governo. Ligia al lavoro, ha collaborato in passato con Zapatero.

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Carmen Lamela

Sette ministri e un vicepresidente in carcere. È il primo bilancio dello scontro che si sta consumando tra la Catalogna e il governo spagnolo di Madrid, mentre Carles Puigdemont è fuggito in Belgio. E anche se molti credono che i mandanti di queste misure penitenziare siano i popolari del primo ministro Mariano Rajoy, a finire sotto i riflettori è quello che potrebbe essere definito come il braccio togato della legge: Carmen Lamela, inflessibile giudice 56enne in rapida ascena nella classifica delle persone più odiate dai catalani.

PER RAJOY O PER LA LEGGE?

Descritta come «gran lavoratrice» e «molto discreta» dall'Huffington Post spagnolo, in realtà ha nel suo curriculum anche un ruolo da consulente tecnico del governo socialista di Zapatero, cosa che la rende forse meno schierata di come la si dipinge. O che, forse, basta per classificarla come una servitrice dello Stato spagnolo e delle sue leggi, più che come una esecutrice politicizzata.

NUOTO E COCA COLA

Dalla Catalogna Carmen Lamela ci è passata, e l'ha vissuta in prima persona tra il 1991 e il 1993, quando lavorò all'Audiencia Provincial di Barcellona. Prima era passata da Alicante e Ciudad Real, poi a Madrid. Senza mollare mai un colpo, sempre con la massima serietà, devozione, inflessibilità. Concedendosi, di tanto in tanto, solo una Coca Cola e una nuotata in piscina, che si dice siano gli unici due lussi a cui si lascia andare.

IL PROCESSO PIÙ IMPORTANTE

E ora è arrivato il caso forse più importante della sua carriera, dopo 30 anni trascorsi nelle aule di tribunale. Un caso che potrebbe segnare la storia della Spagna, dove Carmen Lamela è chiamata a prendere le decisioni più scomode e impopolari. L'ha già fatto, con l'arresto dei ministri e del vicepresidente. E probabilmente non esiterà nemmeno nei giorni a seguire, se dovesse rendersi necessario. Continuando a ignorare sia chi la definisce progressista, sia duramente conservatrice.

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