23 Ottobre Ott 2017 1554 23 ottobre 2017

Norvegia: governo, alle donne quattro ministeri chiave

Erna Solberg riconfermata premier. E nei dicasteri più importanti non ci sono uomini. L'esempio di gender equality arriva dal Nord.

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Norvegia

Le tre moschettiere. Che poi, proprio come nell’opera seicentesca di Alexander Dumas, in realtà sono quattro. Senza spade e al servizio di un altro re, un po' più a nord della Francia e, soprattutto, con la gonna. Questa volta, però, di romanzato non c’è proprio niente ma è il risultato di una gender equality che nei paesi scandinavi funziona davvero. In Norvegia, per la precisione, monarchia costituzionale dove l'11 settembre si sono svolte le elezioni per il rinnovo dello Storting (il parlamento, ndr) che hanno decretato la vittoria di una coalizione a maggioranza conservatrice alleata con le neodestre. A guidarla Erna Solberg, la cosiddetta Angela Merkel di Bergen, riconfermata premier che per la legislatura 2017-2021 ha deciso di puntare su altre tre donne nei ruoli chiave del governo: alle Finanze resta Siv Jensen, leader del Partito del Progresso, agli Esteri arriva l’ex ministra della Difesa Ine Marie Eriksen Søreide mentre Marit Berger Røsland è la nuova titolare del dicastero degli Affari Europei.

Un evento che, se storico lo è solo nel fatto di avere per la prima volta una donna a capo della diplomazia, rappresenta una svolta per il Paese: «Non siamo il primo Paese del mondo ad avere i quattro ruoli principali nel governo in mano a donne: Liberia, Svizzera e Filippine lo hanno già fatto. Peró abbiamo scritto una pagina nella storia del nostro Paese», ha commentato infatti la premier Erna Solberg una volta annunciato il rimpasto di governo». Quattro donne conservatrici con storie differenti che, per i prossimi quattro anni, governeranno nel regno di Harald V, il monarca che nel 2016 stupì il mondo con un'apertura verso gay e migranti in un momento particolarmente difficile.

ERNA SOLBERG

Discorso che sembrava aver spianato la strada ai laburisti e che invece non ha intaccato la forza di Erna Solberg. Pur con una perdita di consensi del Partito Conservatore, la Angela Merkel di Norvegia è stata confermata premier alla guida della coalizione di governo. 56 anni compiuti il 24 febbraio, nata a Bergen e cresciuta nell'affascinante quartiere di Kalfaret, Solberg è la seconda di tre sorelle. Affetta da dislessia fin da piccola, la patologia non le ha comunque impedito di emergere già a scuola e dopo la laurea con master in sociologia, scienze politiche, statistica ed economia all'Università di Bergen si è avvicinata alla politica guidando la Lega Studenti del Partito Conservatore. Un'ascesa continuna fino alla guida del partito e alla nomina di primo ministro, seconda donna a riuscirci dopo Gro Harlem Brundtland. Sposata dal 1996 con Sindre Finnes, uomo d'affari ed ex politico, è madre di due figli. La chiave del successo? Avere rimesso in piedi il Paese dopo la grave crisi economica.

SIVE JENSEN

Da quattro anni e per i prossimi quattro le finanze della Norvegia passeranno dalle mani di Siv Jensen, 48 anni di Oslo leader del Partito del Progresso, la seconda forza della coalizione di governo. Figlia di genitori proprietari di un negozio di scarpe, capisce in fretta di avere una naturale predisposizione per la politica, a differenza della madre che l'abbandona presto dopo essersene avvicinata per un breve periodo. Da fine Anni '90 nelle grazie di Hagen, ne eredita la guida del partito distinguendosi per l'impegno nelle questioni relative al terrorismo e alle sfide legate alla società multiculturale. Famosa la sua frase: «abbiamo molto da imparare dagli inglesi, ma quando si tratta della politica dell'immigrazione credo che la Gran Bretagna sia completamente fallita».

MARIT BERGER RØSLAND

Se il ministero degli Affari Europei può sembrare il meno importante tra i Dicasteri assegnati da Erna Solberg, il fatto che la Norvegia non faccia parte dell'Unione Europea rivela la particolare delicatezza di questo dicastero. Affidato a un'altra donna, Marit Berger Røsland, 39enne di Lørenskog e la giudice distrettuale di Oslo dopo un prestigioso trascorso nello studio di avvocati di Wiersholm, Mellbye & Bech. Già leader in Akershus dei giovani conservatori nel 1998, Berger Røsland ha scalato velocemente le posizioni nel partito di maggioramza della coalizione di governo, diventando segretario di Stato nel primo mandato Solberg. Adesso la sfida europea in prima linea.

INE MARIE ERIKSEN SØREIDE

Nata a Lørenskog il 2 maggio 1976, Ine Marie Eriksen Søreide la storia l'ha fatta eccome: dopo essere stata ministra della Difesa, a soli 41 anni è diventata la prima donna titolare del dicastero degli Esteri, diventando dunque il capo della diplomazia norvegese. Una carriera fulminante in politica, lei che aveva iniziato a lavorare come dipendente del negozio Pyramiden Flowers, a Tromsdalen (1999-2000), prima di fare la produttrice alla Metropol TV ed entrare a fare parte dello studio legale Gritte ai tempi degli studi in legge all'Università di Tromsø.

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