25 Ottobre Ott 2017 1258 25 ottobre 2017

Cate Blanchett prima di Thor Ragnarok: 10 film imperdibili

L'attrice australiana interpreta Hela, la dea della morte, nel film Marvel con Chris Hemsworth e Mark Ruffalo. In 20 anni di carriera ha dimostrato di possedere incredibili doti da trasformista. Come rivelano queste pellicole.

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Cate Blanchett Hela

La dama bianca Galadriel alla fine non ce l'ha fatta: si è lasciata sedurre dal fascino dell'Unico Anello e si è trasformata in Hela, la cupa dea della morte asgardiana, temibile e implacabile villain di Thor: Ragnarok, in uscita nelle sale italiane il 25 ottobre. Eccezionale metamorfosi transfilmica che porta il nome di Cate Blanchett. Una che di trasformismi (e recitazione) ne sa qualcosa. L'attrice australiana torna così sul grande schermo al fianco di Chris Hemsworth (il dio del tuono Thor) e Mark Ruffalo (il sempre più verde e sempre più irascibile Hulk). Su di lei, una responsabilità non da poco: quella di interpretare la prima cattiva donna del Marvel Cinematic Universe, finora ancora refrattario ai ruoli femminili di una certa importanza. E, per cominciare, chi meglio di una che si è portata a casa praticamente qualsiasi premio esistente?

ELIZABETH

La carriera di Cate Blanchett è iniziata col botto. Correva l'anno 1998, e sugli schermi di tutto il mondo arrivava Elizabeth, diretto da Shekhar Kapur. Nei panni della regina Elisabetta, un'attrice australiana praticamente misconosciuta ma che anche da dietro il cerone e da sotto la parrucca riesce a imporsi per le sue straordinare qualità recitative. Detto fatto: l'anno dopo per Cate arriva la nomination agli Oscar. Spoiler: è la prima di sette; di statuette ne vincerà due.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI - LA COMPAGNIA DELL'ANELLO

Eppure sembra che nei due anni successivi Cate Blanchett non tenga fede agli impegni che le impongono il suo talento. Inanella una serie di film dimenticabili o di scarso successo. Fino al 2001, l'anno in cui Peter Jackson decide di riscrivere le regole dei blockbuster con Il Signore degli Anelli. Nel contempo, fa dono a Cate di una parte piccola, ma fondamentale: quella di Galadriel, la dama bianca di razza elfica che aiuta Frodo e compagni nel loro lungo cammino verso Monte Fato. Memorabile la scena della trasfigurazione, dove Galadriel rivela tutta la potenza che racchiude in sé e che potrebbe sprigionare strappando l'Anello a Frodo.

THE AVIATOR

Il successo della trilogia tolkieniana regala a Cate Blanchett un grande successo, spingendola un gradino più in là lungo la scalata che porta a un successo di cui, in oltre 100 anni di storia del cinema, solo poche attrici hanno potuto godere. La chiamata di Martin Scorsese per il film in cui Leonardo DiCaprio interpreta Howard Hughes suona come un endorsement definitivo. Anche perché l'attrice australiana è chiamata a mettersi nei panni di un'attrice che, non ce ne voglia, è ancora più leggendaria di lei: Katharine Hepburn. Su richiesta del regista, Cate si guarda e si studia 15 film con Katharine, per studiarne pose e modi di fare. Un lavoro che viene ripagato da un premio Oscar come miglior attrice non protagonista.

DIARIO DI UNO SCANDALO

Siamo arrivati ormai al 2006. Cate Blanchett è una garanzia, i registi la inseguono per ogni progetto. E lei può ormai dividere l'inquadratura con le grandi, senza temere alcun confronto. Come succede nel film di Richard Eyre, dove recita insieme a Judi Dench. Insieme portano sullo schermo due donne con i propri segreti, valorizzando l'una l'interpretazione dell'altra. Un connubio che vale a entrambe una nomination agli Oscar (ma nessuna statuetta).

IO NON SONO QUI

Ve l'abbiamo detto che Cate Blanchett di trasformismo e trasfigurazioni ne sa qualcosa. Se, dopo i quattro film che vi abbiamo raccontato, ancora ne dubitate, provate a guardare questo camaleontico e atipico biopic dedicato a Bob Dylan, interpretato in sette momenti clou della propria vita da sei attori diversi. Uno di questi è proprio Cate Blanchett. Indovinate un po'? L'attrice australiana si porta a casa un'altra candidatura agli Oscar 2008, un Golden Globe come miglior attrice non protagonista e, al Festival di Venezia, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.

ELIZABETH: THE GOLDEN AGE

Ma il 2008 di Cate Blanchett non è ancora finito. Dopo dieci anni, torna a vestire i panni della donna che le schiuse le porte del grande cinema. La regina Elisabettasiede saldamente sul trono: non più intrighi di corte, ma scontri e battaglie per contendersi il mondo con la Spagna. Ed è cresciuta anche Cate Blanchett, ormai sempre più saldamente al controllo dei propri strumenti attoriali. Sottrae quando c'è da sottrarre, accumula, esplode. E si porta a casa un'altra pioggia di nomination.

INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO

Non è un grande film e non è una delle interpretazioni più memorabili di Cate Blanchett. E allora che ci fa in questo elenco? Ci fa, ci fa. Perché è la prova su pellicola che l'attrice australiana è capace anche di recitare nei panni di una cattiva russofona e darle un'ironica allure da femme fatale dei vecchi film d'avventura. E non c'è niente di più bello che vedere un'attrice così portentosa disposta a dare il meglio di sé anche quando gigioneggia in un divertissement firmato Steven Spielberg.

BLUE JASMIN

Di solito sono le attrici a ringraziare i registi. Qui, ci sentiamo di dire che è uno dei casi in cui dovrebbe accadere il contrario: perché è vero che il personaggio di Jeanette nasce dalla penna di Woody Allen, ma è anche vero che il regista newyorkese veniva da un'infilata di film piuttosto faciloni, se non addirittura mediocri. E allora, grazie a Cate Blanchett per aver saputo incarnare le nevrosi di Jeanette, con le sue rughe, con i suoi tic, con i suoi dubbi e i suoi rari slanci. L'ha ringraziata anche l'Academy, con un bel, meritato premio Oscar alla miglior attrice protagonista.

MANIFESTO

È un film o non è un film? È uscito nei cinema italiani il 23 ottobre 2017, con un paio d'anni di ritardo, ma l'opera di Julian Rosefeldt è più affine al genere delle videoinstallazioni che a quello del cinema narrativo. Poco ci importa, in questa sede: la protagonista indiscussa è Cate Blanchett, che interpreta 13 personaggi diversi nei 13 segmenti che compongono l'opera: scienziata, barbona, punk, amministratrice delegata. Cate è questo e anche di più. Può fare, trasformare, interpretare tutto ciò che vuole.

CAROL

L'ultima (per ora) grande interpretazione di Cate Blanchett; l'ultima (per ora) a esserle valsa una candidatura agli Oscar. Nel film di Todd Haynes l'attrice australiana interpreta una donna matura che si invaghisce e avvia una scandalosa (per l'epoca) relazione con una donna più giovane interpretata da Rooney Mara. Il film ha ricevuto applausi a scena aperta da parte della critica. E il solito, ennesimo coro di lodi per l'interpretazione di Cate (oltre che di Rooney Mara).

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